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Latte materno bene inestimabile per la salute delle generazioni future

di Paola Negri (IBFAN Italia) e Patrizia Gentilini (ISDE Italia), VIS-Venezia in Salute
29 maggio 2012

La tutela della salute delle persone dai contaminanti ambientali è un problema che non possiamo più sottovalutare né ignorare, e lo dimostrano gli allarmanti dati che illustreremo.
Questi dati indicano che la salute delle presenti e soprattutto delle future generazioni è messa in pericolo dalla presenza di sostanze inquinanti nell’ambiente.
L’inquinamento è un argomento di cui si parla molto: tutti sappiamo che viviamo in un mondo inquinato, che gran parte dell’inquinamento dipende da pratiche industriali, agricole e di gestione dei rifiuti legate al nostro stile di vita. Dipende anche dal mancato rispetto delle leggi, e dal fatto che le leggi attuali non sono sufficienti a proteggere  i cittadini.
Tutti sappiamo che tumori, disfunzioni metaboliche ed ormonali e malattie degenerative  sono oggi più diffuse e colpiscono persone sempre più giovani, rispetto a quanto accadeva 20 o 30 anni fa. Tuttavia siamo abituati a pensare che sia questione di fortuna o comunque che la cosa non ci riguarda direttamente, oppure che il problema è talmente grande che non possiamo farci niente.

Noi, però, con tutte le associazioni e i singoli che hanno aderito alla campagna nazionale per la protezione del latte materno dai contaminanti ambientali, crediamo invece che sia possibile e necessario opporci a pratiche inquinanti che mettono a repentaglio in modo così insidioso la salute delle generazioni future, e proprio per questo abbiamo deciso di passare all’azione lanciando questa campagna, che intende richiamare l’attenzione di cittadini, professionisti della salute e istituzioni, per trovare insieme una via d’uscita al problema.

Perché abbiamo scelto proprio il latte materno?
Forse vi chiederete perché abbiamo deciso di puntare sul latte materno per questa nostra campagna. Il latte materno infatti è soltanto uno dei veicoli di contaminazione e nemmeno il più importante, mentre invece l’allattamento è utile a contrastare gli effetti sul bambino di un ambiente inquinato.
Sappiamo ad esempio che gli effetti più pericolosi delle sostanze inquinanti sono quelli derivanti dall’esposizione alle stesse durante la vita prenatale, o addirittura pre-concezionale (attraverso lo sperma).

Esaminare il latte materno è facile
Tuttavia per vari motivi abbiamo scelto di attirare l’attenzione sul latte materno: il primo è perché proprio il latte umano, tessuto biologico meraviglioso di cui ad oggi non si conoscono ancora appieno ingredienti e caratteristiche, rappresenta l’indicatore ideale della presenza di certi contaminanti nell’organismo: ottenere il latte è facile ed economico, oltre che poco invasivo.

Proteggere i più piccoli
Il secondo motivo è che abbiamo ritenuto di attirare così la massima attenzione sulla necessità di intervenire a proteggere i più piccoli. Non dimentichiamo comunque che ogni bambino, sia che venga allattato o meno, riceverà la sua dose di sostanze inquinanti che sono presenti (oltre che nel corpo dei suoi genitori) nell’aria, nell’acqua, nei cibi e che anzi, l’allattamento rappresenta una forma di protezione della salute anche e proprio in caso di presenza di sostanze contaminanti nell’ambiente. Con la nostra campagna vogliamo gridare che la salute è un bene comune prezioso, e il latte materno la rappresenta nel migliore dei modi. Vogliamo lasciare ai nostri figli in eredità un mondo bello dove i beni comuni vengono usati con rispetto e oculatezza.

La forza della maternità
Il terzo motivo è che, come donne e madri, sappiamo quanto forte può essere l’energia che scaturisce dalla maternità: è proprio su questa che vogliamo fare leva, sul fatto che ogni madre desidera offrire ai propri figli Vita, Salute e la possibilità di un Futuro, ed è disposta a lottare per questo. Siamo convinti che  se le donne si sentiranno coinvolte in prima persona, si possa davvero cambiare qualcosa!

Ma non si rischia di scoraggiare le mamme all’allattamento?
Qualcuno si sta chiedendo se con questa campagna  non si rischia di fare il gioco delle Compagnie che producono latte artificiale, perché le donne potrebbero pensare che questo è più sicuro per i propri figli rispetto al loro latte “contaminato”.
Siamo coscienti del fatto che viviamo in una società che ancora non riconosce appieno il valore e l’importanza dell’allattamento, come è chiaro se si considera l’alto tasso di allattamenti misti e/o brevi. Tuttavia, vogliamo anzi cogliere l’occasione di questa campagna proprio per gridare forte, ancora una volta, l’enorme differenza fra allattamento e alimentazione artificiale, e l’importanza del primo per la protezione della salute e dell’ambiente. Desideriamo che il diritto delle donne ad allattare, e quello dei bambini ad essere allattati per due anni di vita o più, vengano tutelati anche attraverso la protezione del latte materno dagli inquinanti.

