La violenza contro le donne c'è sempre stata, lo dicono le cronache, lo racconta la storia, ma dobbiamo riconoscere che da ultimo ha preso un passo veloce e sfrontato. Ha preso un tono dimostrativo, come se si volesse punire il sesso femminile per il solo fatto di esistere, con la sua diversità, i suoi desideri, i suoi sogni, le sue ambizioni, la sua gioia di esistere.
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Una ragazza di 21 anni si è uccisa col veleno dopo aver subito uno stupro collettivo, in un villaggio vicino a Patiali, nella regione settentrionale del Punjab.
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La Repubblica
27 12 2012

Un poliziotto aveva cercato di convincere la giovane a ritirare la denuncia e a sposare uno dei suoi aggressori. Lei ha ingerito veleno. Un ufficiale è stato licenziato e un altro è stato sospeso dalle sue funzioni per la gestione del caso

AMRITSAR - Aveva subito uno stupro di gruppo il 13 novembre scorso e aveva denunciato i suoi aggressori. Una ragazza di 17 anni si è suicidata dopo che un poliziotto aveva cercato di convincerla a ritirare la denuncia e a sposare uno dei suoi aggressori. La ragazza - secondo quanto appreso da fonti della polizia e della sua famiglia - è stata trovata morta ieri sera, dopo aver ingerito del veleno. La violenza era avvenuta durante un festival Diwali nella regione di Patial nello Stato di Punjab, a nord del Paese. Dopo la violenza si era rivolta alla polizia, denunciando gli stupratori, ma "uno dei poliziotti ha cercato di convincerla a ritirare la denuncia", ha riferito una fonte di polizia sottolineando che la giovane si è opposta più volte al ritiro dell'esposto.

Dopo il suicidio della 17enne, un ufficiale è stato licenziato e un altro è stato sospeso dalle sue funzioni per la gestione del caso, hanno riferito le autorità locali. La sorella della vittima ha dichiarato ieri alla televisione indiana Ndtv che i poliziotti locali erano andati oltre: "Hanno cominciato ad esercitare pressioni su di lei perché accettasse una somma di denaro a titolo di risarcimento o addirittura sposasse uno di loro". Prima del suicidio nessuno è stato arrestato nell'ambito della vicenda. Oggi tre persone sono state fermate, due presunti violentatori e una donna che li avrebbe aiutati. Sempre oggi, con una dichiarazione in televisione, il premier indiano Manmohan Singh ha dichiarato che le leggi sulla "sicurezza delle donne dovranno essere riconsiderate" e ha annunciato una commissione di inchiesta.

La nuova tragedia di una vittima di stupro arriva dopo che, da giorni, nel Paese si registrano forti tensioni in seguito ad un altro caso, quello della studentessa vittima di una violenza di gruppo su un bus il 16 dicembre scorso e ridotta in fin di vita. Un caso che ha mobilitato il Paese con numerose e ripetute manifestazioni - nel corso delle quali, nei giorni scorsi, non sono mancati anche scontri con la polizia - per chiedere sicurezza e un inasprimento delle pene contro le violenza sessuale.

Rimasta viva per miracolo, è diventata il simbolo della ribellione di una metropoli da 19 milioni di abitanti, scossa da una sequenza di violenze sessuali che solo quest'anno ha superato di gran lunga i 600 casi, quasi il 20 per cento in più del 2011.
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Corriere della Sera
24 12 2012

India in subbuglio per lo stupro di una studentessa, muore un giornalista.

Non si arresta la protesta in India contro lo stupro subito da una studentessa su un autobus la scorsa settimana. Nonostante i divieti e le misure della polizia messe in atto per disperdere la folla sono ancora migliaia i dimostranti affollati all'India Gate di Nuova Delhi.

IL BILANCIO - Il bilancio è di circa una trentina di feriti. In mattinata un giornalista televisivo indiano è stato ucciso a Imphal, nel nord-est dell'India, dopo che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti. L'uomo di 36 anni lavorava per l'emittente Doordarshan e stava seguendo il corteo per Momoko Khangenmab, la famosa attrice dello Stato di Manipur che martedì aveva denunciato di esser stata molestata e picchiata a un concerto.

I DIVIETI - Nella capitale indiana la polizia ha vietato gli assembramenti di più di cinque persone nelle zone attorno al Parlamento e al palazzo presidenziale dopo gli incidenti di sabato in cui sono rimaste ferite una ventina di persone. New Delhi ha il più alto tasso di violenze sessuali dell'India con un'aggressione ogni 18 ore, ma l'ultimo caso di stupro, la cui vittima si trova in terapia intensiva, ha suscitato proteste di piazza come non si vedevano da metà 2011, dopo i casi di corruzione che investirono il premier Manmohan Singh.

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