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Il Fatto Quotidiano
20 11 2015

Jihadisti hanno attaccato l'albergo con armi da fuoco e granate, sigillando la struttura che ospitava anche i militari della missione Onu nel Paese

Una sparatoria è in corso nell’hotel Radisson a Bamako, nel centro della capitale del Mali. Gli uomini armati hanno sigillato l’albergo di lusso, che ha 190 camere quasi tutte occupate al momento dell’irruzione, prendendo in ostaggio 170 persone: 140 clienti e 30 dipendenti. Tra gli ospiti della struttura anche i militari della missuone Onu in Mali. L’area è stata immediatamente circondata dalle forze di sicurezza. L’attacco è avvenuto con armi da fuoco e granate.

Una fonte della sicurezza ha riferito: “E’ successo al settimo piano: jihadisti stanno sparando nel corridoio”. Secondo Rfi, il commando di uomini armati responsabili dell’attacco sarebbe arrivato nell’albergo a bordo di una macchina con la targa “corpo diplomatico”.

L’hotel si trova poco a ovest del centro della capitale maliana, in un quartiere che ospita ministeri e sedi diplomatiche. “Molto presto questa mattina c’è stata una sparatoria. Apparentemente è stato un tentativo di prendere degli ostaggi. La polizia è sul posto e ha isolato l’area”, ha dichiarato la fonte della sicurezza. Le strade circostanti l’albergo sono state bloccate. L’ambasciata Usa ha twittato di essere “a conoscenza di una sparatoria in corso all’hotel Radisson”, chiedendo ai cittadini americani di restare al chiuso.

Il presidente del Mali, Idriss Déby Itno, ha evocato la matrice islamista dell’attacco terroristico: “condanno nella maniera più ferma possibile questo atto barbaro che non ha niente a che vedere con la religione”, ha detto il capo di Stato come riferisce il sito Jeune Afrique.

Attentati Parigi, blitz della polizia a Saint-Denis

Il Fatto Quotidiano
18 11 2015

Il terrore attraversa ancora una volta le strade di Parigi. Blitz all’alba a Saint-Denis, la banlieue ‘durà di Parigi, dove la polizia – grazie a un cellulare dei kamikaze trovato in un cestino davanti al Bataclan – ha localizzato il covo dei terroristi. Nei due appartamenti individuati, all’angolo tra rue de la République e rue de Corbillon, resiste ancora con ogni probabilità Abdelhamid Abaaoud, 28 anni, nato a Molenbeek, considerato la mente delle stragi.

Diretta
"Cool clock, mitico orologio. Portamelo alla Casa Bianca!". Così Barack Obama ha messo fine all'incubo di un ragazzino dal nome ingombrante, nell'America post-11 settembre.
Federico Rampini, la Repubblica ...

Huffington Post
11 09 2015

11 settembre, attacco Torri Gemelle. "Accendi la Cnn. È nuova Pearl Harbor". L'orrore nelle mail della Casa Bianca

"Accendi la Cnn. È una nuova Pearl Harbor". È l'11/9 visto dalla Casa Bianca attraverso una serie di email arrivate negli uffici presidenziali o inviate dallo staff dell'allora presidente George W. Bush subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono nel 2001.

La corrispondenza, proveniente dalla 'George W. Bush Presidential Library', è stata pubblicata dal New York Times, 14 anni dopo gli attentati terroristici. E in quei messaggi si può leggere tutto il terrore e l'ansia provati all'interno dall'amministrazione Bush nel giorno più tragico che l'America moderna ricordi.

"Era un giorno come gli altri - si legge sul New York Times - il presidente era fuori città e l'evento politico più importante della giornata si sarebbe dovuto tenere nell'ufficio di Karl Rove, consigliere politico del presidente. Ad un tratto dalla normale amministrazione il contenuto delle email cambia repentinamente, e subentra il panico.

"Accendi Cnn" si legge in una delle 8:56, pochi minuti dopo l'impatto di un aereo sulla prima delle Twin Tower. "Conferenza Casa Bianca cancellata", si legge in un'altra. E ancora: "Oggi è come Pearl Harbor".

Lo scambio di email con il personale dell'amministrazione, ma anche con i familiari e gli amici, è anche di carattere personale e mostra la preoccupazione di ognuno per la sorte dei propri cari.

"Sei al sicuro?", si legge in una email mandata dalla sorella di Clay Johnson, uno degli amici più stretti di Bush. "È difficile immaginare - continua - ciò che sta accadendo oggi, spero siate al sicuro". "È incredibile - risponde Johnson alla sorella - sono appena ritornato alla Casa Bianca dopo aver passato tutto il pomeriggio in un bunker".

Non solo l'angoscia della Casa Bianca dopo gli attacchi rivive alla vigilia del 14/mo anniversario. In Pennsylvania oggi si rivivono i momenti di terrore che hanno portato allo schianto del volo UA 93 della United Airlines, con a bordo 44 passeggeri.

L'aereo è stato l'unico dei quattro a non aver centrato l'obiettivo che si erano posti gli attentatori dell'11 settembre. Il quadro degli attacchi sarebbe stato completato, infatti, se l'aereo si fosse schiantato contro la Casa Bianca o il Congresso. Il volo UA 93 si è invece schiantato in un campo della Pennsylvania grazie al coraggio dei passeggeri che nel tentativo di riprendere il controllo dell'aereo hanno trovato invece la morte.

La memoria di quei coraggiosi rivivrà attraverso il Flight 93 National Memorial a Shanksville. Nel memoriale sono in mostra foto, video e oggetti che raccontano la storie del volo 93.

"Sono sul volo United 93 - dice la passeggera Linda Gronlund durante una chiamata alla sorella - ed è stato dirottato da terroristi che dicono di avere una bomba. Sembra che abbiano già dirottato un paio di aerei contro il World Trade Center e ora vogliono buttare giù anche questo". La mostra è disposta in modo cronologico ossia dal momento in cui a bordo si apprende degli attacchi e quando passeggeri e personale decidono di lottare per riprendere il controllo dell'aereo.

Gina Di Meo

Nigeria. Liceali rapite, 500 giorni di silenzio

  • Venerdì, 28 Agosto 2015 08:35 ,
  • Pubblicato in Flash news
Avvenire
28 08 2015

Abuja. La Nigeria ha commemorato il rapimento di oltre 270 studentesse di Chibok (nello Stato di Borno) da parte dei miliziani di Boko Haram, avvenuto 500 giorni fa.

Ieri è stata organizzata una marcia per ricordare le «ragazze di Chibok», note purtroppo in tutto il mondo e delle quali non si hanno notizie certe: oltre 200 restano infatti nelle mani dei jihadisti.

Nella notte del 14 aprile 2014 i miliziani avevano assaltato la scuola secondaria nella remota cittadina di Chibok, sequestrando le ragazze che si preparavano per gli esami di fine anno. ...

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