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#8marzo: IO DECIDO!

  • Martedì, 04 Marzo 2014 09:25 ,
  • Pubblicato in Flash news

Womenareurope
04 03 2014

Le donne scendono in piazza in tutta Europa e non solo. Numerosissime le città spagnole dove sono previste manifestazioni, così come in Italia e a Parigi, Londra, Vienna, Berlino, Edimburgo per rivendicare il diritto alla libertà di scelta sulla propria salute riproduttiva, sostenendo la lotta delle donne spagnole: #8 marzo #IO DECIDO!

Riportiamo qui alcuni appuntamenti in Italia e in Europa, se avete altre informazioni o notizie mandatecele così aggiorneremo il blog e l’evento FB.

cropped-yo-decido-anarkikka.jpg

MANIFESTAZIONI #8marzo in Italia: IO DECIDO

TORINO - 8 MARZO ore 14:30 -Piazza Vittorio

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole.

Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita
Autodeterminzaione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione.
Sul corpo delle donne, decidono le donne!

https://www.facebook.com/events/1469457046603154/?ref_dashboard_filter=upcoming

BIELLA va a Torino in p.za Vittorio

https://www.facebook.com/events/471511189637472/?fref=ts

VALSUSA

Riteniamo inaccettabili il tentativo di modificare la legge 194 che regolamenta l’aborto, la mafia degli obiettori, la difficoltà di accesso alla procreazione assistita. Tutto questo è la conseguenza di un sistema che si impone con l’autoritarismo e la violenza.

http://www.notav.info/post/8-marzo-2014-una-giornata-di-lotta-per-lautodeterminazione/

 

BOLOGNA - Sabato 8 Marzo @Piazza Maggiore

ore 15 PRESIDIO con la rete dello Sciopero delle donne di Bologna

ore 16 partenza CORTEO

ABORTO LIBRE, NON UN PASSO INDIETRO

Per un 8 marzo di lotta, scegliamo di scendere in piazza al grido di #iodecido, unendoci alle mobilitazioni di Roma, Padova, Milano e delle altre città. Per riaffermare con forza la difesa della legge 194, la libertà di scelta e di autodeterminazione.

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2014/03/02/8-marzo-2014-aborto-libre-non-un-passo-indietro/

FIRENZE – ore 15.30 p.za SS.ma Annunziata partenza corteo arrivo p.za Strozzi

IL CORTEO PARTIRA’ ALLE 15,30 da Piazza Santissima Annunziata per proseguire in Via dei Servi, Via Ricasoli, Via Alfani, Via Cavour, Via Martelli, Duomo, Via Cerretani, Via Rondinelli, Via degli Agli, Via dei Pecori, Via Roma, Piazza della Repubblica, Via Strozzi, Piazza Strozzi dove ci saranno alcune iniziative.

IO DECIDO (a breve i dettagli)

SIENA - manifestazione IO DECIDO sabato 8 Marzo alle 16:30 a LA LIZZA

La manifestazione prevede due “passeggiate politiche” per le vie della città. I due cortei convergeranno tutti verso la Lizza,luogo in cui ci confronteremo sulle diverse tematiche. Concentramento cortei alle ore 16.00 in Piazza Paparoni (via Camollia) e Palazzo Chigi Saracini (via di Città)

