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ZeroViolenza

di Lea Melandri

Il sussulto di “dignità” e l’invito che oggi, da schieramenti diversi, viene rivolto alle donne, affinché si ribellino all’immagine degradante con cui sono rappresentate dalla pubblicità e dalla televisione, non deve trarre in inganno. Il corpo femminile occupa la scena mediatica da molti anni, l’immaginario pornografico maschile ha contaminato ormai ogni ordine di discorso e di linguaggio, l’esibizione e il voyeurismo, sapientemente amalgamati dai reality show, sono subentrati, se mai è esistita, alla fruizione passiva dello spettatore.

NON SOLO ADRIANA. IMMAGINI DI DONNE A BORDO RING

di Daniela Pastor
"Adriaaaaaaaana" gridava Rocky, l’occhio chiuso e il volto tumefatto.
"Non ce l’avrei mai fatta senza di te, Adriana" le dice trent’anni dopo, finito l’ultimo incontro e deposti i fiori sulla tomba di lei.
Forse è questa la figura più tradizionale e rassicurante di donna che immaginiamo accanto ad un pugile. Magari più sensuale di Talia Shire-Balboa e con le curve e il sorriso di  Renée Zellweger  di Cinderella man, ma come  riposo del guerriero, compagna dolce e forte, che nasconde lacrime e ansia  prima che lui salga sul ring, pronta a stringerlo fra le braccia  e curargli le ferite al rientro a casa.

Ansa Osservatorio Balcani  (01.09.2009)
Violenza sessuale in contesti di guerra, una fattispecie criminale ben presente nei maggiori conflitti degli anni novanta. E' la giurisprudenza del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia ad aver contribuito a sensibili avanzamenti in materia di punibilità giuridica di tali crimini.

di Sonia Giari
Il ricorso diffuso all'uso di crimini di natura sessuale è una costante comune ai conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità sino ad oggi.

Genova. Condanne inutili ed inique

di Fabio Marcelli*
19 luglio 2012

Suscita forti perplessità la decisione della Corta di Cassazione di confermare, sia pure con qualche sconto di pena già concesso o prevedibile in seguito a rinvio, le pesanti condanne inflitte a vari manifestanti di Genova.
Le perplessità nascono dalla spropositata lunghezza dei periodi di carcere che i condannati dovrebbero scontare, per comportamenti obiettivamente non dotati in quella misura di un crisma di antigiuridicità ed allarme sociale.

IO SONO LA MIA DIPENDENZA

di Ambrogio Cozzi, Zeroviolenzadonne
13 marzo 2012

Si è assistito negli ultimi tempi ad un cambiamento nella rappresentazione clinica e sociale delle tossicodipendenze. Il tentativo più recente tende a riconsiderarla come uno dei nuovi sintomi,  ad includerla quindi nelle forme contemporanee del sintomo. Questo corrisponde ad un tentativo di comprensione del legame delle manifestazioni sintomatiche con l'epoca in cui si manifestano, quasi a cercare di rendere conto dell'intreccio stretto tra mondo sociale e declinazioni psicologiche individuali,
di Ambra Pirri
31 maggio 2011

Questo è un tentativo di riflessione sul rapporto che ha legato e slegato, da ormai quasi quaranta anni, teoria lesbica e teoria femminista a partire da due concetti chiave: uno, l’eteronormatività o, come si diceva un tempo, l’eterosessualità obbligatoria è (stato) uno strumento analitico fondamentale per l’elaborazione teorica lesbica; l’altro, il patricarcato, appartiene tanto alla teoria femminista quanto a quella lesbica. Tuttavia solo per il pensiero lesbico eterosessualità obbligatoria e patriarcato sono tra loro strettamente intrecciati.
Il femminismo afro-americano e quello post-coloniale, ambedue particolarmente attenti ai rapporti di potere, considerano eteronormatività e patriarcato fondanti nell'addomesticamento delle donne, e ne hanno analizzato snodi e intrecci fin dalla fine degli anni Settanta.

di Maria Grazia Campari e Lea Melandri

Abbiamo deciso di avanzare una proposta in prospettiva delle elezioni regionali fissate per il mese di marzo del prossimo anno, oltre che sulla scorta delle recenti manifestazioni contro la violenza sessista.
L’iniziativa di proporre alla Regione Lombardia -dove abitiamo- un piano contro la violenza sessista si ricollega, però principalmente, ad un disegno di presa di parola femminista nello spazio pubblico, che occupa da qualche tempo le nostre riflessioni.

Condanne genova

di Fabio Marcelli*
19 luglio 2012

Suscita forti perplessità la decisione della Corta di Cassazione di confermare, sia pure con qualche sconto di pena già concesso o prevedibile in seguito a rinvio, le pesanti condanne inflitte a vari manifestanti di Genova.
Le perplessità nascono dalla spropositata lunghezza dei periodi di carcere che i condannati dovrebbero scontare, per comportamenti obiettivamente non dotati in quella misura di un crisma di antigiuridicità ed allarme sociale.

EREDI DI UNA LIBERTÀ CONTROVERSA

di Lea Melandri

Circa quarant’anni fa faceva il suo ingresso nella vita pubblica una generazione ‘imprevista’ di donne, destinata a cambiare usi e costumi e persino la categorie storiche della politica, e ne nasceva al medesimo tempo un’altra che per effetto di quella ‘rivoluzione’ avrebbe potuto vivere, se non in modo meno problematico, sicuramente meno oppressivo la propria appartenenza al sesso femminile.
Nella rubrica di Posta del cuore che tenni all’inizio degli anni ’80 sul settimanale “Ragazza In”, le adolescenti si firmavano “Lacrima ‘68”, “Inquietudine ‘71”, ma non ci misero molto a raccontarsi, tramite lettera, con la lucidità di analisi che era stata delle loro madri nei gruppi di autocoscienza.

COPPIE DI CORPI NARRANTI

di Barbara Mapelli

Appaiono di frequente sui periodici, soprattutto femminili, le immagini di queste coppie quasi-gemellari – spesso bionde, capelli lunghi, grandi sorrisi, abbigliamento identico, sia esso elegante o casual.
Sono entrate ormai nel novero dei nuovi stereotipi: madre e figlia quasi indistinguibili, profili idealizzati di una realtà più diffusa, che non è certamente solo quella patinata delle riviste, e che quindi non si può sbrigativamente archiviare soltanto come prodotto di astuti messaggi pubblicitari.
Alcune di queste immagini lo sono senz’altro, ma in ogni caso parlano di modelli che in forme meno visibili, meno sensazionali, ci riguardano da vicino, popolano la nostra vita quotidiana.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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