×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Dinamopress
06 05 2014

Tra ieri e oggi in alcune zone di Roma sono comparsi degli striscioni per ribadire a gran voce la nostra opposizione alle parate tristi che vengono organizzate anno dopo anno dai soliti soggetti che mettono enfaticamente in scena il tentativo di voler occupare e dominare i nostri corpi e la nostra sessualità , sbandierando il vessillo della “normalità” che si traduce in un rifiuto di ogni forma di vita “deviata”. Pagliacciate che ritrovano uniti fascismo e cattolicesimo. Contro ogni Marcia sulla Vita #ioDecido!

Leggi il comunicato della Rete cittadina #ioDecido

Il 4 Maggio Roma sarà di nuovo invasa dalla Marcia per la Vita: la sfilata “benpensante” che ogni anno, intorno alla ricorrenza dei referendum sul divorzio e sull’aborto, ribadisce l'avversione alla libertà di scelta in merito a sessualità e maternità .

Ci piacerebbe strizzare l'occhio all'inconfessato feticismo per il feto - fet(o)cismo? - di questi “buffi” figuri, se non si ostinassero ad utilizzarlo come maschera per nascondere il peggior sessismo e la peggiore omofobia. Siamo ben consapevoli che il Popolo per la vita rappresenta la punta dell'icerberg delle politiche che ambiscono a eleggere la famiglia come principale sistema di welfare e unica strada percorribile per sopravvivere alla crisi, quando spesso essa stessa si rivela luogo principale di violenza e sopraffazione.

Anno dopo anno, questi soggetti mettono enfaticamente in scena il tentativo di voler occupare e dominare i nostri corpi e la nostra sessualità, seguendo il tracciato di una più ampia politica di "educazione alla maternità"(?)rivendicata dalla Ministra della Sanità, dello svuotamento della legge 194 attraverso l'obiezione di coscienza, dello smantellamento del welfare - che ci respinge ovvero ci costringe a restare all'interno della famiglia - e delle politiche di austerità che costringono i nostri corpi e i nostri desideri dentro spazi di libertà sempre più ridotti.

Che l'eterosessualità e la maternità imposta (anche quando indesiderata), la famiglia, la coppia non siano l'unico orizzonte del possibile non sentiamo nemmeno il bisogno di ripeterlo: le nostre vite eccedenti lo dimostrano quotidianamente. Non ci stupiamo che a una strenua difesa della Vita con la V maiuscola non corrisponda un'altrettanta risoluta battaglia per le vite di tutte e tutti: sappiamo bene che le politiche di controllo dei corpi - di cui la Marcia per la vita rappresenta il volto folkloristico e improbabile - sono in realtà l'altra faccia della ristrutturazione mortifera del neoliberismo.

Loro difendono il feticcio della Vita, noi rivendichiamo le condizioni per viverla liberamente: vogliamo decidere sui nostri corpi e che il nostro benessere e la nostra salute siano garantiti, rivendichiamo un welfare che risponda ai nostri bisogni e desideri. Siamo sces* in piazza l'8 Marzo con lo slogan ioDecido in tanti e tante per autodeterminare i nostri corpi e le nostre vite, e anche oggi di fronte a questa pagliacciata, che ritrova uniti fascismo e cattolicesimo, vogliamo ribadire a gran voce che non abbiamo nessuna intenzione di farci reprimere.

La vita siamo noi. Voi fatevene una!

Contro ogni Marcia sulla Vita #ioDecido!

Rete cittadina #ioDecido

#IoDecido, dopo l'8 marzo rincontriamoci

  • Martedì, 18 Marzo 2014 12:32 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
18 03 2014

Un'assemblea pubblica per continuare il percorso che dal il 1 febbraio sotto l'Ambasciata spagnola, ci ha visto in piazza in solidarietà delle lotte e delle rivendicazioni in Spagna, dove il Ministro Gallardòn ha proposto una modifica della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza [..] , limitando fortemente la possibilità di abortire e restringendo sensibilmente l’autonomia e la libertà di scelta delle donne.

