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ZeroViolenza

di Eleonora Cirant
RU486: LA PILLOLA ABORTIVA OSTACOLATA DAL GOVERNO ITALIANO, UTILIZZATA IN TUTTA EUROPA

Da novembre 2009 la RU486 è in vendita anche in Italia, come negli altri Paesi europei. Ma la via italiana alla pillola abortiva è ancora tortuosa, in salita, piena di boicottaggi e ostacoli. Vale la pena di ricapitolare i fatti.

Il 30 luglio 2009 il consiglio di amministrazione dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, delibera la commercializzazione del farmaco Mifegyne (Mifeprostone), prodotto dalla ditta Exelgyne. Il 19 ottobre lo stesso consiglio di amministrazione dà mandato al direttore generale Guido Rasi di procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della documentazione relativa, cosa che avviene il 9 dicembre 2009.

DONNE E TERRA

di Floriana Lipparini

Transition town, “città di transizione”. In Italia la prima è stata Monteveglio, vicino a Bologna. Ma tante ce ne sono già in Europa, negli Usa, in Giappone, in Canada, in Australia. Decine di famiglie condividono orti e terrazzi, si uniscono in gruppi di acquisto, installano pannelli solari o impianti fotovoltaici, non buttano via gli oggetti ma li scambiano al mercatino del riuso.
Dragonfly invece è il nome di una “casa-libellula” in quel di New York, un maxi-condominio progettato dall’architetto belga Vincent Callebaut con funzioni ibride di fattoria, ufficio e abitazione, autosufficiente energeticamente. Fra un piano e l’altro ci sono spazi da coltivare a orto.

TORNIAMO IN PIAZZA

di Lea Melandri

Le ricorrenze sono sempre ambigue, una specie di Giano bifronte: vengono istituite per ricordare fatti ritenuti importanti per la collettività e, al medesimo tempo, come alibi per tornare a seppellirli nel privato lungo tutto il resto dell’anno. Così è anche per il 25 novembre, Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, che accende per un giorno i riflettori sulla macabra rassegna di maltrattamenti, persecuzioni, omicidi in famiglia, stupri dentro e fuori casa, per lasciarli poi transitare quotidianamente sulla stampa in brevi notizie di cronaca, tra l’indifferenza crescente e l’assuefazione rassegnata.

ZEROVIOLENZA SULLE DONNE

di Nadia Somma - Demetra Donne in Aiuto - Lugo (RA), Socia dell’Associazione D.i.Re

L’associazione nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la Violenza alle donne) ha aderito alle manifestazioni del 21 novembre a Brescia e del 28 novembre a Roma contro la violenza maschile sulle donne. L’associazione raccoglie 54 Centri antiviolenza che, in diverse regioni, si occupano di sostegno ed aiuto alle donne vittime di maltrattamento familiare e di violenza; molti tra i Centri appartenenti all’associazione nazionale, gestiscono Case Rifugio per donne vittime di maltrattamento. Mai come oggi è necessario che le donne, le associazioni femminili, i centri antiviolenza, realizzino iniziative politiche  e prendano la parola contro la violenza alle donne soprattutto in un momento in cui se ne parla nei luoghi istituzionali della politica, e di riflesso attraverso i mass media, dandone un profilo distorto rispetto alla realtà ed all’origine del fenomeno.

L'ITAGLIA E' TUTTA QUA

di Elena Biagini

“Non dimentichiamo che è del fascismo questo slogan: famiglia e sicurezza”, questa affermazione di Carla Lonzi è il sottotitolo di In fondo l'Itaglia è tutta qua, pubblicazione autoprodotta dal Coordinamento Facciamo Breccia come risposta al fenomeno che i media  hanno definito “emergenza omofobia”. Se si trattasse, come suggeriscono media e politica mainstream, della pazzia di individui patologici che si sono lasciati andare ad episodi di violenza contro lesbiche gay e trans, di un’emergenza nata quest’estate, come un'epidemia, come una catastrofe naturale inaspettata, come l'arrivo di alieni da altri pianeti, allora la connessione tra le parole di Lonzi e la tematica dell'omo/lesbo/transfobia sarebbe inesistente.

di Lea Melandri

Il sussulto di “dignità” e l’invito che oggi, da schieramenti diversi, viene rivolto alle donne, affinché si ribellino all’immagine degradante con cui sono rappresentate dalla pubblicità e dalla televisione, non deve trarre in inganno. Il corpo femminile occupa la scena mediatica da molti anni, l’immaginario pornografico maschile ha contaminato ormai ogni ordine di discorso e di linguaggio, l’esibizione e il voyeurismo, sapientemente amalgamati dai reality show, sono subentrati, se mai è esistita, alla fruizione passiva dello spettatore.

NON SOLO ADRIANA. IMMAGINI DI DONNE A BORDO RING

di Daniela Pastor
"Adriaaaaaaaana" gridava Rocky, l’occhio chiuso e il volto tumefatto.
"Non ce l’avrei mai fatta senza di te, Adriana" le dice trent’anni dopo, finito l’ultimo incontro e deposti i fiori sulla tomba di lei.
Forse è questa la figura più tradizionale e rassicurante di donna che immaginiamo accanto ad un pugile. Magari più sensuale di Talia Shire-Balboa e con le curve e il sorriso di  Renée Zellweger  di Cinderella man, ma come  riposo del guerriero, compagna dolce e forte, che nasconde lacrime e ansia  prima che lui salga sul ring, pronta a stringerlo fra le braccia  e curargli le ferite al rientro a casa.

Ansa Osservatorio Balcani  (01.09.2009)
Violenza sessuale in contesti di guerra, una fattispecie criminale ben presente nei maggiori conflitti degli anni novanta. E' la giurisprudenza del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia ad aver contribuito a sensibili avanzamenti in materia di punibilità giuridica di tali crimini.

di Sonia Giari
Il ricorso diffuso all'uso di crimini di natura sessuale è una costante comune ai conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità sino ad oggi.

Genova. Condanne inutili ed inique

di Fabio Marcelli*
19 luglio 2012

Suscita forti perplessità la decisione della Corta di Cassazione di confermare, sia pure con qualche sconto di pena già concesso o prevedibile in seguito a rinvio, le pesanti condanne inflitte a vari manifestanti di Genova.
Le perplessità nascono dalla spropositata lunghezza dei periodi di carcere che i condannati dovrebbero scontare, per comportamenti obiettivamente non dotati in quella misura di un crisma di antigiuridicità ed allarme sociale.

IO SONO LA MIA DIPENDENZA

di Ambrogio Cozzi, Zeroviolenzadonne
13 marzo 2012

Si è assistito negli ultimi tempi ad un cambiamento nella rappresentazione clinica e sociale delle tossicodipendenze. Il tentativo più recente tende a riconsiderarla come uno dei nuovi sintomi,  ad includerla quindi nelle forme contemporanee del sintomo. Questo corrisponde ad un tentativo di comprensione del legame delle manifestazioni sintomatiche con l'epoca in cui si manifestano, quasi a cercare di rendere conto dell'intreccio stretto tra mondo sociale e declinazioni psicologiche individuali,

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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