La celebrazione della giornata internazionale della donna ogni anno viene accompagnata dalle polemiche di chi crede che abbia ormai perso i suoi contenuti e sia diventata il simbolo di una nuova commercializzazione ad opera del capitalismo. Eppure, come ogni anno, anche oggi le strade si riempiranno di manifestazioni. ...

Cagne sciolte
04 03 2014

4 marzo: occupata la sede dell’Ordine dei medici dalla rete cittadina #iodecido, contro l’obiezione di coscienza, per la libertà di scelta di tutte e tutti, per l’autodeterminazione dei corpi.

COMUNICATO:

Dopo aver manifestato il primo febbraio a fianco delle donne spagnole contro l’attacco alla legge sull’aborto del ministro Gallardon, abbiamo deciso di ripartire ancora dall’Italia e da noi. Nel Bel Paese la situazione è altrettanto drammatica: il diritto alla salute e la libertà di scelta sono ogni giorno messi in discussione dentro gli ospedali pubblici e i consultori. Questo avviene a causa dei tagli sempre più indiscriminati alla sanità e per lo svuotamento della legge194, esautorata di ogni valore per l’altissimo numero di medici obiettori (nel Lazio sono circa il 90%). Non è un mistero che l’obiezione di coscienza sia il passepartout verso lo scatto di carriera e quei pochi medici che,invece, praticano ancora l’aborto rimangono spesso isolati dalle stesse istituzioni mediche. Nelle sale parto le donne sono sottoposte ad abusi e violenze ostetriche, fisiche e psicologiche, ad interventi medici non necessari e non acconsentiti, spesso in contrasto con le evidenze scientifiche e quindi dannosi per la loro salute. Altrettanto tragica è la situazione quando si decide di intraprendere un percorso di transizione, che diventa un calvario fatto di ostacoli e umiliazioni. altra violenza agita sui bambini intersex a cui viene brutalmente assegnato un sesso con il ricorso ad operazioni chirurgiche irreversibili: si tratta dell’ennesimo attacco all’autodeterminazione.

Siamo perfettamente consapevoli della cultura cattolica che sostiene tutte queste pratiche e della tendenza al controllo dei corpi delle politiche europee e nazionali.

Oggi siamo qui per denunciare tutto questo, ma siamo qui anche per chiedere a voi medici, operanti nel servizio pubblico, di prendere una posizione chiara in merito a questi punti:

• accesso libero e gratuito all’aborto. per ogni donna, anche senza permesso di soggiorno in qualsiasi struttura sanitaria pubblica e in qualsiasi momento. Il medico che obbietta si rifiuta di erogare una prestazione sanitaria e quindi di compiere il suo dovere.

• possibilita di scelta effettiva fra aborto chirurgico farmacologico (pillola ru486), in regime di day hospital

* reperibilità h 24 in ogni territori del Levonorgestrel

* prescrizione in pronto soccorso del Levonorgestrel senza ticket e senza l’autorizzazione dei genitori per la dimissione delle minorenni

• autonomia decisionale e partecipazione attiva di ogni donna a tutto il percorso nascita (gravidanza, parto, puerperio);

*rispetto delle evidenze scientifiche sul parto con riduzione degli interventi medici ai soli casi di effettiva urgenza e necessità e comunque orevio consenso libero e informato della donna ( taglio cesareo, episiotomia, manovra di kristeller, induzione farmacologica, rottura artificiale delle membrane, etc..)

• nessun* bambino deve subire interventi medico farmacologici non necessari o trattamenti chirurgici cosmetici su genitali sani solo perché “atipici”;

* depatologizzazione della condizione trans

• riduzione delle liste di attesa e dei costi della perizia dei diversi servizi per la re-attribuzione chirurgica del sesso;

Dalla parte dei diritti o dei profitti?

rete cittadina #iodecido verso l’#8marzo

Womenareurope
04 02 2014


FEBBRAIO 4, 2014 DI WOMENAREUROPE
Manifestazioni a Madrid e in altri Paesti europei contro riforma aborto
Si chiama ‘treno della libertà’ ed è partita dalla stazione madrilena di Atocha la manifestazione contro la riforma dell’aborto varata dal governo spagnolo. Lanciata da due associazioni femminili asturiane, la protesta è stata raccolta da centinaia di associazioni, e le manifestanti sono giunte da tutto il Paese.

http://it.euronews.com/2014/02/01/spagna-manifestazione-a-madrid-e-in-altri-paesi-europei-contro-riforma-dell-/

Sul mio corpo "Yo Decido" (Giuseppe Grosso, Il Manifesto)

  • Domenica, 02 Febbraio 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Sono tante le donne spagnole che la pensano così, nonostante la legge sull'aborto del ministro di Giustizia Gallardón privi loro di qualsiasi autonomia decisionale, riducendole a incubatrici ambulanti incapaci di intendere e di volere, e annichilendole, in definita, come donne e come madri. ...

