LE DONNE IN CORTEO SOTTO LA REGIONE

repubblica.it
14 04 11

"Giù le mani dai consultori, no alla legge Tarzia"
La manifestazione dei comitati femminili. Contro la proposta di riforma, che prevede l'ingresso delle associazioni pro-life come il Movimento per la vita, raccolte 80mila firme: "Le consegneremo alla Polverini quando si deciderà a incontrarci".
"Olimpia vattene": così gridano le donne oggi in corteo riunite nei comitati e nelle assemblee permanenti giunte sotto la sede del consiglio regionale di via Cristoforo Colombo per consegnare le ottantamila firme contro la proposta di legge di riforma dei consultori presentata dal consigliere regionale Olimpia Tarzia.

Decine di scatole colorate a rappresentare simbolicamente la consegna delle firme raccolte in questi mesi. "Questa proposta di legge ha un carattere prevalentemente ideologico - ha detto Francesca Koch, dell'assemblea permanente di donne - prevede che nei consultori entrino le associazioni private pro-life, una delle quali il movimento per la vita fu anche presieduta dalla Tarzia e contrariamente ai principi della legge di istituzioni dei consultori del 1976 che garantisce alla donna l'ascolto e il sostegno ma che poi lascia libertà di decisione sull'interruzione di gravidanza, questa riforma prevede l'istutuzione di un comitato bioetico, assolutamente esterno al servizio con la funzione di convincere la donna a non abortire".

Diversi comitati associazioni presenti al corteo tra cui: "Se non ora quando?", "Ludi", "le donne di Cgil e Uil", "I partiti della sinistra". "Le ottantamila firma sono soltanto l'inizio - ha detto Marina d'Ortensio di Sel - non abbiamo alcuna intenzione di farci scippare i diritti delle donne con tante battaglie".

Alla fine dalla manifestazione un piccolo parapiglia: al momento dell'entrata di una delegazione di donne insieme ad alcuni consiglieri della sinistra uno di questi ultimi, Ivano Peduzzi, Fds, è stato bloccato dalla vigilanza ed è nata una discussione e le donne hanno iniziato a lanciare gli scatoloni simbolici, contenenti le firme contro la legge Tarzia, dentro al cortile della Regione.

Poco prima l'assessore regionale ai servizi sociali Aldo Forte aveva incontrato sulla piazza le manifestanti e ha detto: "Abbiamo effettuato molte audizioni sulla legge Tarzia - ha detto l'assessore - modifiche sono state già apportate e quindi nel caso di altre audizioni non ci sarà problema". Le donne hanno chietso all'assessore un incontro con il presidente Polverini. "Mi impegno tra una settimana a organizzare questo incontro" ha continuato Forte.
Ma le polemiche non sono mancate, quando l'assessore ha ricordato che il Lazio è una delle regioni col più alto tasso di aborti. Le donne hanno iniziato a gridare vergogna. "La Polverini non dà nessun segnale sulla nostra raccolta di firme contro la proposta di legge Tarzia - ha detto Giulia Rodano dell'Idv - purtroppo per ora la legge è inemendabile. Esautora i consultori pubblici e fa compiere un percorso doloroso e inutile alle donne in gravidanza".

Nei prossimi giorni l'assemblea delle donne invierà una lettera al prefetto Pecoraro per denunciare il mancato incontro con la Polverini e per chiedere ancora di parlare con lei. Saranno organizzate alcune manifestazioni sotto la prefettura, insieme a tutti i comitati dei movimenti per la casa, il lavoro e la sanità. "Porteremo le nostre firme direttamente alla Polverini ad ogni uscita pubblica a cui lei parteciperà" hanno concluso, rifiutandosi di consegnarle all'assessore Forte.
Ultima modifica il Giovedì, 14 Aprile 2011 21:31
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