VOGLIAMO UNA CITTA' DI DONNE E UOMINI

delle Candidate e donne, a sostegno di Giuliano Pisapia  candidato sindaco a Milano, che hanno partecipato alla manifestazione dell’8 maggio in Piazza della Scala
Milano, 9 maggio 2011

Se una cinquantina di candidati uomini avessero tenuto in una piazza di Milano un comizio a più voci per illustrare i loro programmi, in vista delle prossime elezioni amministrative, e per dare un segnale giocoso di speranza avessero improvvisato un “abbraccio simbolico” a Palazzo Marino per dire “vogliamo una città di donne e di uomini”, sicuramente avrebbe fatto notizia. L’interesse evidentemente non è lo stesso quando una manifestazione analoga ha come soggetto le donne.
Il quotidiano La Repubblica non ha ritenuto che l’avvenimento meritasse neppure due righe di informazione. Tenuto conto che ogni battuta, la più insignificante, la più volgare, detta da un politico, occupa per giorni le pagine della stampa e i dibattiti televisivi, il silenzio sulla cultura e sulle iniziative politiche delle donne non possiamo considerarlo soltanto come ‘discriminazione’.

Sulla presenza delle donne nella vita pubblica pesa una svalutazione storica, che ha permesso di vederle  come un tutto omogeneo - un “genere” e non singole persone -, di ignorarle come soggetti di pensiero, produttrici di ricchezza e democrazia, responsabilità sociale, etica e politica. Far finta che non sia nata una consapevolezza nuova del rapporto tra i sessi e passare sotto silenzio il cambiamento che  ha prodotto nella sfera privata come in quella pubblica, è il modo più insidioso, perché il più invisibile, di conservare in mano maschile il governo della cosa pubblica.

In questo la responsabilità che ha l’informazione non è certo secondaria a quella della cultura e della politica. E stavolta siamo spiacenti, anche  Repubblica  è stata silenziosamente “nel coro” come tutte le maggiori testate milanesi.





Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook