Le bambine "perdute" della Cina e dell'India

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La Stampa
21 12 2012

Si chiama "gendercide", significa che se nasci femmina non hai diritto di vivere: accade ogni giorno e sta squilibrando la popolazione dei due colossi asiatici

Nell’imminenza di una nascita epocale, vera o mitica che sia, vale la pena ricordare - l’argomento non è nuovo ma purtroppo è sempre attuale - le migliaia di bambine mai nate in Cina e India. Paesi assai differenti tra loro per molti aspetti ma simili per la pratica di quello che la precisa terminologia inglese chiama “gendercide”, la soppressione miratz di un genere, quello femminile. In Cina accade per l’assai contestata politica del figlio unico, che è ora sempre più spesso contestata e derogata ma continua a imporre aborti e sterilizzaizoni forzate e ha messo radici in un paese già precedemente ostile alle figlie femmine. Alla ricerca dell’amatissimo erede maschio le bambine che nel frattempo hanno l’improvvida idea di essere concepite vengono abortite, anche al settimo od ottavo mese della gravidanza, o nei casi peggiori date alla luce e abbandonate in fasce o tenute nascoste e - accade anche questo - vendute ai trafficanti. Il risultato è un rapporto medio di 120 maschi ogni 100 femmine (ma in otto province il rapporto è 160 a 100) con, a oggi, 37 milioni di maschi soprannumerari rispetto alle femmine: uno squilibrio che innesca a sua volta fenomeni di sfruttamento e abuso perché sono i paesi asiatici più arretrati e poveri a questo punto a fornire ai cinesi prostitute o docili “spose bambine”.

In India, dove la tradizionale formula di benedizione e augurio hindu in occasione delle nozze recita: “Che tu possa essere madre di un centinaio di figli maschi” e le femmine sono da sempre una scelta di serie B, a minacciarne l’esistenza è, anche, il temibile istituto della dote, che nessuna legge fin qui è riuscita a debellare e che prevede l’esporso di somme esorbitanti – fino a cinque volte il reddito familiare annuale - da parte dei genitori della futura sposa. L’ecografia sempre più diffusa, ha un po’ ridotto il numero degli abbandoni sostituito da un pari numero di aborti, ma la dote è anche all’origine di molti “incidenti domestici” in cui incorrono giovani spose. Quando la dote è finita, il marito e i parenti cospargono di kerosene la poveretta e le danno fuoco facendo passare il tutto per una disgrazia e ricominciano il giro. Ma nell’ancora immensa zona oscura delle aree rurali può accadere anche che una bambina sia lasciata morire di fame, che sia venduta o che sia incriminata come strega. Sarebbero almeno 50
milioni le donne/bambine/ragazze “perse” nel giro di tre generazioni. Se ne parla qui.

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