Il latte materno come nutrimento insostituibile
Noi vogliamo dire alle mamme: se avete un dente cariato, forse vi mettete la dentiera? Se vi fate male ad una gamba, ve la tagliate e ve la mettete di legno? Ecco, questa è la differenza fra il vostro latte e quello artificiale! Esso è soltanto un alimento, e nemmeno tanto simile all’originale che vorrebbe imitare. L’alimentazione artificiale è causa di allergie, malattie gastro-enteriche e dell’apparato respiratorio, è collegata a insorgenza di diabete e obesità, a maggiore probabilità di “morte in culla” (SIDS), ed è  anche associata a peggiori esiti di salute materna.
Il latte materno è un tessuto vivente vero e proprio, che varia la sua composizione nel tempo e veicola sostanze come anticorpi, ormoni e  messaggi biochimici per l’organismo del bambino, stimolando la maturazione del suo sistema immunitario e neurologico. L’allattamento non è soltanto alimentazione, ma molto di più, poiché getta le basi per un sano sviluppo psico-fisico.

Gli svantaggi del latte artificiale
Non tutti sanno che il latte artificiale in polvere non è sterile e può contenere spore di batteri, inoltre periodicamente interi lotti di latte artificiale vengono ritirati per errori di fabbricazione, frode o incidenti. L’acqua con cui viene ricostituito il latte può essere contaminata. Soltanto recentemente, si è finalmente riconosciuta la pericolosità di sostanze quali gli ftalati e il bisfenolo A, che però erano state usate per molti anni nella fabbricazione di biberon e tettarelle.
Come se non bastasse, ricordiamo che la produzione, il trasporto, la commercializzazione, la vendita, la preparazione, la somministrazione di latte artificiale e poi lo smaltimento dei rifiuti legati all’uso del biberon rappresentano oggi una ulteriore – inutile- fonte di inquinamento ambientale: se soltanto i pochi bambini che non possono essere allattati ricorressero al latte artificiale, si risparmierebbero risorse, i bambini avrebbero meno problemi di salute (e così pure le loro madri) e si inquinerebbe di meno.
 
Ma quante diossine ci sono nel latte materno?
Tanto più la mamma è “inquinata” da sostanze tossiche,  vive in territori inquinati,  tanto più queste si ritrovano nel sangue placentare, nel cordone ombelicale ed ovviamente nel latte materno.
Nei nostri corpi,  quindi anche  nel sangue placentare  e nel latte materno, si ritrovano  centinaia di molecole tossiche ed estranee, quali ad esempio:
-pesticidi
-metalli pesanti (cadmio, nichel, cromo, mercurio, piombo...)
-ritardanti di fiamma
-composti organici volatili
-esaclorobenzene
-Policlorobifenili (PCB)
-diossine ed altri ancora.

Diossine e policlorobifenili sono indicatori ideali di inquinamento
In particolare diossine e PCB, essendo lipofile, si concentrano nel latte e vengono assunte come indicatori “ideali” del livello di contaminazione dell’ambiente.
I livelli di contaminazione variano da paese a paese, all’interno dello stesso paese fra aree più o meno  industrializzate e nel tempo. Da uno studio recente dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) risulta che in molti paesi europei i livelli di contaminazione per le diossine sono fortunatamente diminuiti – anche in modo consistente- dalla fine degli anni 80 al 2009.  Da valori di 40 picogrammi/grammo di grasso (il picogrammo è il miliardesimo del milligrammo) in Belgio nel 1988  in molti paesi oggi ci sono mediamente 5 picogrammi .
Anche nel nostro paese però deve essere fatto un biomonitoraggio del latte materno secondo le indicazioni dell’OMS.

I dati finora sono molto variabili
Studi condotti in vari paesi del mondo ed anche all’interno dello stesso paese mostrano una estrema variabilità:  ad esempio in Germania sono segnalati valori variabili da 2-3 pg/grammo di grasso fino a quasi 80 pg/grammo di grasso. Dagli studi più recenti condotti in Italia nel 2009-2010 ( Sebiorec e Ulaszewska) risultano valori variabili da 8.65 a 14.2 pg/g,  con una media di 10 pg/g ; da studi pregressi i valori risultano intorno ai 20 pg ed in unico caso a Brescia addirittura 147 pg.   
Da indagini condotte per iniziativa spontanea  su singoli campioni (non in pool e  senza che sia stato possibile rispettare le linee guida dell’OMS, ovvero madri di età non superiore   ai  30 anni, non primipare ecc)  risultano  valori anche più del doppio di quelli  riscontrati in altre regioni italiane, in particolare a Taranto e Ravenna.

La delicata fase della vita intrauterina
Siamo molto preoccupati  per il futuro dei nostri figli e nipoti: la letteratura più recente ci indica  che i contaminanti ambientali ed in particolare gli agenti cancerogeni entrano attraverso  diverse vie nel  nostro corpo e minano la nostra salute.
Sappiamo ormai con ragionevole certezza che  la vita  intrauterina è  il momento più delicato, quello in cui si “gioca” il destino di salute/malattia dell’individuo e che  le stesse cellule germinali possono essere colpite,  con  possibilità quindi di   trasmissione  transgenerazionale  dei danni.  