La campagna #yodecido ha visto nascere una mobilitazione spontanea e diffusa che ha coinvolto migliaia di persone con azioni e cortei nelle principali città della Spagna. A Madrid un gruppo di donne, lesbiche e transgender ha occupato uno spazio abbandonato alla speculazione e alla corruzione per portarlo a nuova vita.

A Roma abbiamo creato una rete cittadina aperta, allargata, che è riuscita a costruire un 8 marzo di lotta, con azioni e interventi nei giorni precedenti, occupando simbolicamente l'ordine dei medici, sotto lo slogan OBIETTA GLI OBIETTORI, dove abbiamo potuto assistere ancora una volta alle reazioni violente delle forze dell’ordine.

L’ 8 marzo abbiamo deciso di far parlare i nostri corpi e i nostri desideri, spingendoci oltre i soliti rituali che vedono quella data svuotata di senso, e lo abbiamo fatto scendendo in piazza in 2000 con un corteo-street parade autoconvocato, riprendendoci le strade di Roma, in connessione con le lotte in altre città italiane, spagnole, francesi, tedesche, polacche, turche.

Una mobilitazione in opposizione alle misure di austerity che si abbattono sui nostri corpi e sulle nostre vite, e che definisce potenzialmente uno spazio di lotta e rivendicazione comuni a livello europeo e globale sul tema della salute, quale diritto universale per tutt*.

Un tema, questo, che abbiamo deciso di declinare in termini ampi ed estensivi: rifinanziamento di ospedali e consultori pubblici, possibilità di un aborto libero sicuro e garantito, lotta all'obiezione di coscienza, reale libertà di scelta tra aborto chirurgico e farmacologico (RU486), accessibilità alla pillola del giorno dopo h24, tutela della maternità consapevole, depatologizzazione della condizione transgender.

Ora non vogliamo fermarci qui! Pensiamo ci sia la necessità di continuare questo percorso di lotta e rivendicazione.

Vogliamo che la 194 sia una legge che ci tuteli realmente in quanto donne al di là della nazionalità, vogliamo stanare tutti gli obiettori, vogliamo poter decidere sui nostri corpi e sulla nostra sessualità. Per questo invitiamo tutt* il 18 marzo alle ore 19.00, presso Communia in via dello scalo San Lorenzo n. 33 per continuare questo percorso.

Io decido – verso il 12 aprile a Milano

  • Martedì, 18 Marzo 2014 09:38 ,
  • Pubblicato in Flash news

Femminismo a Sud
18 03 2014

Da Ambrosia:

Il 12 Aprile Milano potrebbe essere teatro di una manifestazione nazionale indetta dal Comitato No194 che punta all’abrogazione della legge che sancisce il diritto di interrompere volontariamente la gravidanza.In un momento storico come quello che stiamo attraversando, in cui un attacco alla libertà di aborto è un attacco al più ampio sistema dei diritti delle persone, tutt* dovrebbero farsi carico di rispondere.

Ci insegna la Spagna che nel 2014 e nell’evolutissima Europa è ancora possibile perdere diritti acquisiti con lotte durate decenni e ormai, ingenuamente, dati per certi, indiscutibili. Contestualmente il Parlamento europeo boccia la risoluzione Estrela, che chiedeva, tra altre cose, il diritto all’aborto sicuro e legale in tutti gli Stati membri e il diritto ad una sessualità libera e consapevole.

In Italia il diritto all’aborto è messo costantemente in discussione dalla quantità insostenibile di medici obiettori di coscienza, dai farmacisti che con sotterfugi discutibili non somministrano la pillola del giorno dopo, dalla presenza di “volontari pro-life” negli ospedali e nei reparti di ginecologia che mettono in atto pressioni psicologiche inaccettabili.

Per quanto critiche verso la legge 194 ci troviamo oggi a doverla difendere perché unico appiglio legislativo per le donne che oggi in Italia voglio abortire in sicurezza.

In tutta Europa, donne e uomini si sono mobilitati e hanno cominciato un percorso di iniziative e di proteste per rivendicare il diritto ad una scelta consapevole, laica e difficile come quella dell’aborto volontario, sotto una parola d’ordine comune e condivisa che è IO DECIDO, sul mio corpo, della mia vita, sempre.