ROMA – P.za Condottieri ore 15.00

L’8 marz parlano i nostri cirpi: IO DECIDO
Immaginiamo un 8 marzo di lotta e di festa, insieme ai movimenti antirazzisti, antisessisti e antifascisti, con i migranti e le migranti che si mobilitano dentro e fuori i Cie, con chi lotta per i beni comuni, il lavoro, il reddito, la sanità e contro le grandi opere.
Appuntamento ore 15.00 a Piazza de Condottieri 34, consultorio del Pigneto.NO ALLA VIOLENZA perchè #IO DECIDO
NO ALL’OBIEZIONE perchè #IO DECIDO
SI ALLA PILLOLA perchè #IO DECIDO
http://maipiuclandestine.noblogs.org/
NAPOLI
ore 11.00 in p.za Dante YO DECIDO: diamoci voce sempre
LECCE - Corteo pubblico Porta Napoli – ore 9.00 Questo 8 marzo, in molte città italiane ed europee, il movimento delle donne ha deciso di scendere nelle strade per difendere il principio di AUTODETERMINAZIONE. In Spagna, in Grecia, in Italia è in atto una strategia politica che, attraverso limitazioni all’interruzione volontaria di gravidanza e altre privazioni, mira a ridurre spazi di autonomia e libera scelta – non solo delle donne – di poter vivere liberamente la propria sessualità.La Casa delle Donne di Lecce invita tutt* a prendere parte a questa grande manifestazione che vuole essere strumento per costruire PERCORSI COLLETTIVI di consapevolezza, partecipazione e liberazione.
https://www.facebook.com/events/1469457046603154/?ref_dashboard_filter=upcoming
PALERMO
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
VI INVITIAMO AL SIT-IN – CORTEO CHE SI TERRA’ L’8 MARZO DALLE ORE 16,00 A PALERMO DA PIAZZA POLITEAMA
Dopo lo “sciopero delle donne” non possiamo permettere che ci infanghino ancora l’8 marzo!
CATANIA ore 10,30 Villa Bellini
OpenMind GLBT vi invita a UNA MIMOSA PER LA CITTA’
Attendiamo informazioni e particolari da tutte le città che vorranno mandarli.
IN SPAGNA

DIA 7 MARZO

- BARCELONA-Manifestación nocturna dia 7 a las 20:00
Jornadas feministas autonomas del 7 al 16 de marzo.
http://sevaarmarlagorda.wordpress.com/

- O PORRIÑOPONTEVEDRA
A las 20:00 Plza. do Concello
Aborto libre y grautito las mujeres decidimos¡.

DIA 8 DE MARZO

- ALMERIA
A las 19:00 H.
Plaza de Las Velas a Puerta Purchena
Plataforma de Acción Feminista de Almería.
https://www.facebook.com/events/272799816221722/

- AVILA
A las 18:00 horas
Recorrido Proyectado: Salida Plaza del Mercado Chico, se recorrerán Calle Reyes Católicos, Calle Alemania (Sede del PP), Plaza José Tomé y finalizaremos en la Plaza del Teniente Arévalo (Obispado).

- BADALONA
A las 17h en la Plaza de la Vila de Badalona.
Plataforma pel Dret a l’Avortament Lliure i Gratuït

- BARCELONA
A las 18:30h Plza. de la Universidad
Manifestació del Dia Internacional de les Dones.
Contra la ofensiva patriarcal y capitalista.Desobediencia feminista.
https://www.facebook.com/dretalpropicos @dretpropicos http://sosdretalpropicos.blogspot.com.es/
http://www.caladona.org/

- BILBO
A las 19:00 Plza.Arriaga
GURE ASKATASUNA BORROKATUZ
EL DERECHO A DECIDIR ES NUESTRO¡

- BURGOS
Desde la Plaza del Cid a las 19:00h acompañadas por una batukada.
“ABORTO LIBRE, SEGURO Y GRATUITO”.
!NO PERMITIREMOS NI UN PASO ATRÁS!

- CÓRDOBA,
A las 19:00 H.
Cruz Conde, esquina, Ronda de los Tejares.

- DONOSTIA
A las 19: Boulevard.
GURE ASKATASUNA BORROKATUZ
EL DERECHO A DECIDIR ES NUESTRO¡

- GASTEIZ-
A las 12:00. Plza. San Antón
GURE ASKATASUNA BORROKATUZ
EL DERECHO A DECIDIR ES NUESTRO

- GIRONA
A las 12:00 escales de la Catedral
Nosotras parimos, nosotras decidimos.

- GRANADA
A las 12:00 salida de Plza. Mariana Pineda
Derecho al aborto, nosotras decidimos.

