GLI INFINITI GHETTI

di Fabiola

Ciao, c'era veramente bisogno del lavoro che state facendo, grazie!
Vi scrivo dopo aver visto sul vostro sito l'articolo tratto dal Corriere "Il doppio prezzo della maternità".
Ho sempre creduto fondamentale battersi per le cause di tutti, ma stavolta voglio parlare di me e della categoria che forse rappresento, una sotto-sotto categoria a quanto sembra.
La maternità ha infatti in questo Paese prezzi strani oltre che doppi.
Insegno in una scuola statale e dopo anni di graduatoria al Provveditorato, mi trovo ora umiliata dalle graduatori di Istituto nelle quali non ho possibilità di avanzare poiché non ho figli. Il merito, il lavoro, l'impegno nulla possono, ciò che dà punteggio infatti è la famiglia. Cosa rispondere al consiglio pittoresco del segretario che mi ha suggerito "professore', cominci a sforna' fiji"? Ho provato, ma mi ha giustamente risposto che la legge è questa.
E' giusto che le donne siano tutelate, ma perché devo giustificare e subire professionalmente il fatto che non ho e non avrò figli? Perché ogni anno mi trovo con il rischio del nomadismo di scuola in scuola perché chiunque arrivi avendo prole a carico mi passa avanti? Insomma, banale dirlo, esistiamo e viviamo come donne prima che come madri, o no?!
Non penso di essere l'unica in questa situazione che credo sia una delle molteplici forme di ghettizzazione di chiunque non sia "omologato"...
Ciao da Fabiola
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