Feb 12, 2026

Alfano: “Prefetti cancellate nozze gay”. Sindaco Bologna: “Io non ubbidisco”

Il Fatto Quotidiano
07 10 2014

Il sindaco di Bologna contro il ministro dell’Interno sulla registrazione delle nozze omosessuali all’estero. Per Angelino Alfano i matrimoni contratti all’estero da persone dello stesso sesso non sono conformi alle nostre leggi. Pertanto non si possono registrare in Italia e per quelli già trascritti si procederà all’annullamento. Questo, in sostanza, è il contenuto di una circolare che il ministro ha annunciato di inviare ai prefetti, mentre alcuni comuni italiani iscrivono già le coppie omosessuali sposate all’estero e il governo lavora alla bozza per le unioni civili. Ma da Bologna arriva un messaggio netto di disobbedienza al Viminale. Il primo cittadino di Bologna Virginio Merola, che sul tema si era già scontrato col rappresentante del governo nella provincia, ha esplicitamente dichiarato che non obbedirà alla “stupida circolare” di Alfano, perché rispondere con un documento simile “a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, ma è anche tragicomico. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero lo facciano – dice -. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco”.

Nella circolare il ministro dell’Interno Angelino Alfano rivolge ai prefetti ”un invito formale al ritiro ed alla cancellazione” delle trascrizioni di nozze omosessuali contratte all’estero, “avvertendo che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”.

Ma i senatori del Pd Andrea Marcucci e Laura Cantini, primi firmatari del ddl che istituisce le unioni civili e la stepchild adoption (adozione da parte di coppie dello stesso sesso) ribattono all’iniziativa di Alfano. Con parole di segno opposto. “Non servono le circolari del ministero dell’Interno per annullare la trascrizione dei matrimoni all’estero, ma una legge che riconosca le unioni civili per le coppie gay. Entro la fine dell’anno, come ha confermato il premier Renzi, in Senato andrà avanti il testo base che risolverà anche la questione dei registri dei Comuni“. Allineato ai due senatori sulla necessità di una legge anche il presidente del Partito democratico Matteo Orfini che su Twitter si rivolge direttamente al ministro: “Caro Angelino Alfano – scrive – invece di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderle possibili anche in Italia“.

Si tratta di un tema controverso, che già a settembre era stato oggetto di scontro tra il sindaco di Bologna Virginio Merola, che aveva dato il via libera alla trascrizione sui registri dello stato civile, e il prefetto della città Ennio Maria Sodano, che in una lettera aveva chiesto all’amministrazione comunale di annullare la direttiva. Una decisione a suo parere necessaria perché si trattava di un provvedimento non previsto dall’ordinamento italiano. Proprio come ha detto oggi Alfano. Ma il primo cittadino di Bologna aveva ribadito che il Comune sarebbe andato avanti fino a che il ministero stesso non fosse intervenuto ‘di persona’ per dipanare la questione. “La nostra è una battaglia di civiltà - aveva detto Merola – per cui non revoco il provvedimento e se riterrà opportuno interverrà il prefetto. Io l’ho informato tempo fa. Questo non è un tema di sua competenza, ma risponde a indirizzi ministeriali”. E anche la Curia di Bologna, nel suo settimanale ‘Bologna Sette’, in un intervento affidato al giurista Paolo Cavana e intitolato ‘Errore da correggere’ parlava di ”provvedimento formalmente illegittimo e privo di ogni rilevanza giuridica”.

La circolare - “Il punto – ha premesso Alfano ai microfoni di Rtl 102.5 – è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge”.

“Anzi – ha aggiunto – ne approfitto per annunciare che io proprio questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti della Repubblica italiana e con la quale dirò esattamente quello che ho detto a voi. Dove risultino adottate queste direttive sindacali in materia di trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero e che vogliono essere registrate in Italia, dirò ai Prefetti che si dovranno rivolgere ai sindaci rivolgendo loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni ed alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”.

Le reazioni – A seguito della decisione del ministro, il Codacons ha annunciato un ricorso collettivo al Tar del Lazio “per ottenere l’annullamento del provvedimento di Alfano, al quale già da oggi possono partecipare tutti i cittadini italiani, gay o etero, fornendo la preadesione sul sito”. Secondo l’associazione, la circolare “viola palesemente quanto disposto in tema di coppie di fatto dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo e, in quanto tale, è illegittima”.

Per il senatore Pd Sergio Lo Giudice, fra i primi a ottenere dal comune di Bologna la trascrizione del matrimonio ad Oslo col suo compagno Michele, ”quello messo in campo da Alfano non è un conflitto istituzionale fra comuni e ministero dell’Interno ma uno scontro politico fra sindaci riformatori e aperti all’Europa e il segretario dell’Ncd, un partito che si sta opponendo in tutte le sedi al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso. Nonostante la Corte Costituzionale abbia sollecitato più volte le Camere a legiferare sulle coppie dello stesso sesso – aggiunge – Ncd fa ostruzionismo in parlamento, manifesta nelle piazze con i neofascisti e usa le istituzioni per comprimere un processo inarrestabile di estensione di diritti”.

E conclude sollecitando un intervento del Parlamento. “Fino a qualche anno fa il Viminale poteva definire i matrimoni fra gay o lesbiche ‘contrari all’ordine pubblico’: dopo che la Corte europea dei diritti umani ha sancito che nell’ordinamento europeo il concetto di matrimonio include quello fra persone dello stesso sesso questo non è più possibile. Se si vuole togliere il tema dall’iniziativa dei comuni e dalle aule dei tribunali c’è un solo modo: il Parlamento faccia presto una legge, perché il Paese non può più aspettare”.

Alfano contro le unioni gay – Eppure l’esecutivo a cui Alfano appartiene ha annunciato prima dell’estate un ddl, da presentare in Parlamento in autunno, in cui le unioni civili tra persone dello stesso sesso potranno godere di tutti i diritti previsti dal matrimonio tranne uno, quello di adottare. Un modello che ricalca quello tedesco delle civil partnership. Tuttavia l’opposizione del ministro dell’Interno alle unioni gay era sempre stata netta e su quella, eventualmente, si sarebbe anche giocata la tenuta del governo. “Se propongono il matrimonio gay - aveva detto a gennaio quando Letta era ancora a Palazzo Chigi - ce ne andiamo a gambe levate denunciandolo all’opinione pubblica”. E ancor prima aveva già frenato il segretario del Pd Matteo Renzi sull’ipotesi di inserire le unioni civili nel patto di coalizione.

Le trascrizioni nei Comuni – Ma non c’è soltanto il caso di Bologna. A Grosseto, a seguito di un’ordinanza del Tribunale, il Comune ha dichiarato ‘sposo’ e ‘sposo’ Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, trascrivendo il loro matrimonio avvenuto a New York il 6 dicembre 2012 nel registro di stato civile. Fano, invece, è stata la prima città in Italia a trascrivere un matrimonio gay con un atto diretto del sindaco. E a luglio il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha iscritto all’anagrafe i primi due sposi dello stesso sesso, che nel 2008 si sono uniti in matrimonio in Spagna. Sul fronte dei diritti gay, inoltre, a Palermo una coppia omosessuale ha ottenuto il congedo matrimoniale da azienda comunale, mentre ad agosto il tribunale di Roma ha riconosciuto l’adozione di una bimba che vive in una coppia omosessuale (lesbiche), estendendo i diritti alla convivente della madre biologica.

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