La Repubblica
28 01 2014

Il tam-tam girava da settimane in rete, tra i tanti siti delle associazioni di donne francesi, italiane, spagnole, inglesi.... L'obiettivo una mobilitazione europea comune a difesa della libertà delle donne e del diritto all'autodeterminazione. Ora l'appuntamento è fissato: il primo febbraio ci saranno donne in piazza a Madrid, a Parigi, a Londra, a Bruxelles (il 29) e poi a Milano, Roma, Firenze, Bologna... decine di presidi e dimostrazioni davanti alle ambasciate e ai consolati spagnoli delle varie città con un unico comune slogan "Yo decido"- "Decido io".

La prima mobilitazione europea delle donne nasce infatti in solidarietà con le donne spagnole contro la proposta della nuova legge sull'interruzione della gravidanza che limita fortemente la libertà della donna, "l'antiproyecto de lei" del ministro della Giustizia Gallardòn presentata lo scorso dicembre, che non solo cancella la legge Zapatero del 2010 (che - dicono le donne spagnole- aveva portato a una riduzione nel numero di aborti) ma autorizza l'interruzione della gravidanza solo in caso di violenza sessuale o di grave rischio per la salute fisica e psichica della donna, rischio che deve essere certificato da ben due medici. Ma l'arretramento sul piano dei diritti e della cittadinanza delle donne non è solo un fenomeno spagnolo, accusano le donne: il Parlamento europeo di recente ha respinto una mozione in difesa dei diritti sessuali e riproduttivi e, per restare in Italia la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza è di fatto resa impraticabile dall'obiezione di coscienza dei medici che si allarga enormemente, specie nel sud.

Ecco perché le donne di tutta Europa hanno deciso di chiedere tutte insieme ai rispettivi governi la garanzia della pluralità delle posizioni morali e il rispetto della libertà di scelta delle donne in fatto di maternità, rivolgendosi in particolare agli eletti e alle elette nel Parlamento europeo per una presa di posizione che garantisca loro il diritto di decidere sul proprio corpo. Il messaggio in più lingue, sarà comune: "Invoco libertà di coscienza quale bene supremo e fondamento delle mie scelte. Chiamo malevoli coloro che vogliono imporre i loro principi di vita fondati sulla rivelazione divina senza badare alle sofferenze che comportano". E ancora: "Perché io decido perché io sono libera e perché vivo in democrazia esigo dal governo di qualunque colore sia che promulghi leggi favorevoli all'autonomia morale garanti della libertà di coscienza e della pluralità e diversità di interessi", come è scritto nella lettera firmata da Alicia Miyares che verrà consegnata dalle donne spagnole al capo del Governo, Mariano Rajoy , al ministro della Salute Ana Mato, a quello della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardòn nella mobilitazione del 1 che partirà alle 12 a Madrid dalla stazione Atocha per poi dirigersi verso la Camera dei deputati.

In Italia la rete womenareeurope nata per iniziative di alcune associazioni fiorentine, sta raccogliendo proposte e adesioni (e sono già migliaia) individuali e di associazioni, da D. i. Re che raggruppa i centri antiviolenza alle varie sezioni locali di Snoq e Giulia-giornaliste libere e autonome.

A Roma l'appuntamento sarà alle 15.30 davanti all'ambasciata spagnola in piazza Mignanelli-Piazza di Spagna con l'adesione di moltissime associazioni dalla Casa internazionale delle donne all'Udi, a Snoq Roma, Snoq Factory, Sciopero delle donne, Associazione Punto D, Differenza Donna, Coordinamento Donne Cgil Roma e Lazio, Assolei onlus, Uil di Roma e Lazio, Noi Donne, Zeroviolenzadonne... "Un'Europa senza diritti delle donne, semplicemente non è" è lo slogan che lanceranno con una dura lettera dove si denuncia che: "la proposta Gallardón è un chiaro tentativo di oppressione delle donne, di restaurazione del patriarcato... Consapevoli della gravità dell'attacco, le donne e gli uomini europei che fanno riferimento alla Carta Europea dei diritti fondamentali, chiedono che la proposta Gallardón venga immediatamente ritirata, in quanto violazione dei diritti di tutte le donne in Spagna e in Europa, un vero e proprio "golpe" autoritario e ideologico".

A Milano, Usciamo dal silenzio si è fatta promotore di una mobilitazione alle 14.30 davanti al consolato spagnolo in via Fatebenefratelli cui hanno aderito tra gli altri la Libera Universita delle donne, il Tavolo dei Consultori della Commissione Pari Opportunita del Comune di Milano, la Consulta Milanese per la laicità delle Istituzioni, Soggetività lesbica, Donne nella crisi, donne Cgil Milano e Lombardia, Assessorati delle Pari Opportunità con queste parole: " Libere di decidere del nostro corpo e della nostra vita, accanto e insieme ai nostri compagni o alle nostre compagne, rifiutiamo di essere sottoposte a trattamenti umilianti che pretendono di decidere al nostro posto se essere madre. Contro chi si appella alla libertà di coscienza per imporre a tutti i propri principi, esigiamo che chi ci governa favorisca l'autonomia morale di ciascuno e
garantisca la pluralità e diversità di interessi"

A Firenze, dove arriveranno le donne anche da Pistoia con il "vagon de la libertad", l'appuntamento sarà in via de Servi

Altri concentramenti a Bologna in piazza del Nettuno, Reggio Calabria in corso Garibaldi, Vercelli, Cosenza, Catania, Cagliari, Siena.

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