Riconoscere il diritto all’autodeterminazione come diritto fondamentale significa assumersi tutte e tutti quotidianamente la responsabilità di difenderlo, significa impegnarsi in prima persona per rivendicarlo, significa impegnare i nostri corpi come strumenti politici, significa non delegare questa battaglia alle donne, significa superare gli stereotipi eteronormativi di cui il nostro paese è intriso e prendere in mano le nostre vite, prendere in mano i nostri corpi e sapere di avere il diritto di decidere su di essi.

Per il 12 Aprile vogliamo organizzare una presenza significativa nelle forme, nei contenuti e nella partecipazione a Milano.

Per questo vi invitiamo ad un incontro di respiro ampio, allargabile a chiunque possa essere interessato ad impegnarsi in questo percorso,

SABATO 29 marzo alle ore 11,00 a ZAM, Zona Autonoma Milano (via santacroce 19).

#Aportodas, da Madrid a Roma per dire "Io decido!"

  • Venerdì, 07 Marzo 2014 11:48 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
07 02 2014

Mobilitazioni di donne, lesbiche e transgender, migranti e precarie primo e dopo l'#8M.

Il primo marzo una nuova occupazione a Madrid inaugura la campagna "Primera Quincena deLucha Feminista": collettivi, reti e movimenti femministi e transfemministi spagnoli si sono uniti in unica assemblea generale che da dicembre ha programmato, proprio per questi giorni, workshops, conferenze, proiezioni e dibattiti, ma soprattuto azioni, in vista delle manifestazioni che si daranno in tutte le città della Spagna il prossimo 8 marzo.

Si parte dal giorno della donna come appuntamento centrale ma con un'ottica non di mera celebrazione bensì di ripensamento e di ricostruzione dell'8 marzo, soprattutto alla luce degli attacchi pesantissimi che proprio in Spagna hanno visto il diritto della donne ad abortire fortemente minato.

L'urgenza di questa ricomposizione nasce, infatti, dal progetto di legge, proposto dal ministro della giustizia spagnolo Alberto Ruiz-Gallardón e discusso nel Parlamento spagnolo, che rende l'aborto un reato penale e non più un diritto. Secondo questa proposta gli unici casi che escluderebbero il reato sono quello di violenza sessuale ovvero nei casi di grave malattia della madre.

Una legge questa che stravolgerebbe non solo anni di lotte e di conquiste dei diritti delle donne a decidere del proprio corpo, ma che avrebbe preoccupanti ricadute in tutto il panorama europeo. Basti pensare alle misere manifestazioni organizzate dalle associazioni cattoliche e conservatrici "per la vita" che in Italia, Francia, Spagna etc.. negli ultimi anni hanno cercato un consenso mai legittimato nelle insignificanti (in termini numerici) partecipazioni alle piazze da loro indette e che si autocelebravano come portatori morali del senso della vita.

Le femministe spagnole proprio sulla centralità della vita e hanno basato le proprie rivendicazioni e mobilitazioni, come si evince dall'appello dal comunicato pubblicato in seguito all'occupazione (qui di seguito all'articolo tradotto in lingua italiana).
Proponiamo due interviste A Juli e Marta sull'occupazione e sulla campagna in generale.

L'ultima intervista è rivolta ad Adriana del collettivo di Malaga AberturaVaginal e di cui consigliamo oltre all'intervista, anche la visione di un video-clip, performance realizzata a Malaga dal titolo MI CUERPO, MI SANGRE; MI TEMPLO.

L'intervista è stata realizzata a Madrid il 2 marzo, di fronte al palazzo di Giustizia durante un'azione simbolica in cui le manifestanti hanno invitato il ministro proponente la legge contro il diritto all'aborto a coltivare una pianta, che come il prezzemolo, è conosciuta dai tempi antichi per le sue proprietà curative ed abortive.

La minaccia spagnola della legge ha rinnovato nei movimenti femministi di tutta europa la necessità di far confluire nella data dell'#8M tutte le rivendicazioni di diritti minacciati e di quelli mai realmente ottenuti. Già il primo febbraio femministe e transfemministe in moltissime città europee hanno aderito alle mobilitazioni di solidarietà con la lotta spagnola, Tren de la libertad, promossa dalla campagna che ha portato alla condegna della lettera al ministro "Porque yo decido" e ha visto un grande adesione.