- HUELVA
Sábado, 8 de Marzo a la(s) 18:00
De plaza 12 de Octubre a Plaza de las Monjas.
https://www.facebook.com/coordinadorafeministadehuelva

- IRUÑEA
A las 12:00 Plza.Gaztelu
GURE ASKATASUNA BORROKATUZ
EL DERECHO A DECIDIR ES NUESTRO

- LAS PALMAS DE GRAN CANARIA
A las 12 .00 a.am desde la plaza de San Telmo a la Plaza de Santa Ana .
Convoca Red Feminista de Gran Canaria

- LEÓN
Jornadas Feministas ¡Del 8 al 8… que no nos toquen (+) el chocho!
8 de marzo: Manifestación
https://www.facebook.com/events/413955938739066/

- LLEIDA
A las 19:00 Plza. de la Catedral
Nosotras parimos, nosotras decidimos.
Aborto Libre, y Gratuito¡

- MADRIDhttps://www.facebook.com/events/220525368136963
Tomamos la Gran Via¡¡¡ a las 19:00 desde Cibeles a plza.España.
Movimiento Feminista de Madrid
En nuestros úteros NO se legisla.
Nuestros cuerpos NO se maltratan
Nuestros derechos NO se recortan.

- MANRESA
A las 19:00 h.
Inicio La Ben Plantada (Manresa)

- PALMA DE MALLORCA
A las 12:30 Plza. de Espanya
8 DE MARÇ DIA INTERNACIONAL DE LA DONA: “LLUITAM PELS NOSTRES DRETS” CONTRAATAC FEMINISTA!

- SANTANDER
A las 12:00 h.Plza.Numancia-Plza.Ayuntamiento
Todas las mujeres, todos los derechos, todos los dias.

- SEVILLA
A las 12.30.Prado de San Sebastian-Alameda de Hercules
Ni un paso atrás en nuestros derechos, nosotras decidimos¡
Movimiento Feminista de Sevilla¡¡

- TARRAGONA
A las 19:00
Us esperem a l’estàtua dels Despullats a les 7 de la tarda!!
https://www.facebook.com/events/1413500255566651/

- URRETXU-ZUMÁRRAGA
Concentración a las 12:00
Trikipoteo de Mujeres a las 17:00 por las calles de Urretxu-Zumárraga

- VALENCIA
- A les 14,00h. “La Mascletà” Plaça de l’Ajuntament.
- A las 19:00 Parterre
Ni un pas enrere: desobediència feminista!
VISCA, VISCA, VISCA, LA LLUITA FEMINISTA!
Movimiento Feminista de València

- VALLADOLID
A las 19:00 en Fuente Dorada.

DIA 9 MARZO

- COMPOSTELA
Manifestación A las 12:00
Estacon dos comboios
Enchamos a Quintana polos nosos dereitos sexuais e reproductivos

IN EUROPA

DIA 8 DE MARZO

- BERLINO
Alle 13:00 Gesundbrunnen Wedding
Nosotras parimos, nosotras decidimos.
Bolque contra la reforma de gallardón.
https://www.facebook.com/events/252158084954191/?notif_t=plan_user_invited

- EDIMBURGO. Dia 8, a las 13:00 “por aqui no suele festejarse este dia, nos cuentan..This year, we will stand together to defend our right to safe and legal abortion. We would like to use the occasion as well to show our solidarity with women in Spain. “

Es emocinante ver y participar difundiendo, etc, de las acciones de nuevos grupos q se van creando de feministas autónomas-These Hysterical Women- están construyendo acciones para el dia 8, asi que a partipar¡¡ aupa¡¡¡ ¡viva la lucha feminista¡¡Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
https://www.facebook.com/events/1425727024338766/?previousaction=join&source=1

