LETTERA APERTA ALLA VICE SINDACA DI ROMA SVEVA BELVISO

di Redazione
17 gennaio 2012

Gentile vice Sindaca Sveva Belviso,
rispondiamo con una lettera pubblica alla sua proposta di cimitero per i bambini mai nati del 5 gennaio - superata dalle cronache purtroppo per crudeltà civile dall’omicidio della bambina cinese e di suo padre a Tor Pignattara - perché la riteniamo una proposta disonesta e retrograda.
E’ una proposta subdola perché sappiamo quanto oggi siamo tutti più suggestionabili dalla propaganda televisiva che dalle delibere che mettono in pratica le politiche pubbliche che dovrebbero di fatto migliorare la vita delle persone e della collettività.

La destinazione all’interno del camposanto del Laurentino di un’area di 600 metri quadri dedicata alla sepoltura di chi non è mai venuto alla luce a causa di un aborto ha un’evidente logica mercenaria e inquisitoria.
Cerca di comprare un triste consenso mettendo a profitto i sensi di colpa delle vicende umane più dolorose, intende mascherare l’impoverimento  -quello sì drammatico- di servizi pubblici comunali come asili nido, assistenza per le persone anziane e disabili e l’innalzamento delle tariffe dei servizi, approfittando del fatto che la difficoltà del vivere di ogni giorno non fa notizia e non viene rilanciato dai mezzi di comunicazione di massa.
 
Il compito di un’istituzione è quello di combattere con intelligenza e umanità le disuguaglianze sociali -culturali o economiche che siano- non di spremere il tubetto del dolore individuale che nasce da vicende umane già evidentemente complesse o compromesse, come la decisione di una donna o di una coppia di non potere avere un figlio. Oltre al fatto che non è sindacabile la scelta di una donna o di una giovane che valuta di non poter crescere un figlio o una figlia in maniera adeguata e responsabile.
 
L’amministrazione capitolina di cui fa parte ha puntato una intera campagna elettorale promettendo sicurezza alle persone e sicurezza pubblica. Al contrario la città regna nel disordine sociale e nella violenza.
Vice Sindaca Belviso, l’iniziativa del cimitero dei bambini mai nati ci ha ricordato -ma non ne avevamo bisogno- quanto il Comune di Roma faccia un utilizzo pubblico dissennato delle donne e della loro immagine.

D’altronde la campagna elettorale del Sindaco Alemanno cominciò strumentalizzando episodi di violenza sulle donne per legittimare provvedimenti razzisti. Al contrario il Comune non si è mai fatto promotore di azioni di educazione sentimentale e sessuale nelle scuole di cui c’è evidente bisogno.

Una istituzione pubblica costruisce la propria moralità sulle azioni di giustizia sociale che riesce a compiere, non sul terrore che riesce a incutere o nutrendo la collettività della disperazione di questioni strettamente private.
Il compito di una istituzione pubblica è -come spetta alle madri e ai padri- di prendere in carico la vita materiale, educativa e morale di esseri umani a cui è necessario garantire il massimo della autonomia e del benessere materiale e culturale.
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