Una madre disperata


Gisella

10 dicembre 2012

Quando sento parlare della lotta contro la violenza sulle donne, rabbrividisco e vorrei urlare la mia rabbia. C'è una forma di violenza che non è fisica, non è fatta di percosse, di stupro, ma è altrettanto devastante e spinge la donna lentamente verso un baratro da cui non riesce più ad emergere: è quella sottile e subdola, strisciante, non documentabile, quella psicologica.

Ed io mi trovo a combattere disperatamente contro di essa, non per me,ma per mia figlia. Come posso fare per salvarla dal suo ex- marito? Tutta la sua storia incredibile è la prova di questa violenza, del plagio esercitato ancora oggi da quest’uomo su di lei, non riesce a difendersi, la sta massacrando a livello psicologico,le mette paura , PAURA!

Lei, che sta lottando per non ricadere nella bulimia nervosa,da cui si è faticosamente ripresa,è vulnerabile, e resa ancora più fragile per il fatto che è lontana dalla famiglia natale,dagli amici, che è sola, in balia di lui.
Egli è subdolo, furbo, viso d’angelo…

Mi sono rivolta ai carabinieri. Ma è uno di loro. La sua divisa, le sue amicizie,di cui si vanta o forse semplicemente la sua capacità diabolica di colpirla nella sua debolezza (le figlie,perché minaccia di portargliele via) gli danno potere su di lei.

Mia figlia si ribella,ma poi si accascia e col passare del tempo, vedendo come lui l’ha incastrata, lontano da casa,girando ogni cosa a suo favore,indisturbato, perché la divisa lo protegge (vuoi mettere la sua parola contro quella di una bulimica!)si rassegna e si lascia andare…

Tanto lei non è più padrona della sua vita, lui la vuole dominare, dopo averla tanto ferita, continua a girare la lama nel suo sangue, sperando che prima o poi crolli. Con spietata crudeltà, infierisce su chi è la madre dei suoi figli, incurante di fare del male anche a loro, usando i figli proprio come arma contro di lei. La sta lentamente uccidendo, ma nessuno la ascolta!

Meglio sarebbe che la massacrasse di botte, così almeno avrebbe attenzione, aiuto;invece così muore lentamente, disperatamente, silenziosamente…ed il suo carnefice va in giro indisturbato!

E’ questa la lotta contro la violenza sulle donne?
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