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Quei desideri normalizzati

  • Martedì, 11 Dicembre 2012 11:06 ,
  • Pubblicato in Flash news
Femminismo a Sud
11 12 2012

D di Repubblica ci offre la lista della spesa delle fantasie erotiche della Donne. La fiera delle banalità con un bell’incipit sullo stupro che è l’unica cosa che forse da un po di grazia all’articolo. Nel senso che il giocare al politicamente scorretto per dare un pizzico di brivido alle lettrici è l’unico motivo per cui questo articolo me lo sono letto.

Ti svegli la mattina, ti fai la rassegna stampa e ti imbatti in un fiorire di critiche al suddetto articolo che non puoi fare a meno di leggerlo. D sarà pure un giornale fine a se stesso ma le sue redattrici hanno la capacità di farsi leggere. Trasformare lo stupro nella prima fantasia erotica delle Donne è un buon modo per alzare i click, soprattutto se hai la capacità di tirare fuori questa notizia da uno studio che ha come campione lo spropositato numero di 355 ragazze.

Se tutte quelle che leggono questo post lasciassero un commento sul tema avremo un campione più alto noi. Se vi eccitate pensando di essere stuprate (o no), fatevi avanti. Qui non si mettono limiti a desideri, perversioni, parafilie (nel DSM-V pare che il numero sia cresciuto ulteriormente, sicuro ci siamo finite dentro tutte a questo giro). E’ possibile dare il proprio consenso a non essere consensuali nel subire umiliazione, maltrattamento, dolore?

Personalmente mi crea un corto circuito logico e filosofico ma io per lo stesso motivo ho un moto di ribellione quando firmo (raramente) un contratto di lavoro o penso al matrimonio.

Sullo stupro non mi dilungherò nel ribadire cosa ne penso, ma si rispecchia abbastanza bene nello spirito del Project Unbreakable da cui ho tratto l’immagine scelta per questo post. Il progetto, di cui abbiamo già parlato in passato, raccoglie in un tumblr foto di persone che hanno subito uno stupro con in mano un cartello con una frase che gli è rimasta nella memoria, pronunciata dal violentatore prima, durante o dopo la violenza. Le foto non sono mai patetiche o vittimistiche, le frasi rappresentano abbastanza bene quella che si identifica come la “banalità del male”.

Della rivista femminile di Repubblica penso solo che il fatto stesso che si chiami D sia abbastanza significativo. Un rivista per donne con la D maiuscola. Superdonne normalizzate. Una rivista che si vanta di parlare di e per Donne è un po l’essenza della rivista femminile. Un roseo manuale di microfascismo eteronormativo per portatrici di utero.

Quello che mi fa girare le ovaie di primo mattino è svegliarmi e trovarmi di fronte alla grettezza culturale della ipernormalizzazione del desiderio sessuale. E ancor di più la consapevolezza che chi ha creato immaginario sessuale oggi sia stata D di Repubblica e non noi. La risposta critica e indignata non ci porterà da nessuna parte se non puntiamo i piedi e tiriamo fuori il nostro controimmaginario. Se non pronunciamo il nostro desiderio e non creiamo spazi liberati dove praticarlo. Armate le vostre fantasie perché siamo solo all’inizio della battaglia.

Meno desideri repressi o imposti. Più sesso squattato alla luce del sole.

Nessuno saprà mai con esattezza cos`è successo il 14 maggio 2011 nella suite 2806 del Sofitel di NewYork: l'ex direttore del Fondo monetario internazionale ha preferito versare qualche milione di dollari per mettere una pietra sopra la vicenda.
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La ragazza che denuncia i suoi stupratori su Twitter

  • Lunedì, 10 Dicembre 2012 14:22 ,
  • Pubblicato in Flash news
Giornalettismo
10 12 2012

Una sentenza la costringeva al silenzio, poi ha vinto la sua battaglia legale 

di Alberto Sofia

“Grazie per avermi rovinato la vita”: con un tweet Savannah Dietrich, una minorenne di 16 anni, ha attaccato i due ragazzi che l’avevano violentata tempo prima e che avevano pubblicato le foto dello stupro. Sfidando la decisione del tribunale, che l’aveva costretta – dopo aver condannato i due ragazzi per abuso sessuale – a non parlare del fatto. Una decisione considerata dalla ragazza e dai suoi legali come una limitazione della sua libertà d’espressione, come spiega il Daily Beast.

IL CASO - Il suo calvario è iniziato quando due ragazzi di 16 anni, durante una festa, avevano approfittato di lei: poco lucida, a causa dell’alcool, la ragazza era stata vittima delle violenze dei due, che le hanno tolto il reggiseno e abusato di lei, documentando le loro azioni con le foto cellulare. Quando Dietrich ha sporto denuncia, i ragazzi si sono dichiarati colpevoli e hanno concordato un patteggiamento della pena. Poi, la decisione del giudice quantomeno strana: il tribunale l’ha costretta a non parlare di quello che le era successo. Ma la ragazza non ha accettato la sentenza, decidendo di denunciare il caso in pubblico via Twitter. Dieci post, dove accusa gli stupratori che le hanno rovinato la vita. E che accusano la decisione della corte: “Proteggere gli stupratori sembra più importante che ottenere giustizia per le vittime a Louisville”, si legge. Una sfida lanciata contro la strana sentenza: ”Hanno detto che non posso parlarne o sarò rinchiusa. Quindi resto in attesa”.

