Secondo giorno di violente proteste a New Delhi, in India, a seguito dello stupro di gruppo ai danni di una studentessa 23enne su un autobus cittadino, avvenuto nella notte del 16 dicembre.
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"Scesi all'inferno per sette giorni. Io c'ero già stata, e più di una volta. Ma quello fu diverso. Un girone nuovo, quello dei violenti (...) Entrarono di notte e mi presero a calci. Persi i sensi dal dolore e mi risvegliai alcune ore dopo in una pozza di sangue e urina".
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La violenta reazione di chi dovrebbe proteggere le vittime, e invece gli si scaglia contro ha avuto l'effetto di richiamare ancora più gente in strada, compresi padri, fratelli e mariti.
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India, uno stupro-choc per una volta sconvolge il Paese

  • Mercoledì, 19 Dicembre 2012 10:25 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA
La Stampa
19 12 2012

Una studentessa in fin di vita a Delhi scatena un dibattito senza precedenti sulla violenza a livello nazionale.

DELHI - La storia è orrenda, ma almeno per una volta l’India ne parla. A Delhi una studentessa di 23 anni è in fin di vita dopo essere stata attaccata di sera con una sbarra di ferro, violentata in autobus da almeno sei uomini – fra cui anche personale in servizio sullo stesso autobus – e infine scaraventata fuori dal veicolo.

L’India, davanti a questo ennesimo caso di stupro, si è finalmente scandalizzata, e comincia a guardarsi un po’ più attentamente allo specchio, con un dibattito alla Camera che discute proprio della frequente violenza contro le donne e le scarse misure di protezione che il Paese ha finora messo in piedi per contrastarla.

Delhi è una delle città più pericolose per le donne, con 572 casi di stupro denunciati lo scorso anno, e 635 quest’anno . Per quanto, secondo le statistiche nazionali, solo un 30% del totale sia riportato alla polizia, e di questo, solo il 27% si concluda con una pena detentiva per i colpevoli.

Per tutta la giornata di martedì, le due Camere del Parlamento indiano hanno inveito contro la brutalità di quest’ultimo episodio, chiedendo chi la pena di morte per gli stupratori, chi arrabbiandosi con il Congresso colpevole di non far nulla per proteggere donne e ragazze. Delhi è stata dunque soprannominata la “capitale dello stupro”, e i dibattiti oltraggiati alle Camere si alternano a quelli che invece, una volta di più, incolpano donne e ragazze: che si vestirebbero provocanti, o che non stanno a casa quanto dovrebbero.

L’efferatezza di quest’ultima violenza è tale, però, che per una volta almeno ci sono promesse politiche che sia le forze dell’ordine che il codice penale saranno sottoposti a una revisione per far sì che le donne che si muovono nella capitale indiana possano essere meno esposte a rischi. Ma l’impunità storica con cui è stata affrontata la violenza contro le donne fa temere che non basti lo shock di quest’ultimo caso per far davvero cambiare le cose.

Lo stupro visto da Shakespeare

  • Venerdì, 14 Dicembre 2012 09:43 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giulia globalist
14 12 2012

La violenza di genere raccontata da William Shakespeare. La troviamo in questi giorni a Milano, al Teatro i, dove il regista Valter Malosti porta in scena, fino a lunedì, "Lo stupro di Lucrezia", interpretato da Alice Spisa, Jacopo Squizzato e dallo stesso Malosti. Non un'opera teatrale, ma uno dei due poemetti - poco noti al grande pubblico - che il drammaturgo e poeta inglese dedicò a Henry Wriothesley, III conte di Southampton (l'altro è "Venere e Adone", già adattato da Malosti che lo ripresenterà domenica dopo "Lo stupro" sotto forma di concerto).

Il testo, dedicato alla figura di Lucrezia che stuprata da Tarquinio si toglie la vita per la vergogna, colpisce per la sensibilità con la quale Shakespeare affronta il tema della violenza di genere attraverso l'uso di un io narrante femminile. La voce della donna, il suo lamento dopo lo stupro, è al centro della sua scrittura che diventa ora una meditazione filosofica sul senso del dolore ora un flusso di coscienza disperato: "L'indagine che Shakespeare conduce nell'animo di una donna che ha subito violenza non trova eguali in nessuna opera letteraria dell'epoca fino, forse, a tutto il 900", spiega Malosti. Dopotutto, Shakespeare è sempre stato attento a quelle che oggi chiameremmo le questioni di genere: "basti pensare ai numerosi riferimenti nella sua opera, più o meno espliciti, al tema dell'identità sessuale, da cui emerge un tentativo di superare gli stereotipi di genere e mettere al centro la persona, che è poi quello che più apprezzo in questo autore".

Lontano da qualsiasi forma di teatro sociale o civile, la regia di Malosti si concentra sui corpi e sulla voce dei due attori provenienti dalla scuola del teatro stabile che Malosti stesso dirige. E a cui insegna, da buon amante dell'ecclettismo, a navigare tra tradizione e ricerca, da Grotowski così come da Ronconi, per fare qualche esempio, nella certezza che sia "necessario superare il settarismo in cui spesso cade il teatro italiano". "Con gli attori abbiamo fatto questo lavoro molto duro dal punto di vista fisico e dei contenuti - continua Malosti - la difficoltà forse più grande per loro nel portare questo testo in scena è stata quella di coniugare corpo e voce, concentrandosi cioè da una parte sul linguaggio della corporeità e dall'altra su un testo cinquecentesco al quale, salvo qualche taglio che ho fatto per ragioni drammaturgiche, mi sono mantenuto fedelmente". Il risultato è una pièce che va dritta allo stomaco, cruda e commovente per la sua attualità e che proprio per questa ragione sarà seguita, nella serata di venerdì 14 dicembre, da un dibattito sulla violenza di genere a cui parteciperanno, oltre a Gi.U.Li.A, le associazioni Sportello Donna (con la presenza della psicoterapeuta Roberta Manfredini), Fondazione Ca' Granda del Policlinico di Milano (Donatella Galloni e Elena Calabrò) e Telefono Donna (Dott.ssa Bartoccetti). Modererà l'incontro Ira Rubini di Radio Popolare.

L'incontro è stato proposto da Teatro Dioniso, la compagnia di Valter Malosti, e Teatro i dopo il buon successo dell'analoga iniziativa che si è svolta a Torino il 25 novembre in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne svolta in collaborazione con il comitato torinese Se Non Ora Quando. L'appuntamento milanese è per venerdì 14 dicembre alle ore 21.00 presso il "Teatro i", via Gaudenzio Ferrari, 11, Milano.

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