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ZeroViolenza

VIOLENZA TERMINABILE E INTERMINABILE

di Adele Nunziante Cesàro
“La violenza domestica è una costante nella vita delle donne di tutto il mondo”. (Seager, 2003).   
“La violenza contro le donne è una piaga globale che continua a uccidere, torturare mutilare, sia fisicamente che psicologicamente, sessualmente ed economicamente. È una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, che nega il diritto delle donne all'uguaglianza, alla sicurezza, alla dignità, all'autostima, e il loro diritto di godere delle loro libertà fondamentali”  (UNICEF, 2000).

MATERNITÀ E PENSIERO DEL MATERNO di Angela Ammirati

Temi controversi in seno al femminismo, l’esperienza della maternità e il pensiero del materno continuano ad occupare uno spazio problematico all’interno del dibattito femminista. Considerata da molti filoni di pensiero come il luogo in cui si inscrive l’identità femminile, la maternità è stata definita come mothering, cioè una “funzione materna” non vissuta come un destino naturale, ma come un patrimonio culturale delle donne; come un ordine simbolico eccedente la legge e la lingua del padre (Irigaray, Muraro); come un continuum creativo dell’esperienza femminile liberata dai suoi aspetti imposti (Adrienne Rich) o ancora come fondamento di una nuova etica (Gilligan, Held). Con l’avvento della rivoluzione tecnologica il discorso sulla maternità e la riproduzione si fa più complesso e se, grazie all’introduzione della pillola contraccettiva, la libertà delle donne, da milenni asservita ai fini biologici e riproduttivi, ha significato libertà dalla maternità subita e da un ruolo sociale stereotipato, oggi il dibattito sulla biotetica e i nuovi modi del nascere pone alle femministe interrogativi ineludibili attorno allo spazio che le bio-tecnologie riservano alla libertà e all’autoderminazione delle donne. In questo orizzonte si colloca la riflessione della studiosa tedesca Barbara Duden che in occasione del ciclo di seminari “Spirali di violenza” (promosso dalla cooperativa “Be Free”) ha tenuto lo scorso 16 aprile presso l’università di “Roma Tre” una Lectio magistralis dal titolo “Il corpo delle donne come luogo pubblico”.

A seguire l’ennesimo stupro, immancabilmente i politici si sentono in dovere di ripristinare l’equilibrio violato: da bravi patriarchi tuonano nei microfoni e sulle pagine di giornali, promettendoci sicurezza e che giustizia sarà fatta, che ci proteggeranno. Una logica subdola, che paradossalmente rimarca quegli stessi istinti alla base dello stupro: la folle idea che il maschio possa “dominare” sul corpo della donna, farne oggetto delle proprie volontà, mero strumento per la realizzazione dei propri desideri….erotici, ma anche politici (come le dichiarazioni di Berlusconi, sul corpo di Eluana che…può anche riprodurre!).

E POI E' MIA MADRE

di Alessio Miceli*, Zeroviolenzadonne
27 marzo 2012

Ci sono due foto nella mia libreria, che mi fanno ancora e sempre una tenerezza struggente. In una di queste foto, mia madre mi tiene, mi circonda nel suo abbraccio, io ho pochi mesi e mi curvo un po’ all’indietro come in una spinta. Nell’altra, mio padre mi fa volare sopra la sua testa, occhi negli occhi, e c’è luce nei nostri sorrisi. In quelle foto, in quei gesti di contenimento della madre e di propulsione del padre, rispetto alla vita altra di un bambino, c’è scritto molto della mia vita ma credo anche delle relazioni fondamentali.

IL DENARO. LA METAFISICA DEL NOSTRO TEMPO

di Angela Ammirati
6 dicembre 2011

Anni di dibattito post-modernista sulla questione del soggetto non unitario, nomade, rizomatico, liquido e sulla fine delle grandi narrazioni ci hanno abituato all’idea di una società che ha smarrito il sogno di un progetto universale in cui credere e una storia comune da raccontare. Scomparsi i grandi eroi, i grandi pericoli, i grandi peripli, i grandi fini per dirla alla Lyotard, al centro ormai sarebbe rimasto solo l’individuo, padrone di sé stesso, libero dalle costruzioni razionali e metafisiche su cui era fondata la morale e dai grand récits che cercassero un senso unitario e complessivo della realtà.

LA PROSTITUZIONE

di Stefano Ciccone

Di cosa parliamo quando parliamo di prostituzione?
Di  prostituzione si parla come di un elemento di degrado delle nostre città a cui si appellano le politiche securitarie che hanno alimentato spinte xenofobe e regressive e portato a militarizzare le città. Come la stazione metro di Roma dove il presidio dei militari non ha però protetto Maricica Hahaianu.
Anche la prostituzione, come la violenza tra i sessi non è un fenomeno estraneo  da cui difenderci, ma frutto della “nostra” qualità delle relazioni tra le persone da interrogare.

IL POZZO DELLE VERITA' SEPOLTE

di Lea Melandri

Quante verità sono rimaste sepolte nel pozzo della campagna di Avetrano, da cui è stato estratto il corpo senza vita di Sarah Scazzi? La diretta Tv, protratta dal programma “Chi l’ha visto?” fino all’esito, ormai prevedibile, della scoperta dell’assassino e del cadavere della vittima, non ha seppellito solo il dolore e la morte, come qualcuno ha scritto. Non è la prima volta che la televisione si appropria di un accadimento di particolare drammaticità e lo spettacolarizza fino a renderlo indistinguibile da un qualunque serial a carattere poliziesco.

UN VERO UOMO?

di Gianguido PAGI Palumbo

Chi è oggi un “Vero Uomo”, come un giornale russo ha definito il nostro Premier?
Negli ultimi giorni sono stati pubblicati su questo tema quattro articoli molto belli e utili, che mi hanno spinto a scrivere queste righe: Ida Dominijanni  sul Manifesto del 14 luglio (Uomini che amano le donne), Chiara Saraceno  sulla Repubblica del 24 luglio (La sindrome del maschio), Eva Cantarella  intervista da Rinaldo Gianola sull’Unità di domenica 26 luglio (Il sesso e il potere)  e John  Lloyd sulla Repubblica del 27 luglio (Perché per noi inglesi Silvio è inconcepibile).

DICESI MIGNOTTA

di Assunta Sarlo
Una sera a cena da amici (simpatici, democratici e perbene).
“Siamo in una mignottocrazia!” dice uno. Una smorfia, e nasce un dibattito acceso – di quelli che rischiano di rovinare le cene (per fortuna così non è stato).
“Allora” – dice lei, un filo aggressiva “ delle donne non si può mai parlare male, sono sempre e comunque vittime?”.


Le scadenze elettorali italiane ed europee sollecitano qualche pensiero sullo spazio pubblico la cui pratica ha molto a che fare con la violenza sessista.
Il pensiero è anche sostenuto da notizie di stampa e rilevazioni statistiche. Il Sole 24 Ore  (19.5.2009) titola “L’Europa corre dove la donna conta” e annota miglioramenti legislativi in tema di sanità, ambiente, welfare là dove la presenza politica femminile nei ruoli decisionali è più elevata, circostanza che, per un circolo virtuoso, può anche favorire una maggiore presenza femminile in economia.

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