LE PROTESTE- La risposta dei legali dei due ragazzi non si è fatta attendere, tanto che la ragazza è stata accusata di diffamazione.  La ragazza ricorda come le foto le abbiano rovinato la vita. Ricorda quella festa “maledetta”, nella quale perse i sensi a causa dell’alcool. La mattina dopo si era svegliata con una sensazione inquietante. “Mi mancava il reggiseno,” ricorda. Si chiese se fosse successo qualcosa di brutto, ma ha respinto il pensiero. “E ‘stato come se una parte di me non volesse sapere”, spiega. Fino a quando viene a sapere delle foto, che le hanno fatto conoscere l’amara verità.

WEB CROCE E DELIZIA – Quelle foto che avevano profondamente scosso Savannah mostrano come non siano pochi a sfruttare le nuove tecnologie per usi illegali e pericolosi, come quello che ha coinvolto la ragazza.  Oltre al danno dello stupro, si aggiungeva in questo caso anche la violazione della privacy. Eppure il web stesso offre possibilità per denunciare i casi di abuso sessuale. La tecnologia può dare voce alle vittime: applicazioni come Hollaback consentono agli utenti di segnalare le molestie, oltre a segnalare alle forze dell’ordine i luoghi dove accadono.

IL GIUDIZIO – Nel mese di marzo i ragazzi sono stati chiamati a giudizio, accusati di abusi sessuali e voyeurismo. Il pubblico ministero ha offerto ai ragazzi la possibilità di patteggiare: in base all’accordo, i ragazzi sono stati condannati a 50 ore di servizio alla comunità. Ma hanno ottenuto che la questione restasse riservata. Nessuno dovrebbe “parlare dell’incidente, per qualsiasi motivo,” ha sentenziato il giudice, come confermano i documenti del tribunale presentati dal team legale della Dietrich. Ma la ragazza non ha accettato l’imposizione del silenzio. E ha denunciato tutto pubblicamente attraverso il social network.

GIUSTIZIA OTTENUTA – Dopo la riapertura del caso, la ragazza ha però ottenuto giustizia. Nonostante le obiezioni degli avvocati dei due ragazzi – che avevano spiegato come la denuncia via tweet avesse danneggiato il percorso di riabilitazione – c’è stato un nuovo patteggiamento per i ragazzi. La pena per i due è diventata più rigida, mentre per Savannah la denuncia su Twitter non ha avuto conseguenze. Il pensiero delle foto continua a disturbarla, ma adesso si sente più libera: “Sono felice di aver portato avanti questa battaglia: ho recuperato la mia dignità”, ha concluso.
30 11 2012

Finisce così anche il processo civile per l'ex direttore del Fmi
 
C'è un accordo economico con la grande accusatrice: il travaglio giudiziario di Dominique Strauss-Kahn - che lo ha costretto a dimettersi dalla guida del Fondo Monetario Internazionale e ad abbandonare le sue ambizioni presidenziali in Francia - potrebbe presto concludersi. A rivelarlo, per primo, è il New York Times. Dsk ha raggiunto un'intesa preliminare con Nafissatou Diallo, la cameriera dell'hotel Sofitel di Times Square, a New York, che lo ha accusato di aggressione sessuale. A quanto ammonti la somma non si sa: l'accordo non è stato ancora firmato dalle parti. I termini finanziari dell'intesa si conosceranno la settimana prossima, quando i legali dell'ex presidente del Fmi e della donna appariranno di fronte alla Corte Suprema dello Stato di New York.
 
IL PROCESSO CIVILE - Potrà così chiudersi anche l'ultimo troncone dell'inchiesta, quello che riguarda la giustizia civile, dopo che il procuratore distrettuale di New York, Cyrus Vance Jr fece cadere tutte le accuse di aggressione sessuale in sede penale nell'agosto del 2011, sostenendo che non era possibile chiarire con certezza cosa fosse accaduto tra i due.

LA VICENDA - Nafissatou Diallo, la cameriera originaria della Guinea, ha dichiarato di essere di essere stata aggredita da Strauss-Kahn, 63 anni, quando era andata a pulire la sua suite al Sofitel nel maggio del 2011. L'ex presidente del Fmi ha sempre sostenuto che l'incontro è stato consensuale e ha a sua volta accusato di diffamazione Diallo, chiedendole un risarcimento di un milione di dollari. La vicenda giudiziaria ha dato libero sfogo a nuove accuse di abusi sessuali, in Francia e negli Stati Uniti: in agosto un caso sollevato da una escort riguardante festini in un albergo di Washington è caduto dopo che la donna ha ritrattato. Ma queste vicende hanno contribuito a tratteggiare l'immagine di un instancabile seduttore. Dsk stesso ha ammesso di essere un «libertino», negando però crimini o violenze.

Renato Benedetto

L'IMPORTANZA DI DONATELLA

Domenica 18 dicembre, ore 18.30
Teatro dell'Orologio
Via de’ Filippini, 17/a – Roma

La vicenda giudiziaria, la vita e la poesia di Donatella Colasanti dal "fattaccio del Circeo"
di e con Donatella Mei
Voci di Francesco La Scala, Pietro Faiella e Alimberto Torri

Un dialogo, un sogno, un monologo che vuole immaginare quello che Donatella Colasanti non ha detto e ricordare quello che ci ha lasciato, dai versi alla fondamentale legge contro lo stupro.

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