- LONDRA
Alle 15:00 London School of Economics Student Union 1 Sheffield Street London WC2A 2AP.
We will be making and decorating bellyhangers: in other words, we will be decorating coat hangers and then heading down to Hungerford Bridge to tie them onto the railings. Why? The coat hanger is the symbol of the illegal abortion. We want to transform this horrible symbol into something positive: a bellyhanger! A bellyhanger symbolises the hope that one day there will be no more clandestine and unsafe abortions.
https://www.facebook.com/events/156110827869210/?previousaction=join&source=1

- PARIGI
Alle 14:30 in piazza della Bastiglia
Le donne francesi manifesteranno l’8 marzo per i diritti di tutte le donne, in particolare per difendere il diritto a decidere sul proprio corpo.
https://www.facebook.com/events/264166997086108/?ref_newsfeed_story_type=regular

- PRAGA
Alle 16:00 Náměstí republiky, 110 00 Praga
Demonstration MY BODY, MY RULES 08/03/2014. Solidarity with Spanish women.
We declare our solidarity with Spanish women because this attack on women matters to all of us regardless of borders.
https://www.facebook.com/events/1428010440773147/?source=1

VIENNA
Alle 17:00 Josefstädter Straße
Pasarela: Las mujeres que abortan. Solidarity with Spanish women
On the 8th of March, the international women’s day, we’d like to take to the streets to fight for women’s rights, and specifically to protest against the cirminalization of abortion in Spain.
An action-performance, a radical ’catwalk’ presenting real stories of women who had abortions, will take place at 17:00 in Josefstädter Straße (U6).
Come by, participate and bring your friends! Everybody is welcome.
This action does not exclude any person by sex or gender.
Spread the word
!https://www.facebook.com/events/451238998339398/?previousaction=join&ref_notif_type=plan_user_invited&source=1

NEL MONDO

- MONTREAL

Alle 15.30 a Carrè Cabot

https://www.facebook.com/events/1447152248853089/

- BELO HORIZONTE-BRASIL
A las 8:00 Praça Afonso Arinos
Avenida Augusto De Lima, Belo Horizonte
No dia 8 de Março, Dia Internacional de Luta da Mulher, vários movimentos se reunirão em um bloco de carnaval de luta!
Bloco as desobedientes do ritmo-Mulheres na rua.
https://www.facebook.com/events/1406222159635615/?ref_dashboard_filter=calendar&source=3&source_newsfeed_story_type=regular

- VALPARAISO-CHILE Dia 8 de Marzo.
A las 18:00 Marcha por un 8 de Marzo en las calles y feminista.
Juntas Defendemos nuestras vidas, nuestros cuerpos
Libres de Machismo y Capitalismo

#Roma, 1 marzo, 15,30: Via Crucis in difesa della 194

  • Mercoledì, 26 Febbraio 2014 12:21 ,
  • Pubblicato in Flash news

Femminismo a Sud
26 02 2014

Ci segnalano e volentieri condividiamo:

Sabato 1 Marzo
ore 15.00
Piazza del Popolo, Roma

#maipiùclandestine
Campagna in difesa della 194

Sabato 1 marzo parte #maipiùcladestine, campagna in difesa della 194, legge per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. A promuoverla diverse realtà, associazioni, collettivi e singole donne da anni impegnate nella perenne battaglia contro chi questa legge tenta in tutti i modi di minarla.

Sulla scia delle proteste spagnole, nate da una proposta di legge del governo di centrodestra che vuole smantellare la legge sull’aborto, autorizzandolo solo in caso di stupro, di rischio per la salute fisica o psichica della donna e di gravi anomalie del feto, anche l’Italia si mobilita: obiettivo è costruire una rete in tutto il territorio nazionale affinché si tenga alta l’attenzione sul diritto alla salute delle donne e sulla libertà di scelta. L’attacco alle donne spagnole non è infatti solo una questione nazionale: sotto scacco sono tutte le donne europee, basti pensare che il 10 dicembre scorso il Parlamento europeo ha bocciato la “Risoluzione Estrela” che chiedeva che l’aborto fosse legale e sicuro per le donne in tutti i paesi dell’Unione.

