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ZeroViolenza

A SCUOLA DI PARITÀ PER VALORIZZARE LE DIFFERENZE

di Viviana Rosi

La scuola è o dovrebbe essere il luogo deputato alla formazione dei cittadini e delle cittadine di domani. Nel percorso di apprendimento dei valori della cittadinanza, tra le mille informazioni di quella che un tempo si chiamava “educazione civica”, un posto non secondario dovrebbe essere occupato dall’educazione alle pari opportunità e alla cultura di genere. Purtroppo non accade molto di frequente né che vengano adottate prospettive di genere nell’insegnamento delle materia curricolari né che vengano promossi progetti didattici che mirino a leggere le differenze di genere come risorsa collettiva e non come causa scatenante di inaccettabili discriminazioni.

USI DELL’EROTICO - L’EROTICO COME POTERE

di Audre Lorde

http://www.fuoricampo.net/audrelorde/usidell.html

Ci sono molti generi di potere, usato e non usato, riconosciuto o meno. Quello erotico è una risorsa dentro ciascuna di noi che giace su un piano profondamente femminile e spirituale, fermamente radicata nel nostro potere di sentire, non espresso o non riconosciuto. Per perpetuare se stessa, ogni oppressione deve corrompere o distorcere nella cultura degli oppressi le varie fonti di potere che possono fornire energia per un cambiamento. Per le donne, ciò ha significato la soppressione dell'erotico in quanto fonte di potere e di informazione nelle nostre vite.
Ci è stato insegnato a diffidare di questa risorsa, svilita, abusata e svalutata nella società occidentale. Da un lato si è incoraggiato il superficialmente erotico come segno di inferiorità femminile; dall'altro le donne sono state indotte a sopportare e a sentirsi sia disprezzabili che sospette, proprio a causa dell'esistenza di questa risorsa.
Da qui alla falsa opinione che solo mediante la soppressione dell'erotico nelle nostre vite e nella nostra coscienza le donne possono essere veramente forti, il passo è breve. Ma quella forza è illusoria, perché è formata nel contesto dei modelli maschili di potere.

La coppia perfetta non esiste

di Antonio Di Ciaccia*, Zeroviolenzadonne
2 ottobre 2012

Come stanno tra di loro un uomo e una donna?
C'è chi sta bene e chi sta male, chi sta male dopo essere stato bene e chi sta bene dopo esser stato male. La cosa si complica al quadrato se si prende la coppia come un'unità. In questo caso è difficile che tutti e due stiano bene: se uno sta male anche l'altro sta male, anche se personalmente lui ritiene di stare bene.

Genova non è finita. Il commento di Nunzio D'Erme

In collaborazione con Radio Popolare Roma

Ascolta l'Editoriale di Nunzio D'Erme durante la puntata di Radio Action dello scorso 12 giugno

CRISI E AMBIGUITA' DELLA CURA

di Paola Melchiori
28 febbraio 2012

Insieme alla questione della violenza, i temi della cura e del lavoro di cura stanno tornando al centro di quanto ci sarà necessario ripensare ulteriormente. Si tratta, anche, di una questione transnazionale che coinvolge in forme diverse ma con livelli di emergenza simili luoghi e livelli di sviluppo tra i più lontani e diversi tra loro: tocca infatti il sostrato, l’essenza del patriarcato, nella sua congiunzione e confusione di potere economico e simbolico.

SAN VALENTINO A PARTE, L'AMORE E' UNA FESTA?

di Daniela Brancati
14 febbraio 2012

Non so riflettere sull’amore. Perché nulla come l’amore lo devi sentire.
Provo allora a raccontare qualcosa sulla mancanza d’amore. O su come puoi trovare l’amore ovunque.
Ho conosciuto Gianna Jessen in tv. Eravamo separate da molti chilometri – lei a Milano io a Roma – e unite da un collegamento televisivo. È una 38enne statunitense dall’apparenza molto normale. Ma la sua storia non è normale.
di Federica Ruggiero
8 novembre 2011

Il costante aumento del fenomeno migratorio sta trasformando la nostra società in un arcipelago multiculturale in cui traspaiono però, sempre più nitidamente, i limiti e le difficoltà ad intraprendere un cammino verso una società realmente pluralista e interculturale. A tal proposito sembra doveroso interrogarci sulla natura del nostro sguardo, che si poggia su chi consideriamo o percepiamo come Altro/a da noi.
Benché la società contemporanea offra molteplici spunti di riflessione su questioni relative all’intercultura e a volte sulle sue difficoltà di realizzazione, il fenomeno delle Mutilazioni/modificazioni genitali femminili (MGF) può essere particolarmente emblematico per analizzare la nostra predisposizione epistemologica in proposito.
di Anna Simone
25 ottobre 2011

Tra le innumerevoli parole che sono state spese e ancora si spendono sul 15 ottobre ce n’è una fondativa, almeno secondo me. E’ l’incipit di uno scritto pubblicato sul blog di “figlie femmine”. Alcune donne, con estrema lucidità, scrivono: “Il desiderio di esprimerci sull’esperienza del 15 ottobre parte da una serie di sommovimenti interni ai nostri corpi, più che da un’esigenza di far parte della tempesta di “comunicati”. Un comunicato è un participio passato, noi speriamo di metterci in comunicazione”. Desiderio, corpo, comunicazione. Tre parole che dicono di un “fare” politica a partire dalle nostre esperienze reali, dalle nostre vite, dal nostro bisogno di relazione.

SOLDI, SESSO E POTERE AI TEMPI DELLA CRISI

di Bianca Pomeranzi
27 settembre 2011

C’è qualcosa di estremamente soffocante nel clima di crisi e di scandali che si respira in Italia in questi mesi. Qualcosa di estremamente pericoloso non solo per la vita materiale, ma soprattutto per la perdita di senso logico. La continua teoria di intercettazioni illeggibili e di talk show televisivi non fa che acuire l’impotenza che ciascuno di noi prova di fronte a tanta banalità al potere al punto che viene da augurarsi uno sciopero delle parole.

L'ALTRA FACCIA DEL LAVORO

di Elettra Deiana
21 giugno 2011

Il problema è antico e annoso, irto di ambiguità, contraddizioni, colpevoli rimozioni, come è, da sempre, la storia delle relazioni tra donne e uomini nell’intreccio tra sfera privata e sfera pubblica, tra personale e politico, tra arcaico e moderno. E tra cittadinanza e Stato: sempre zoppicante la prima, quando riguarda le donne, sempre misogino il secondo, quando deve loro rendere giustizia. Lo chiamammo – quel problema – intreccio tra lavoro di riproduzione sociale e lavoro di produzione, il primo intestato alle donne come un “destino naturale”, che aspramente contestammo; l’altro espressione pratica e soprattutto simbolica degli uomini, via via però abbracciato da molte del nostro sesso, come la grande occasione dell’emancipazione, che le donne percorsero con impeto, per necessità, voglia di libertà, sfida alle tradizioni.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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