Domani vi aspettiamo tutte e tutti a Roma al corteo 8M #IoDecido, oppure a partecipare a tutte le manifestazioni che si daranno in tutta Italia, per riprendere parola sui nostri diritti continuamente sotto scacco e far sentire la nostra voce!

Traduzione dell'appello pubblicato all'indomani dell'occupazione di uno spazio nel quartiere di Malasagna a Madrid:

Oggi un gruppo di donne, lesbiche e transgender, stufe di essere considerate come coloro che non prendono a cuore la propria vita, hanno deciso di riprenderla in mano.

Dopo gli attacchi diretti alla nostra libertà, abbiamo deciso di darci un taglio e di dire basta!. Oggi, 1° Marzo 2014 , inizia la Primera Quincena de Lucha Feminista (prima quindicina di lotta femminista).

Vi presentiamo un nuovo spazio liberato nella città di Madrid in Calle Madera n° 9. Questo spazio, abbandonato alla speculazione e alla corruzione, chiuso per anni, viene recuperato oggi e le donne, le lesbiche ed i transgender hanno organizzato questa occupazione per riempirla di lotte, di vita e di sviluppo collettivo.

Questa azione è una risposta anti-capitalista alla speculazione e alla mercificazione, che mette le persone al di sopra del beneficio meramente economico e del profitto. Vogliamo recuperare spazi rubati agli abitanti, combattere la gentrificazione e rendere i nostri quartieri non più luoghi esclusivamente di consumo mondano.

Quindi abbiamo scelto uno spazio simbolico come questo, di proprietà della società immobiliare Geshilarion 2000, il cui direttore Jose Miralles Javier Arenas è legato alla famiglia Franco, più specificamente, di Francisco Franco Martínez Bordiu, che possiede diverse società, come anche la Proazca SA Urme.

Questa azione è anche una risposta contro il patriarcato e per soddisfare la necessità di spazi di affinità liberati. Per noi la vita non ha alcun valore, se slegata dalla libertà di decidere se e quando saremo madri, dalla libertà di fare dei nostri corpi ciò che vogliamo, dalla libertà di arrivare a fine giornata avendo deciso ciò che vogliamo essere.

Perché vogliamo crescere e combattere unit* e promuovere la crescita dal basso di autogestione femminista e transfemminista.
A quanto pare questo dà fastidio a chi tenta ogni giorno di stroncarci, di catturarci, lasciandoci con niente, dà fastidio a tutti coloro che perpetuano la logica che pone il profitto al di sopra delle persone, a coloro che preferiscono avere spazi vuoti e persone senza fissa dimora, a coloro che vogliono lasciarci senza salute, senza istruzione e senza risorse.

Ma noi, donne, migranti, precarie e transgender... facce diverse e diverse corporalità, quest'anno convergiamo unite per combattere l'etero-patriarcalismo capitalista. Abbiamo detto abbastanza, è ora di agire e lo facciamo mettendolo in pratica senza aspettare l'aiuto di nessuno.

Ci riprendiamo le strade e la città in questi giorni, per riempirle di movimento e di azioni e per riaprire uno spazio per tutti coloro che vogliono combattere con noi.

Calle Madera n°9 sarà un luogo di quindici giorni di organizzazione, di discussione, di azione. Sarà nostro e di tutti.

Perché noi non accettiamo,

Perché vogliamo tutto,

Perché siamo soggetti di pieno diritto,

Perché decidiamo noi,

Perché abbiamo messo la nostra vita al centro.

Perché siamo tante, più di quanto mai possiamo immaginare.

Maria Stella Scordo

 

#IoDecido di chiedervi: da che parte state?

  • Martedì, 04 Marzo 2014 14:02 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Dinamo Press
4 marzo 2014

Verso il corteo dell'8 marzo a Roma occupata la sede dell'Ordine dei medici, perché l'aborto deve essere libero, gratuito e garantito. Mentre gli uffici dell'ordine venivano chiusi alle richieste dei manifestant*, la polizia è arrivata sul luogo tentando di intimidire e identificare i presenti.

facebook