Da noi la battaglia si concentra sulla richiesta della piena applicazione della legge conquistata nel 1978. Nel nostro Paese, infatti, il problema non è la legge quanto la sua difficile applicazione, dato il numero elevatissimo di medici obiettori di coscienza – ben 7 su 10 – nel sistema sanitario pubblico. In Italia è una manciata di medici a garantire l’applicazione della 194, i non obiettori sono così pochi che spesso non fanno altro che praticare aborti. Tra 10 anni, quando questa classe medica sarà in pensione, la 194 sarà completamente inapplicabile.

Nel Lazio le cose vanno ancora peggio: secondo il Ministero della Salute obietta l’80% dei medici. Nel 1987 erano 53 le strutture che effettuavano aborto, oggi si sono ridotte a 25. Questa situazione mette le donne e tutti noi di fronte a una dura realtà: la legge c’è ma chi ha la responsabilità di farla funzionare se ne lava le mani. Proprio per questo nel Lazio è già partito un appello al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, con la richiesta che tutti i presidi ospedalieri pubblici e convenzionati garantiscano l’accesso all’Interruzione volontaria di gravidanza e dispongano di un numero adeguato di ginecologi, anestesisti e personale non medico non obiettori.

Impedire l’applicazione della 194 equivale a mettere le donne in pericolo costringendole ad una via crucis lunga e dolorosa alla ricerca di una struttura disponibile all’interruzione di gravidanza, o quando va peggio, all’aborto clandestino. Non possiamo e non vogliamo tornare indietro nel tempo. L’autodeterminazione delle donne è un diritto e una garanzia per la società intera.

Il 1 marzo saremo a Roma, in piazza del Popolo, dalle ore 15.00 in poi, per mettere in scena questa via crucis, per gridare allo scandalo di un Paese che vuole spingere le donne verso la clandestinità, saremo in piazza a denunciare i responsabili di questa situazione, saremo in piazza per dire alle donne che il diritto all’aborto è diritto alla salute, e ci riguarda tutte.

#maipiùclandestine (blog)

L'elemosina per abortire a Londra. Nuova protesta delle spagnole

  • Mercoledì, 26 Febbraio 2014 09:27 ,
  • Pubblicato in INGENERE

GiULiA
26 02 2014

Le donne spagnole ne mettono a segno un'altra. La variegata protesta contro la proposta del governo spagnolo di cancellare l'aborto legale ha assunto anche la forma di un'elemosina collettiva simbolica. Per raccogliere i soldi necessari per comprare un volo, e andare ad abortire a Londra. Circa 150 donne si sono incontrate nel centro della città basca di Vitoria (Gasteiz in basco), nella provincia di Álava, e si sono messe, cartello in mano, ai bordi della strada a chiedere monete ai passanti e mettere così insieme la crifra necessaria per poter accedere a un aborto legale e sicuro, ma all'estero. E dopo la "raccolta di fondi" in strada le donne hanno portato i cartelli davanti alla sede del Partito Popolare. La notizia è stata diffusa dal giornale locale Noticias de Álava, ed è circolata su twitter con l'ashtag #AbortoLibre via l'account @mybellyismine (di cui c'è anche un gruppo su facebook).

8 marzo, parlano i nostri corpi #IoDecido

  • Martedì, 25 Febbraio 2014 08:57 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
25 02 2014

Immaginiamo un 8 marzo di lotta e di festa, insieme ai movimenti antirazzisti, antisessisti e antifascisti, con i migranti e le migranti che si mobilitano dentro e fuori i Cie, con chi lotta per i beni comuni, il lavoro, il reddito, la sanità e contro le grandi opere.

Appuntamento ore 15.00 a Piazza de Condottieri 34, consultorio del Pigneto.

