ZeroViolenza

COSTRUIAMO INSIEME IL CAMBIAMENTO, SE NON ORA QUANDO?

di Nicoletta Dentico*

Sospetto che in nessun modo si possa sminuire il significato delle 230 città italiane e delle numerose città del mondo mobilitate intorno alla questione di genere in Italia, lo scorso 13 febbraio. Lo dico con lo stupore incredulo di chi ha partecipato direttamente alla messa a punto dell’iniziativa e l’ha vissuta, se volete, con la prospettiva del palco. Forse, è ancora necessario fare uno sforzo di interpretazione per comprendere che cosa sia veramente successo.
Mi sembra che si possa parlare della irruzione della realtà, con le sue molte espressioni e le sue diverse parole, a scardinare la proditoria rappresentazione mediatica delle cose, o troppo voyeurista o troppo politicista. La ingombrante mobilitazione del 13 febbraio ha incrociato un fiume carsico di desiderio civile, di attese, di voglia di esserci.

CHE SENSO HA PARLARE DI BADANTI?

di Sabrina Marchetti

Quando si parla di donne straniere in Italia, quella della “badante” sembra essere una delle poche immagini disponibili (assieme al suo contraltare: la prostituta). Non passa giorno che non venga dedicato almeno un titoletto a vicende che la riguardino. Il famigerato clickday 2011 consentirà quest'anno l'ingresso in Italia a 30mila “colf & badanti”, un numero considerevole, benché inferiore alle reali necessità. E sicuramente grande attenzione hanno ricevuto le ultime regolarizzazioni del settore: nel 2002, con 340mila permessi, e nel 2009, con 295mila domande presentate(1).

A fronte di tanta attenzione mediatica è importante, per chi è sensibile alle questioni di genere e al tema della migrazione, discutere di cosa veramente significhi “parlare di badanti” e interrogarsi sul perché le loro storie debbano continuare ad interessarci.

IL PAPA E L'EDUCAZIONE SESSUALE OGGI

di Barbara Mapelli

Imperscrutabili sono talvolta – almeno per me e, credo per molti altri e altre, credenti e non – le intenzioni dell’attuale Papa. Difficile comprendere quali strategie politiche stiano al fondo di una serie di atti, dichiarazioni pubbliche, che assumono naturalmente e subito una straordinaria risonanza come ogni parola che venga pronunciata da quella sede. Qualche giorno fa l’attacco ai nomi ‘non tradizionali’, e la difesa dunque di scelte quali Giuseppe, Maria, Giovanni per i nuovi nati e nate contro Deborah, Samantha, Kevin….

NON POSSUMUS

di Barbara Mapelli

Non possumus. Si può riassumere con queste parole la posizione espressa dal Papa nel libro-intervista “Luce del mondo”, curato dal giornalista tedesco Peter Seewald, a proposito dell’ennesima negazione del sacerdozio alle donne. Ricordando che la Chiesa Cattolica è ormai l’unica a formulare ancora questa proibizione, a erigere questo steccato, leggiamo le parole pronunciate, almeno quelle che, tra virgolette, riportano i quotidiani.

“La Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale. Non si tratta di non volere, ma di non potere. Il Signore ha dato una forma alla Chiesa (…). Seguirla è un atto di obbedienza, nella situazione odierna forse uno degli atti di obbedienza più gravosi…” (Corriere della Sera, 21 novembre 2010).
di Barbara Pettine, Fiom Nazionale

Nel corso del 2009 oltre 600.000 metalmeccaniche e metalmeccanici sono state/i coinvolti dalla cassa integrazione e hanno visto diminuire  i loro redditi di circa il 50%: la precarietà del lavoro è diventata condizione di tutte/i, perché le crisi aziendali  (alcune vere, altre costruite ad arte da un padronato cinico e corrotto) minacciano la stabilità e il futuro lavorativo di centinaia di migliaia di operaie/i  e impiegate/i.
Chi aveva un lavoro precario è già stato lasciato a casa (circa 200.000 solo nella nostra categoria, sono le persone con contratto temporaneo a vario titolo, che hanno perso il lavoro dall’inizio della crisi ad oggi).
di Bianca Pomeranzi

