ZeroViolenza

DA STONEWALL AL PAY PRIDE

di Porpora Marcasciano

Sono tanti e soprattutto seri i motivi che fanno immaginare il pride del 3 luglio a Roma come altro, totalmente altro dall’evento che eravamo abituati a festeggiare. Tante le ragioni per dissociarsene e sentirlo distante dal nostro orgoglio.
Del resto era prevedibile che in un’Italia dove tutto si è storto, il Pride seguisse la stessa sciagurata tendenza!
Nella sua organizzazione, salta vistosamente all’occhio l’assenza delle persone trans, sia a livello simbolico che fisico, eppure sono state proprio loro ad aprire il percorso della liberazione.
A causa di un pregiudizio antico che affonda le sue radici in una cultura maschilista e sessuofobica, le persone transessuali sono considerate anormali, degenerate, quindi non degne di rispetto. Fortemente emarginate perché definite socialmente pericolose, escluse perché non rientrano nei modelli stabiliti, la stragrande maggioranza di esse è costretta a vivere in condizioni di grande disagio. Salvo poche eccezioni, questa realtà è comune a gran parte dei paesi del mondo e da quanto denunciato da un rapporto di Amnesty International in alcuni è ancora punita con la pena di morte, con il carcere, con la tortura. Negli ultimi anni, in Italia la violenza nei confronti delle persone transessuali ha raggiunto  livelli preoccupanti, nel solo 2008 sono state 9 quelle uccise e già 4 nei primi due mesi del 2009. Secondo le associazioni il dato non è esatto e andrebbe rivisto in quanto l’esperienza transessuale non sempre traspare dai rapporti di polizia perchè i documenti delle vittime, durante il transito riportano ancora il nome di nascita. Dalla lista che ogni anno viene compilata per il 20 Novembre, la giornata dedicata in tutto il mondo alle persone trans uccise, l’Italia detiene il triste primato degli omicidi. Tutto questo non può essere un caso, in Italia infatti, negli ultimi anni si è assistito a un preoccupante rigurgito di razzismo e omofobia. Politiche e campagne informative basate completamente sulla paura  del diverso, sulla minaccia alla solidità sociale rappresentata da tutto ciò che esula dai valori tradizionali. Molte delle aggressioni a travestiti e transessuali risultano essere di matrice politica, tutte riconducibili a bande o gruppi della galassia dell’estrema destra. In alcuni loro siti si possono leggere più o meno chiaramente programmi omofobi e trans fobici ed esplicite rivendicazioni di attacchi a transessuali, gay e lesbiche.

LE BUONE MADRI CHE UCCIDONO

di Barbara Mapelli

La maternità vive oggi, tra le molte, una contraddizione che appare ed è di fondo: si fanno pochi figli, ma l’obbligo a essere una buona madre è sempre più prescrittivo. Proprio perché divenire madre è ormai, prevalentemente, una scelta, che può avvenire una o due volte nella vita di una donna - così scriveva alcuni anni fa Chiara Saraceno - questa scelta assume una dimensione problematica, che deve essere integrata, più o meno consapevolmente, nell’insieme delle esperienze della vita di una donna, nei suoi progetti, nelle prospettive e organizzazione quotidiana e biografica.
Lo “scandalo etico del capitalismo contemporaneo”, secondo la felice epressione di J. P. Fitoussi, consiste certamente nella globalizzazione della povertà, con la precisazione doverosa che il fenomeno opprime con pesi differenziati le donne e gli uomini in ogni luogo del pianeta, anche nella porzione di Occidente in cui viviamo.
Secondo accreditate rilevazioni statistiche, anche in Europa la povertà è femminile e in Italia lo è particolarmente, posto che per le donne l’occupazione raggiunge solo il 46% contro una media europea del 57%, mentre il loro livello retributivo, in media, non raggiunge neppure il 75% di quello maschile.
Le pressioni normative – poco contrastate- provenienti dall’Unione europea in tema di relazioni industriali, vanno tutte nel senso di aumentare la flessibilità del lavoro derogando dalle più favorevoli regole nazionali. Si manifesta da gran tempo un’Europa a-sociale che presenta il conto della crisi ai soggetti svantaggiati, destinati a pagare in termini di disoccupazione, di lavoro intermittente e precario scarsamente retribuito, di orari orari flessibili (prolungati o accorciati a discrezione), pensioni cancellate.
E’ la legge patriarcale/mercantile, strutturata sull’ordine maschile/proprietario che prevede la disponibiltà degli esseri umani posti in situazione di subalternità dalla concentrazione del potere nelle direzioni di impresa, che rende le vite femminili soggette al bisogno e ai molti conseguenti soprusi.
di Lisa Canitano
Vita di donna ONLUS


Questa settimana va in discussione, alla Regione e a tappe forzate, la proposta di legge dell'onorevole Tarzia sui Consultori familiari. Con questa proposta si vuole cancellare l'istituzione dei consultori, come strutture sanitarie laiche e accoglienti, nei confronti di qualunque pensiero e qualunque scelta. Secondo questa proposta, infatti, i servizi consultoriali verranno affidati alle associazioni di famiglie che hanno come scopo la difesa della vita fin dal suo concepimento e il servizio pubblico, è testuale, andrà in subordine rispetto a queste associazioni private.