NO ALLA VIOLENZA perchè #IO DECIDO

NO ALL'OBIEZIONE perchè #IO DECIDO

SI ALLA PILLOLA perchè #IO DECIDO

Abbiamo deciso di partire di nuovo da noi, dai nostri corpi, dai nostri desideri e dalla nostra autonomia dopo aver appreso cosa sta accadendo in Spagna. Il Ministro Gallardòn ha proposto una modifica della legge sull'aborto, limitando la possibilità di abortire a due soli casi: la violenza sessuale e il comprovato rischio per la salute psichica e fisica della donna. Al di fuori di questi casi scegliere di abortire sarà un reato. Anche in Grecia tra i durissimi tagli alla sanità e il controllo sempre più feroce sui corpi (su parto, aborto, malattie sessualmente trasmissibili) l'autonomia delle donne viene soffocata.

In tutta l'Europa dei PIGS, nei paesi che più visibilmente stanno subendo gli effetti delle politiche di austerity i tagli alla sanità fanno il paio con il controllo sempre più feroce sui corpi delle donne. In alcuni casi (soprattutto Italia e Spagna) è evidente l'influenza della cultura cattolica e misogina sulle scelte politiche dei governi.

In Italia esiste una legge -frutto delle lotte- che garantisce la possibilità per le donne di abortire liberamente e gratuitamente: la legge 194, che viene però quotidianamente resa inefficace dalla presenza enorme di medici obiettori (il 90% solo nel Lazio). L'obiezione di coscienza sull'aborto garantisce la carriera di molti medici, diventa la pratica più diffusa in tutti gli ospedali e di fatto impedisce a migliaia di donne di poter scegliere per sé. Di fronte agli ostacoli e alle umiliazioni che ogni donna deve subire, non è un caso che in Italia stia crescendo il numero degli aborti clandestini e “fai-da-te”, fatti in casa con mezzi impropri, che portano a seri rischi per la vita delle donne.

Se legislativamente la possibilità dell'aborto farmacologico (RU486) è già garantita da anni di fatto essa non viene contemplata negli ospedali italiani, così come è impossibile nelle città nostrane trovare in tempi rapidi la pillola contraccettiva di emergenza.

Vogliamo ripartire dalla libertà di scelta, dalla capacità di decidere sui nostri corpi, dall'autodeterminazione, per opporci a questa situazione in cui ci vogliono spingere all'angolo.

Vogliamo ripartire dalle parole d'ordine della Spagna: #iodecido, per dare vita a una campagna che rivendichi la possibilità concreta di un aborto libero, gratuito e garantito; una campagna che garantisca la possibilità dell'aborto farmacologico, la completa accessibilità alla pillola del giorno dopo e la sicurezza che ci siano luoghi come i consultori che realmente ne assicurino la prescrizione.

Vogliamo sostenere la laicità dello Stato e respingere le politiche europee sui nostri corpi.

Vogliamo che consultori e ospedali vengano rifinanziati e che sia garantito il supporto e l'assistenza a tutte le donne migranti.

Vogliamo autodeterminarci, come donne, lesbiche, trans e queer!

Estendiamo questo appello a tutte e tutti, per dare corpo alla campagna #iodecido, per immaginare insieme un 8 marzo fuori dai soliti riti, invadendo con manifestazioni, cortei e azioni tutte le città.

Immaginiamo un 8 marzo di lotta e di festa, insieme ai movimenti antirazzisti, antisessisti e antifascisti, con i migranti e le migranti che si mobilitano dentro e fuori i Cie, con chi lotta per i beni comuni, il lavoro, il reddito, il lavoro, la sanità e contro le grandi opere.

Rete cittadina #iodecido

Indietro tutta su aborto e economia. Le spagnole non ci stanno

  • Giovedì, 13 Febbraio 2014 12:52 ,
  • Pubblicato in INGENERE

inGenere
13 02 2014

A fronte di sei milioni di disoccupati e di dati allarmanti sull'aumento della povertà, il governo spagnolo si occupa di aborto e controllo dei corpi delle donne. E lo fa tornando indietro fino al periodo franchista. Ecco cosa prevede la proposta di riforma presentata dal Partito popolare.

