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Memoria e memorie (Moni Ovadia, L'Unità)

  • Sabato, 25 Gennaio 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Un paio d'anni fa fui invitato dall'Associazione Bene Ruwanda a partecipare ad una giornata di memoria del genocidio del popolo Tutsi, nel ricorrere del suo anniversario. In quell'occasione ebbi modo di incontrare la signora Yolande Mukagasana, testimone del genocidio del suo popolo, militante della Memoria e candidata al Premio Nobel per la Pace. Yolande nel genocidio ha perduto marito e figli, lei stessa si è salvata miracolosamente grazie all'aiuto di una donna Hutu. ...

Il Fatto Quotidiano
03 11 2013

I dipinti erano nascosti in un appartamento di Monaco di Baviera, dietro scaffali pieni di cibo avariato. A tenerli nascosti, il figlio di un collezionista, che li vendeva per vivere. Secondo gli esperti, i capolavori valgono più di un miliardo di euro.

di Redazione 

Picasso, Renoir, Matisse e Chagall. E’ un vero tesoro di capolavori quello ritrovato in un appartamento di Monaco di Baviera. Le 1500 opere d’arte erano state confiscate dai nazisti durante il Terzo Reich: secondo gli esperti, valgono più di un miliardo di euro. Si pensava che i capolavori fossero stati distrutti dai bombardamenti dell’aviazione inglese durante la Seconda guerra mondiale, invece erano nascosti da mezzo secolo dietro un muro di lattine di cibo avariato. Lo riferisce il sito del Daily Mail, che a sua volta cita la rivista tedesca Focus.

Tra le opere scoperte, anche il ritratto di una donna del francese Henri Matisse che apparteneva alla collezione di Paul Rosenberg, l’esperto d’arte nonno di Anne Sinclair, moglie di Dominique Strauss-Kahn. Ma i grandi nomi presenti nella collezione comprendono anche Emil Nolde, Franz Marc, Otto Dix, Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Ernst Ludwig Kirchner e Max Liebermann. Alcune opere d’arte furono rubate o confiscate ai proprietari ebrei dal regime nazista, altre acquistate dal commerciante d’arte Hildebrand Gurlitt da collezionisti ebrei disposti a vendere capolavori a prezzi stracciati pur di trovare un modo per fuggire dalla Germania. Il ministro della Propaganda Goebbels chiese a Gurlitt di “monetizzare” questo patrimonio artistico. Centinaia di questi quadri furono esibiti alla mostra nazista “L’arte degenerata“: il Terzo Reich intendeva esporre le opere al pubblico spregio, ottenendo invece l’effetto di destare l’interesse nei confronti delle nuove forme d’arte. Una volta finita la Seconda guerra mondiale, il gallerista dichiarò che i dipinti erano andati distrutti nei bombardamenti dell’aviazione inglese su Dresda.

Poi non si è avuta più notizia della collezione Gurlitt fino alla scoperta che, secondo il giornale online, è stata fatta dalla polizia doganale tedesca nella primavera del 2011. Gli agenti, tuttavia, non hanno smentito né confermato l’informazione. L’appartamento dove avrebbe avuto luogo la scoperta appartiene a Cornelius Gurlitt, figlio del gallerista Hildebrand: la polizia sarebbe entrata in caso dell’uomo, 80 anni, dopo averlo fermato con una grande quantità di denaro su un treno tra la Svizzera e Monaco. Pur non avendo mai lavorato e senza entrate dichiarate, l’anziano fu trovato con 9mila euro in contanti in una busta. Secondo Focus, Gurlitt nascondeva i dipinti dietro a scaffali pieni di lattine di fagioli e frutta e ne vendeva occasionalmente qualcuno per vivere: ora gli investigatori lo indagano per evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Eppure, se non si trovassero gli eredi dei legittimi proprietari dei quadri, molti dei dipinti potrebbero essergli restituiti.
Secondo uno studio del Museo dell'Olocausto di Washington, che verrà pubblicato in una serie di volumi nel 2015, "da 15 a venti milioni di persone furono uccise o detenute nei campi creati dai tedeschi o da regimi fantoccio europei, dalla Francia alla Romania". ...

Essere Lucy

  • Lunedì, 28 Gennaio 2013 11:30 ,
  • Pubblicato in Video


"Essere Lucy" (59 minuti, Italia 2011) ripercorre la straordinaria esperienza di vita di Lucy, transessuale oggi quasi novantenne, che ha vissuto il fascismo, la deportazione in quanto disertore, la tragedia della guerra. l'euforia e l'ottimismo del dopoguerra,  gli anni Sessanta e Settanta tra Torino e Bologna.
Vedi il trailer

OMOCAUSTO. LO STERMINIO DIMENTICATO DEGLI OMOSESSUALI

  • Giovedì, 26 Gennaio 2012 09:10 ,
  • Pubblicato in La Mostra

Dal 26 gennaio al 3 febbraio
Ufficio Demografico del Municipio Roma XI in via B. Croce 50

Mostra storica sulla realtà degli omosessuali come vittime delle persecuzioni del nazismo e del fascismo.

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