Prospettive di minore salute per i bambini
Le nostre preoccupazioni si fondano su dati oggettivi:  ad esempio i bambini italiani presentano il più elevato incremento di rischio di cancro;   dai dati  Eurostat  apprendiamo  che la speranza di vita in salute per i bambini e soprattutto le bambine italiane è in diminuzione: cosa è successo dal 2004 al 2009 perché si passasse ad es. per le bambine da una speranza di vita in salute  di 71,7 a  poco più di 60?
Il "crollo" non è un artefatto perché si registra in entrambi i sessi ed in tutte le popolazioni studiate (neonati ed over 65); non riguarda un solo anno, ma si osserva costantemente in tutto il periodo studiato fino al 2008. Perché in media i valori europei sono rimasti praticamente inalterati dal 2004 al 2009?  Perché in alcuni paesi sono migliorati incredibilmente? Questo non è certo  avvenuto a causa del ” latte materno inquinato” , ma vorremmo  umilmente cominciare a studiare le motivazioni (ambientali, sociali, commerciali, occupazionali, sanitarie, ecc.) di quanto si sta verificando, prendendo come “campanello di allarme” proprio la “qualità” del latte  materno.  

Promuovere l'allattamento al seno e la diminuzione degli inquinanti
Riteniamo che il Latte Materno sia l’alimento più prezioso al mondo e  che a nessun bambino  vada negata la possibilità di usufruirne. Raccomandiamo senza  esitazione alcuna  l’allattamento al seno,  SEMPRE e COMUNQUE in pieno accordo  con le raccomandazioni OMS  di allattare anche in presenza di inquinamento, perché dai pochi studi fatti risulta che- a parità di esposizione -  se la cavano peggio i bambini non allattati.
 Ma come possiamo considerare “civile” una società  che non si preoccupa  e non si adopera  per diminuire concretamente i livelli di  contaminanti ambientali presenti  anche nel latte materno?

Scheda
Tuteliamo il futuro dei nostri figli proteggendo l’ambiente

Il 19 marzo scorso è stata lanciata a Roma  nella sala stampa della Camera dei deputati, la “Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali.  
Il Latte Materno è un Bene Comune di inestimabile valore, nutrimento insostituibile per la salute ed il benessere di tutti i bambini, ma è oggi purtroppo minacciato, al pari di altri Beni Comuni, dal profitto e dall’inquinamento.

Le richieste.  Le richieste della campagna sono molto specifiche e concrete: l’istituzione di un biomonitoraggio, la ratifica della Convenzione di Stoccolma  (che ha come obiettivo la difesa della salute umana dai POP  e che  l’Italia, unico paese in Europa, pur avendola sottoscritta  non ha  ancora ratificato), la messa al bando di pratiche inquinanti ed assolutamente evitabili come l’incenerimento di rifiuti e biomasse, l’istituzione di controlli più stringenti per gli impianti in essere e la approvazione di un marchio “dioxin free” per gli alimenti.

Gli obiettivi. Le associazioni promotrici della  Campagna, pur molto diverse fra loro, sono accomunate dalla ferma volontà di salvaguardare  la salute dei bambini italiani in cui  si riscontrano crescenti segnali d’allarme: aumento di disfunzioni ormonali, diabete, malattie auto-immuni, disturbi dell’apprendimento  e soprattutto una  incidenza di cancro nettamente maggiore rispetto agli altri paesi europei,  nonché una progressiva diminuzione della speranza di vita come indicano i dati eurostat.
I Promotori della Campagna intendono in primo luogo informare tutti i cittadini e sensibilizzare politici e istituzioni su problematiche di tale rilievo,  chiedono a gran voce che il buon senso prevalga e che si passi finalmente dalle parole ai fatti per salvaguardare, attraverso la tutela del Latte Materno, il diritto dell’infanzia ad una vita di salute  e di pieno benessere.

Promuovono questa  Campagna nazionale:

ISDE Italia - Associazione Medici per l'Ambiente (http://www.isde.it)
IBFAN Italia (http://www.ibfanitalia.org)
MAMI - Movimento Allattamento Materno Italiano (http://www.mami.org)
Minerva Pelti Onlus - Associazione di genitori di bambini oncologici per la Prevenzione e Lotta ai Tumori
Infantili (http://www.minervapelti.it)
PeaceLink – telematica per la pace (http://www.peacelink.it)
ACP – Associazione Culturale Pediatri (http://www.acp.it)
ANDRIA Associazione Scientifica (http://www.associazioneandria.it/)
GaaF - Gruppo Allattando a Faenza (http://allattandoafaenza.blogspot.com)
Mamme per la Salute e l'Ambiente Onlus - Venafro (http://www.mammesaluteambiente.it)

Per informazioni

Paola Negri  Presidente IBFAN Italia: email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Patrizia Gentilini ISDE Italia: email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito internet: www.difesalattematerno.wordpress.com
email della campagna: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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