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ZeroViolenza

A seguire l’ennesimo stupro, immancabilmente i politici si sentono in dovere di ripristinare l’equilibrio violato: da bravi patriarchi tuonano nei microfoni e sulle pagine di giornali, promettendoci sicurezza e che giustizia sarà fatta, che ci proteggeranno. Una logica subdola, che paradossalmente rimarca quegli stessi istinti alla base dello stupro: la folle idea che il maschio possa “dominare” sul corpo della donna, farne oggetto delle proprie volontà, mero strumento per la realizzazione dei propri desideri….erotici, ma anche politici (come le dichiarazioni di Berlusconi, sul corpo di Eluana che…può anche riprodurre!).

E POI E' MIA MADRE

di Alessio Miceli*, Zeroviolenzadonne
27 marzo 2012

Ci sono due foto nella mia libreria, che mi fanno ancora e sempre una tenerezza struggente. In una di queste foto, mia madre mi tiene, mi circonda nel suo abbraccio, io ho pochi mesi e mi curvo un po’ all’indietro come in una spinta. Nell’altra, mio padre mi fa volare sopra la sua testa, occhi negli occhi, e c’è luce nei nostri sorrisi. In quelle foto, in quei gesti di contenimento della madre e di propulsione del padre, rispetto alla vita altra di un bambino, c’è scritto molto della mia vita ma credo anche delle relazioni fondamentali.

IL DENARO. LA METAFISICA DEL NOSTRO TEMPO

di Angela Ammirati
6 dicembre 2011

Anni di dibattito post-modernista sulla questione del soggetto non unitario, nomade, rizomatico, liquido e sulla fine delle grandi narrazioni ci hanno abituato all’idea di una società che ha smarrito il sogno di un progetto universale in cui credere e una storia comune da raccontare. Scomparsi i grandi eroi, i grandi pericoli, i grandi peripli, i grandi fini per dirla alla Lyotard, al centro ormai sarebbe rimasto solo l’individuo, padrone di sé stesso, libero dalle costruzioni razionali e metafisiche su cui era fondata la morale e dai grand récits che cercassero un senso unitario e complessivo della realtà.

LA PROSTITUZIONE

di Stefano Ciccone

Di cosa parliamo quando parliamo di prostituzione?
Di  prostituzione si parla come di un elemento di degrado delle nostre città a cui si appellano le politiche securitarie che hanno alimentato spinte xenofobe e regressive e portato a militarizzare le città. Come la stazione metro di Roma dove il presidio dei militari non ha però protetto Maricica Hahaianu.
Anche la prostituzione, come la violenza tra i sessi non è un fenomeno estraneo  da cui difenderci, ma frutto della “nostra” qualità delle relazioni tra le persone da interrogare.

UN VERO UOMO?

di Gianguido PAGI Palumbo

Chi è oggi un “Vero Uomo”, come un giornale russo ha definito il nostro Premier?
Negli ultimi giorni sono stati pubblicati su questo tema quattro articoli molto belli e utili, che mi hanno spinto a scrivere queste righe: Ida Dominijanni  sul Manifesto del 14 luglio (Uomini che amano le donne), Chiara Saraceno  sulla Repubblica del 24 luglio (La sindrome del maschio), Eva Cantarella  intervista da Rinaldo Gianola sull’Unità di domenica 26 luglio (Il sesso e il potere)  e John  Lloyd sulla Repubblica del 27 luglio (Perché per noi inglesi Silvio è inconcepibile).


Le scadenze elettorali italiane ed europee sollecitano qualche pensiero sullo spazio pubblico la cui pratica ha molto a che fare con la violenza sessista.
Il pensiero è anche sostenuto da notizie di stampa e rilevazioni statistiche. Il Sole 24 Ore  (19.5.2009) titola “L’Europa corre dove la donna conta” e annota miglioramenti legislativi in tema di sanità, ambiente, welfare là dove la presenza politica femminile nei ruoli decisionali è più elevata, circostanza che, per un circolo virtuoso, può anche favorire una maggiore presenza femminile in economia.

UNA SESSUALITA’ DI SERVIZIO di Lea Melandri


L’infervorato dibattito che si è sviluppato intorno alle durissime prese di posizione di Veronica Lario nei confronti di Berlusconi, nella sua duplice veste di uomo di Stato e marito, fa capire meglio anche una delle ragioni per cui la sequenza ininterrotta di violenze contro le donne -stupri, omicidi, maltrattamenti- sparisce nel grigiore indistinto della dose quotidiana di cronaca nera. Benché siano affiorati commenti più complessi, sullo spostamento dei confini tra sfera privata e sfera pubblica, la tentazione di cancellare l’effetto dirompente di una critica al potere, ‘fuoriuscita’ dalle mura domestiche, ha preso la strada più ovvia e più prevedibile: “i panni sporchi si lavano in famiglia”, “tra moglie e marito non mettere il dito”, tradotto più elegantemente da Barbara Spinelli (La Stampa 6.5.09) nella separazione classica tra casa e pòlis -“Si vorrebbe dal politico la fuoriuscita dall’abitazione privata, il suo spostarsi nell’agorà dove il privato non entra ma viene pudicamente lasciato in anticamera, come il cappotto che attacchi al gancio quando ti metti al lavoro”.
Divorato dal privato, o mai sfiorato dall’idea del pubblico, Berlusconi avrebbe coltivato la rovinosa fusione dei due campi, mosso dal vento che negli anni ’70 spirava in culture diverse, ma soprattutto nei movimenti dei giovani e delle donne femministe. Su questo -dice sempre Spinelli- avrebbe poi costruito “il suo distorto immaginario politico”, la sua politica da “monarca dell’ancien régime”.

LA RIFORMA CONTRO IL FUTURO

di Eleonora Forenza, Zeroviolenzadonne
17 aprile 2012

Il “sospetto” che la crisi l’avrebbero fatta pagare a noi, noi che siamo il 99%, lo abbiamo avuto subito. Nei cortei dell’Onda già dal 2008, e poi nel 2010, sui tetti occupati e nei tumulti che si opponevano alla distruzione dell’università pubblica operata dalla Gelmini e al mercimonio che garantì l’ultima fiducia a Berlusconi, si lanciavano gli slogan «noi la crisi non la paghiamo», «noi non pagheremo la vostra crisi».

QUANDO IL CORPO E' DELLE ALTRE

di Anna Simone
17 gennaio 2012

Non è strano registrare quanto, di fatto, la “libertà femminile”, evocata o reale che sia, costituisca oggi uno dei laboratori privilegiati attraverso cui sperimentare gli ultimi dispositivi del “governo dei corpi”. La dicotomia che contrappone il bene al male passa sempre attraverso la costruzione di ordini del discorso che tendono ad “oggettivare” il corpo femminile per finalità puramente strumentali. Lo abbiamo visto chiaramente durante il periodo degli “scandali” sessuali che hanno coinvolto l’ex presidente del consiglio.

NON PER "GENTILE CONCESSIONE"

di Doriana Righini (Donne Calabresi in Rete)  

E’ del 20 ottobre scorso il sintetico comunicato della Ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, riguardante il varo del Piano nazionale antiviolenza (1). Secondo quanto si legge, la strategia di contrasto alla violenza sulle donne viene finalmente delineata su base nazionale. I fondi destinati a sostenere politiche ed iniziative, coordinate in ambito sociale, ammontano a 18 milioni di euro. Carfagna aggiunge: "…L'Italia vanta servizi di assistenza e tutela per le donne vittime di violenza molto avanzati e moderni che, però, spesso, hanno accusato in passato difficoltà dovute all'assenza di una strategia complessiva…".

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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