Perché io decido! Questo è il motto che la maggioranza delle donne, ma anche degli uomini spagnoli, ripetono non appena ne hanno l’occasione. Siamo scese in strada in centinaia di migliaia da tutta la Spagna per dire al governo che non siamo più disposte ad accettare limitazioni ai nostri diritti, che vogliamo poter decidere delle nostre vite e dei nostri corpi, e non vogliamo che in uno stato laico e di diritto si imponga un’ideologia cattolica e patriarcale. Insomma, non vogliamo la nuova legge sull’aborto.

Da quando il Partito popolare ha vinto le elezioni politiche (con un 26,15% di astenuti) e ottenuto la maggioranza parlamentare, goccia a goccia ha cambiato radicalmente la legislazione. In poco più di due anni, facendosi schermo con la crisi economica e le richieste dell’Unione europea, a colpi di decreti, senza confrontarsi con le altre parti, senza rispettare la costituzione né ascoltare la cittadinanza ha ottenuto quello che nessun altro governo era riuscito a ottenere: due scioperi generali e la protesta delle cosiddette maree, manifestazioni di massa a difesa della casa, della salute e dell’educazione pubblica, del welfare, eccetera.

Oggi ci sono quasi sei milioni di persone disoccupate, una persona su quattro vive sotto la soglia di povertà. Secondo l’Istituto nazionale di statistica (Ine) le famiglie che arrivano a fine mese con molte difficoltà sono il 13%, e aumenta il tasso di povertà tra le persone tra i 16 e 64 anni, in età lavorativa e con bassi livelli di istruzione e formazione. Uno ogni quattro minori di 16 anni vive sotto la soglia di povertà e tra le persone immigrati questo tasso raggiunge il 43%. Il rischio di povertà ed esclusione sociale dei bambini e le bambine nelle famiglie monoparentali (formate nella loro maggioranza da donne) è del 45,6%, percentuale che cresce se i loro genitori hanno un basso livello di istruzione (57,6%) o se uno dei due (49,2%) è di origine straniera, secondo un rapporto Save the Children.

Tre milioni di persone vivono con meno di 307 euro al mese in condizioni di povertà estrema, sottolinea l’ultimo rapporto Caritas (1). L’organizzazione cattolica avverte che arriverà presto una seconda ondata di povertà ed esclusione sociale resa “più acuta dalle politiche di austerità e dai tagli conseguenti, dal prolungarsi della disoccupazione e dal prosciugarsi del sostegno economico”.

Più del 44% delle famiglie non può permettersi le vacanze, più del 30% ha un mutuo e c’è un settore della popolazione in uno stato di povertà energetica (senza gas e senza riscaldamento in inverno) composto soprattutto da donne anziane. Il tasso di disoccupazione femminile è del 26,6%, (25,5% per gli uomini) (2) e il divario di genere nei tassi di attività attiva ai tredici punti percentuali il che mette in evidenza la maggiore difficoltà che incontrano le donne nell’accesso al mercato del lavoro salariato. Il potere d’acquisto è sceso del 30% negli ultimi tre anni (anche per chi ha un lavoro retribuito). Una situazione che percepiamo come sempre più precaria e resa più acuta dai tagli ai servizi pubblici che hanno aumentato il carico di lavoro di cura delle donne.

Lo smantellamento di uno stato di welfare ha un impatto fortemente negativo sulle donne in quanto cittadine, lavoratrici, utilizzatrici che vedono ridursi sempre di più le risorse pubbliche. Come se tutto questo non bastasse si aggiunge ora l’attacco patriarcale più grave degli ultimi trenta anni per uno stato che si definisce laico e di diritto. La Catalogna ha avuto una legge per l’aborto fin dalla II Repubblica (1936-1938), che venne poi revocata dalla dittatura franchista che proibì i contraccettivi e trasformò il diritto di scegliere in un delitto.