Si è già molto detto e scritto sul confronto tra Emma Bonino e Renata Polverini  nel Lazio, cioè in una regione importante di un paese che continua a essere invaso da storie di sesso che sembrano il complemento o la sostituzione della più classica “bustarella”.
Non vi è dubbio infatti, che la scelta di due candidate come leader dei maggiori schieramenti, proprio all’indomani dello scandalo Marrazzo, faccia riflettere e meriti l'attenzione anche di quelle femministe che,  come me, pensano alle relazioni asimmetriche tra uomini e donne come uno dei nodi importanti della politica contemporanea, la cui comprensione rende possibile la  trasformazione e il salto di civiltà ormai necessarie e inevitabili nel mondo globalizzato. E' quindi opportuno chiedersi come interpretare queste candidature nel clima di omologazione  vagamente  anni cinquanta che si respira in Italia, dove non mancano i sepolcri imbiancati e i susseguenti scandali.

GENERI E POTERE MASCHILE

di Lea Melandri

Ciò che ha contraddistinto il femminismo degli anni Settanta è stato il prendere coscienza che l’espropriazione più profonda di esistenza delle donne passa attraverso il corpo: dalla sessualità negata e trasformata in sessualità di servizio, all’obbligo procreativo. A essere messa in discussione era perciò la femminilità per come si era definita tradizionalmente: in relazione all’uomo e in funzione dell’uomo.

di Eleonora Cirant
RU486: LA PILLOLA ABORTIVA OSTACOLATA DAL GOVERNO ITALIANO, UTILIZZATA IN TUTTA EUROPA

Da novembre 2009 la RU486 è in vendita anche in Italia, come negli altri Paesi europei. Ma la via italiana alla pillola abortiva è ancora tortuosa, in salita, piena di boicottaggi e ostacoli. Vale la pena di ricapitolare i fatti.

Il 30 luglio 2009 il consiglio di amministrazione dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, delibera la commercializzazione del farmaco Mifegyne (Mifeprostone), prodotto dalla ditta Exelgyne. Il 19 ottobre lo stesso consiglio di amministrazione dà mandato al direttore generale Guido Rasi di procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della documentazione relativa, cosa che avviene il 9 dicembre 2009.

DONNE E TERRA

di Floriana Lipparini

Transition town, “città di transizione”. In Italia la prima è stata Monteveglio, vicino a Bologna. Ma tante ce ne sono già in Europa, negli Usa, in Giappone, in Canada, in Australia. Decine di famiglie condividono orti e terrazzi, si uniscono in gruppi di acquisto, installano pannelli solari o impianti fotovoltaici, non buttano via gli oggetti ma li scambiano al mercatino del riuso.
Dragonfly invece è il nome di una “casa-libellula” in quel di New York, un maxi-condominio progettato dall’architetto belga Vincent Callebaut con funzioni ibride di fattoria, ufficio e abitazione, autosufficiente energeticamente. Fra un piano e l’altro ci sono spazi da coltivare a orto.

TORNIAMO IN PIAZZA

di Lea Melandri

Le ricorrenze sono sempre ambigue, una specie di Giano bifronte: vengono istituite per ricordare fatti ritenuti importanti per la collettività e, al medesimo tempo, come alibi per tornare a seppellirli nel privato lungo tutto il resto dell’anno. Così è anche per il 25 novembre, Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, che accende per un giorno i riflettori sulla macabra rassegna di maltrattamenti, persecuzioni, omicidi in famiglia, stupri dentro e fuori casa, per lasciarli poi transitare quotidianamente sulla stampa in brevi notizie di cronaca, tra l’indifferenza crescente e l’assuefazione rassegnata.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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