ZeroViolenza

LE MARGINALI

di Silvia Giacomini, Associazione Antigone

Tra le molteplici difficoltà in cui si trova impigliata la donna contemporanea, c’è anche quella di essere sempre in una condizione di marginalità tra i marginali, così le straniere richiuse nei Centri di Identificazione ed Espulsione, così le detenute ristrette in carcere.
Da qui nasce il bisogno di parlare di detenzione femminile e al femminile, perché le donne rinchiuse negli istituti penitenziari in Italia e in Europa sono marginali per diversi motivi: numericamente non superano mai il 5% della popolazione detenuta totale; qualitativamente vivono in istituzioni create da uomini per rinchiudere uomini, e sostanzialmente affrontano problemi specifici del proprio genere con strumenti pensati per esigenze maschili.

LA FELICITA' DEL POTERE

di Monica Pepe

Uscendo fuori dal palazzo si ricade in un nuovo dentro… il penitenziario del consumismo. E i personaggi principali di questo nuovo penitenziario sono i giovani…” (Pierpaolo Pasolini, Intervista al Corriere della Sera, 1 agosto 1975)

Come resistere oggi alla brutalità del potere politico?
Un potere che ha dilatato la propria capacità persecutoria nei confronti di chi ha bisogno, scaraventando persone e categorie nella condizione di non poter affrontare il vivere quotidiano nella sua essenziale materialità e dignità, e impedendo di fatto la crescita conseguente di relazioni umane, civiche, pubbliche.
Squame di potere che si nutrono della fragilità di chi ha bisogno, per legittimare la propria crudeltà a modello pubblico e privato. La demonizzazione dell’altro da somministrare come verità sociale da interiorizzare.

Testimonianza di Mehmooda, esponente RAWA
traduzione a cura del CISDA

Otto anni fa il governo USA e i suoi alleati riuscirono a legittimare con successo  l’invasione militare in Afghanistan, e a deludere così sia il popolo statunitense che il mondo intero sventolando bandiere che inneggiavano a “liberazione delle donne afgane”, “democrazia” e “guerra al terrorismo”.


di Monica Pepe

“Che scienza è senza umanità? Non comprendo perché le persone che hanno studiato non vogliano condividere la conoscenza con le popolazioni indigene che ne hanno bisogno.  L’Università della Selva comunque è qui che ti aspetta, quando vuoi tornare sarai la benvenuta”. E’ Consuelo a parlarmi, una ‘promotora de salud avanzada’ de la Realidad, cuore del territorio zapatista, uno dei 5 caracoles che riuniscono il territorio delle comunità rivoluzionarie del Chiapas.

"Una violenza dalle molte facce" di Lea Melandri

Negli stessi giorni in cui lo stupro avvenuto a Guidonia veniva gridato a lettere cubitali sulle prime pagine dei quotidiani, passavano in sottofondo, come ‘brevi di cronaca’, violenze maschili meno spettacolari, ma soprattutto meno dicibili: una donna maltrattata e costretta dal marito a prostituirsi, due bambine violentate per anni dallo zio materno, una figlia insidiata dal padre, un uomo che uccide la moglie e la sorella perché “non gli davano più soldi”.

Genova 2001: uno straordinario fallimento

di Fabrizio Crasso, Lipperatura
10 luglio 2012

A pochi giorni e ore dalla sentenza di quello che per anni gli attivisti di supporto legale hanno chiamato il "nostro processo", non è facile fare considerazioni. Non è facile perché la vita di una decina di persone potrebbe essere definitivamente rovinata. Non è facile perché la retorica è dietro l’angolo.
Del resto in questi 11 anni abbiamo detto, raccontato, fatto di tutto, senza suscitare la giusta attenzione.

Genova è dentro di noi

di Graziella Mascia, Zeroviolenzadonne
12 giugno 2012

Ho firmato con grande partecipazione l’appello per difendere i/le dieci imputati/e per i fatti del G8 di Genova 2001. Non solo perché considero il reato di devastazione e saccheggio un vecchio residuo del fascismo. Ma perché è stato chiaro da subito, dieci anni fa, che i/le dieci erano stati scelti come capri espiatori di una vicenda, quella del movimento no-global, che voleva essere chiusa anche in modo simbolico.
di Marisa Rodano, Zeroviolenzadonne
29 maggio 2012

Nelle scorse settimane la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge (testo unificato delle proposte di Beatrice Lorenzin del PDL e Sesa Amici del PD) per una più equa rappresentanza di genere negli enti locali. Vi si introduce il principio della “doppia preferenza”, cioè la possibilità per gli elettori e le elettrici di esprimere due preferenze, anziché una sola, purché destinate a un uomo e a una donna; vi si prevedono norme per la “par condicio di genere” nelle trasmissioni televisive di carattere elettorale.

DESIDERIO MASCHILE E PATRIARCATO

di Gabriele Lenzi
31 gennaio 2012

Viviamo circondati da una continua proposta mediatica di modelli di desiderio maschile, in cui sono mostrati sia soggetti che desiderano sia oggetti da desiderare (un presentatore dice a una valletta di voltarsi in modo che lui e il pubblico possano vederle il sedere). Lorella Zanardo e collaboratori, a partire dal progetto Il corpo delle donne, hanno denunciato l’incessante rappresentazione mediatica italiana di un modello relazionale che prevede per la donna il ruolo di giocattolo erotico da baraccone, oggetto a un tempo di desiderio e di sopruso, e che stabilisce per l’uomo il ruolo complementare di chi ha il desiderio, e il potere, di ottenere/mantenere quella posizione della donna.

AL SUD NON SI MUORE SOLO DI LAVORO NERO

di Celeste Costantino
11 ottobre 2011

Piangiamo le vittime, ci colpiscono l’età e il sesso. Eppure tra un po’ non ce ne ricorderemo più. Fino alla prossima volta. Perché di quello che è successo a Barletta se n'è parlato tanto in questi giorni, ma non è abbastanza. Barletta non è un caso: non era un’emergenza né una calamità naturale. Cinque persone – cinque donne, cinque giovani tra cui una minorenne di 13 anni – hanno perso la vita e non è stato un incidente, non è stata una casualità.
Lo capisci non solo pensando a tutto quello che si poteva fare e non è stato fatto. Lo capisci soprattutto dalle reazioni, da come si esprime la gente di Barletta, anche dalla scelta della denuncia.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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