In democrazia ci sono state due leggi (3): la “Ley Orgánica 9/1985” che ha depenalizzato l’aborto sulla base di tre presupposti, cioè “che ci sia un pericolo per la vita della donna o per la sua salute fisica o per la sua salute psicologica”; nelle prime 12 settimane in caso di stupro o entro le 22 settimane nel caso in cui il feto sia portatore di “gravi tare fisiche o psichiche”; e la “Ley Orgánica 2/2010” in materia di salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza (attualmente vigente), che non si basa su alcun presupposto ma stabilisce alcuni limiti: si può abortire entro le prime 14 settimane, che diventano 22 se sussiste “un grave pericolo per la vita o la salute della donna” o “gravi rischi di anomalie per il feto” e in qualunque momento di riscontrino anomalie del feto incompatibili con la vita o nel caso in cui fosse portatore di malattie molto gravi e incurabili”. Non c’è bisogno che alcun medico certifichi i rischi per la salute della donna così come invece avveniva con la legge precedente. I dati: l’89,58% dei 118.359 aborti che hanno avuto luogo in Spagna nel 2011 sono avvenuti entro le prime 14 settimane e il 65,56% entro le prime otto (Ministero della Salute, servizi sociali e uguaglianza).

Ora il governo guidato dal Partito Popolare vuole approvare una nuova legge a protezione “della vita del concepito e dei diritti della donna incinta”, sostituendo una legge di termini con una di presupposti. Questo disegno di legge elimina la possibilità di abortire entro le prime 14 settimane (peggio che nel 1985), elimina il presupposto della malformazione del feto anche se incompatibile per la vita e conserva il presupposto dello stupro purché entro le prime 12 settimane, e anche quello di pericolo per la salute fisica e psichica della donna incinta, anche se introduce l’obbligo di produrre due rapporti firmati da professionisti diversi da quello con cui farà l’aborto. In caso di rischio per la salute psichica si deve dimostrare che ci saranno conseguenze di lungo periodo. Le donne di 16 e 17 anni hanno età “legale” per avere rapporti consenzienti ma non per abortire: hanno infatti bisogno del consenso dei genitori. Inoltre con la legge viene ampliato il numero di figure professionali che possono fare obiezione di coscienza e tutte le donne che abortiranno fuori da questo iter commetteranno un crimine, così come i professionisti che le aiutassero.

È ovvio che qualunque forma di legislazione sui diritti sessuali e riproduttivi genera conflitti e dibattito in termini morali ed etici. Ma è altrettanto evidente che in Spagna le lobby conservatrici e la chiesa cattolica stanno cooptando il potere politico e disprezzando il patto sociale e democratico che sancisce il diritto delle donne di scegliere se e quando diventare madri.

Si tratta di una riforma misogina, con una visione regressiva dei diritti delle donne, sottoposta ad una morale antica, fuori dal tempo e superata dalla maggioranza della popolazione. Esiste un grande movimento sociale, politico e professionale che rifiuta questa legge medioevale, composto da esponenti della comunità medica, dalle femministe, dalle sindacaliste, dalle donne della politica in maniera trasversale (dal centro, destra e sinistra). Per tutti noi è una riforma che ci allontana dall’Europa e va vista come un avvertimento per tutte le donne europee.

La lotta delle donne per decidere liberamente della propria sessualità e della propria maternità è stata una delle tappe più rilevanti del movimento femminista. Il diritto all’aborto è un diritto centrale nella costruzione democratica della nostra società, in qualunque paese.

Alba Garcia Sànchez

NOTE

(1) VIII Informe del Observatorio de la Realidad Social - Octubre 2013

(2) I dati su popolazione attiva, disoccupata e occupata sono ripresi da Encuesta de Población Activa (EPA) e sono stati elaborati da Secretaria de la Mujer del Sindicato de Comisiones Obreras

(3) Si veda Secretaria de la Dona de Comissiones Obreras de Catalunya

 

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