ZeroViolenza

di Marisa Rodano, Zeroviolenzadonne
29 maggio 2012

Nelle scorse settimane la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge (testo unificato delle proposte di Beatrice Lorenzin del PDL e Sesa Amici del PD) per una più equa rappresentanza di genere negli enti locali. Vi si introduce il principio della “doppia preferenza”, cioè la possibilità per gli elettori e le elettrici di esprimere due preferenze, anziché una sola, purché destinate a un uomo e a una donna; vi si prevedono norme per la “par condicio di genere” nelle trasmissioni televisive di carattere elettorale.

DESIDERIO MASCHILE E PATRIARCATO

di Gabriele Lenzi
31 gennaio 2012

Viviamo circondati da una continua proposta mediatica di modelli di desiderio maschile, in cui sono mostrati sia soggetti che desiderano sia oggetti da desiderare (un presentatore dice a una valletta di voltarsi in modo che lui e il pubblico possano vederle il sedere). Lorella Zanardo e collaboratori, a partire dal progetto Il corpo delle donne, hanno denunciato l’incessante rappresentazione mediatica italiana di un modello relazionale che prevede per la donna il ruolo di giocattolo erotico da baraccone, oggetto a un tempo di desiderio e di sopruso, e che stabilisce per l’uomo il ruolo complementare di chi ha il desiderio, e il potere, di ottenere/mantenere quella posizione della donna.

AL SUD NON SI MUORE SOLO DI LAVORO NERO

di Celeste Costantino
11 ottobre 2011

Piangiamo le vittime, ci colpiscono l’età e il sesso. Eppure tra un po’ non ce ne ricorderemo più. Fino alla prossima volta. Perché di quello che è successo a Barletta se n'è parlato tanto in questi giorni, ma non è abbastanza. Barletta non è un caso: non era un’emergenza né una calamità naturale. Cinque persone – cinque donne, cinque giovani tra cui una minorenne di 13 anni – hanno perso la vita e non è stato un incidente, non è stata una casualità.
Lo capisci non solo pensando a tutto quello che si poteva fare e non è stato fatto. Lo capisci soprattutto dalle reazioni, da come si esprime la gente di Barletta, anche dalla scelta della denuncia.

LA SCUOLA DEI SENTIMENTI

di Simona Marino
13 settembre 2011

Interrogarsi sui compiti che attendono la scuola nel terzo millennio significa andare al di là di un modello educativo impostato sull’acquisizione di saperi e competenze. La complessità del processo di globalizzazione, che negli ultimi anni ha prepotentemente investito anche il mondo della scuola, come pure la crisi valoriale che ha intaccato i modelli formativi e il senso di precarietà che impedisce la progettazione di un possibile futuro, accompagnati dal labirinto di informazioni del sistema massmediatico inducono ad una riflessione critica su gli obbiettivi e i metodi del percorso educativo in ambito scolastico.
di Eleonora Cirant

Nel 2005, proprio in questo periodo, in molte eravamo impegnate nella campagna di referendum per abrogare alcune parti della legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita. Non convinte che la strada referendaria, voluta dai Radicali fosse la più opportuna, ci demmo tuttavia da fare, intendo noi donne delle associazioni, dei gruppi e dei collettivi che compongono i femminismi italiani. Provavamo, in quei mesi di campagna referendaria, se non a sciogliere almeno ad evidenziare i nodi di una materia complessa.

BERLUSCONISMO SPECCHIO DELL'ITALIA

di Annamaria Rivera

Per favore, non si chiami sultanato il regime berlusconiano. E non si parli di harem o di suq quando si cerca di definire le pratiche sessuo-mercantili dell’indegno capo del governo italiano. Gli stereotipi orientalisti, lasciamoli a Giovanni Sartori, l’illustre politologo (1). Il quale a tal punto è ossessionato dall’invasione dei saraceni da teorizzare, fin dal 2000 (2), la “radicale non integrabilità” degli “islamici” (si noti il linguaggio, davvero da fine studioso), suggerendo come rimedio l’immigration choisie di migranti di confessioni altre da quella musulmana: alla faccia del conclamato liberalismo.

MADRI SINGLE: UNA RIVOLUZIONE CHE GUARDA AL PASSATO

di Lea Melandri

I mariti, gli amanti passano, i figli restano; vacilla la stabilità della famiglia, cresce in percentuale il numero delle donne che, secondo i dati della clinica Mangiagalli di Milano, al momento del parto non indicano il padre del bambino. Il cognome che ha rappresentato per secoli il passaggio della filiazione sotto l’egida paterna subentra caso mai in un secondo tempo, legittimato dalla donna, presso gli uffici anagrafe del Comune. E’ questa la “rivoluzione” epocale riportata alla fine di dicembre sui maggiori quotidiani nazionali con la sottile ambiguità che accompagna ancora i processi emancipatori del sesso femminile.

L'ISOLA CHE C'E'

di Barbara Romagnoli

Cosa hanno in comune Silvia Sanna (giovane scrittrice, già ex maestra cassintegrata), Alessandra Carnicella (lavoratrice ex Eutelia), Rossella Muroni (direttrice generale Legambiente), Claudia Bernardi (dottoranda della rete Laboratori Precari delle università di Roma) e Samuela Meci (lavoratrice Omsa)? Almeno tre cose.
La prima: si sono ritrovate l’una accanto all’altra, qualche sera fa a Roma, per animare un dibattito sull’occupazione dell’ex carcere dell’Asinara da parte di un gruppo di cassintegrati, che ha raggiunto la notorietà anche per aver parodiato il noto reality dell’isola dei famosi.

di Stefano Ciccone

Come uomini di maschile plurale abbiamo incontrato le donne promotrici delle manifestazioni contro la violenza maschile, quelle impegnate nei centri antiviolenza su un comune impegno: quello di far emergere che la violenza non è questione di ordine pubblico né può essere strumentalizzata per alimentare politiche xenofobe ma chiama in causa tutti gli uomini, chiede un “cambio di civiltà” nelle relazioni tra i sessi.

A SCUOLA DI PARITÀ PER VALORIZZARE LE DIFFERENZE

di Viviana Rosi

La scuola è o dovrebbe essere il luogo deputato alla formazione dei cittadini e delle cittadine di domani. Nel percorso di apprendimento dei valori della cittadinanza, tra le mille informazioni di quella che un tempo si chiamava “educazione civica”, un posto non secondario dovrebbe essere occupato dall’educazione alle pari opportunità e alla cultura di genere. Purtroppo non accade molto di frequente né che vengano adottate prospettive di genere nell’insegnamento delle materia curricolari né che vengano promossi progetti didattici che mirino a leggere le differenze di genere come risorsa collettiva e non come causa scatenante di inaccettabili discriminazioni.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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