Il blog di Giuliana Sgrena il 12 aprile ci ha informato che Sitara Achikzai, eletta nel consiglio di Kandahar nel sud dell’Afghanistan ed impegnata nella difesa dei diritti delle donne, è stata assassinata da due uomini armati mentre tornava a casa dal lavoro, a piedi. Dove sono quei governi, capi di stato e uomini politici che si sono indignati per la legge che intendeva legalizzare lo stupro da parte dei mariti e perché non mostrano lo stesso sdegno per l'assassinio di una donna politica che vi si è opposta mettendo a rischio la sua vita?

Accanto all’allarme per la crisi economica, la disoccupazione crescente, le manovre dei potenti della Terra per porre un argine alla rabbia dei ceti più colpiti, nelle ultime settimane sono tornate ad occupare un posto non trascurabile questioni che vengono ancora genericamente riferite alla vita personale, alla sfera intima, alla coscienza del singolo, benché sempre più intersecate con le istituzioni della ‘cosa pubblica’. Da un lato, è passata, come sempre, la cronaca pressoché quotidiana degli stupri e degli omicidi in famiglia, con l’unica variante del tipo di parentela che ogni volta lega la vittima all’aggressore. Dall’altro, si è venuto imponendo, per circostanze tra loro apparentemente lontane, un dibattito acceso su leggi e principi costituzionali, parlamenti e Consulte, diritti, libertà delle persone e poteri dello Stato, laicità e imposizioni religiose, garanzie democratiche e consuetudini tribali.

In seguito a svariati tentativi di emanare una legge organica “di sensibilizzazione e prevenzione contro la violenza in famiglia” (disegno di legge del precedente governo), è stato varato dalla Camera dei Deputati il 29 gennaio scorso, l’articolato che prevede il nuovo reato di “stalking” o “atti persecutori”. Come valutarlo?
Per una valutazione sensata, converrà forse allargare lo sguardo, poi svolgere alcune considerazioni di merito.
Il Parlamento europeo (di prossima scadenza che ci accingiamo, forse poco utilmente, a rieleggere) ha stabilito con decisione n. 803/2004/CE, che “la violenza fisica, sessuale e psicologica contro i bambini e le donne, ivi comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata, lede il loro diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità, all’integrità fisica ed emotiva e costituisce una minaccia grave per la salute fisica e psichica delle vittime”.

IL POSTO DELLE DONNE E IL GOVERNO MONTI

di Elettra Deiana
22 novembre 2011

Un dissonante concerto di voci, poteri, protagonismi e presenzialismi, tutti rigorosamente maschili e al maschile, ha fatto da sfondo alla crisi che ha investito il nostro Paese e ha chiuso (forse) la partita con il governo Berlusconi. E intanto una regia di primi uomini – il Presidente Giorgio Napolitano, l’aspirante e ora effettivo capo del Governo Mario Monti, il benedicente cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Vaticano – ha messo in scena, come in un finale a sorpresa (per chi crede alle sorprese) l’epilogo salvifico.

GELMINI PIU' LA RUSSA, CHE PAURA!

di Eleonora Cirant

Prendete un pò di Gelmini, miscelate con abbondante dose di La Russa, insaporite con fervore da militari in congedo, rassodate il tutto con gelatina leghista. Avrete cucinato un perfetto polpettone verde-militare da distribuire al desco degli studenti lombardi.
Si tratta del progetto “didattico” suggellato una decina di giorni fa a Milano dalla Ministra per l’Istruzione e dal Ministro della Difesa, che hanno garantito con la loro presenza il sostegno al protocollo “Allenati alla vita”, sottoscritto dal Provveditorato agli studi di Milano e dal Comando militare dell’esercito della Lombardia.

VIOLENZA TERMINABILE E INTERMINABILE

di Adele Nunziante Cesàro
“La violenza domestica è una costante nella vita delle donne di tutto il mondo”. (Seager, 2003).   
“La violenza contro le donne è una piaga globale che continua a uccidere, torturare mutilare, sia fisicamente che psicologicamente, sessualmente ed economicamente. È una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, che nega il diritto delle donne all'uguaglianza, alla sicurezza, alla dignità, all'autostima, e il loro diritto di godere delle loro libertà fondamentali”  (UNICEF, 2000).

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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