×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Il silenzio di Sonia sugli stupri indiani

Etichettato sotto
Repubblica
04 01 2013

Avevo provato a raccontarvela qualche settimana fa, l'India di Sonia Gandhi e delle ragazze ribelli che finiscono in carcere per un click su Facebook. Avevo provato: perché raccontare l'India è una sfida quasi impossibile, anche per chi voglia provare a inquadrare una sola delle sue mille facce.

L'India di Indira Gandhi, l'India di sua nuora Sonia, l'italiana che da dietro le quinte guida con mano ferma il Paese, l'India delle attrici di Bollywood e delle sue grandi scrittrici: ma anche l'India dove ogni 20 minuti una donna viene stuprata nel silenzio generale. È solo tenendo presente questa contraddizione che si capisce perché le proteste di questi giorni contro lo stupro di una studentessa a Delhi, morta in seguito alle ferite riportate, sono più di un moto di rabbia. Quella che è scesa in strada ad urlare la propria indignazione è l'India dell'oggi, quella delle ragazze che studiano e brillano nelle università più dei compagni maschi. Quelle che da tempo hanno smesso di sposarsi su indicazione della famiglia, e scelgono da sole i loro compagni, scommettendo insieme sul futuro.

Quest'India ogni giorno si scontra con usi duri a morire, che condannano le donne sin dalla nascita: come quello che prevede l'aborto quando si scopre che il feto è femmina. O quello che condanna le donne a vivere sole, ai margini della società, se il marito scompare: e come alternativa dà loro un'unica possibilità, rifugiarsi in tristi città riservate alle vedove che aspettano la morte.

Quest'India, a lungo, i suoi politici hanno rifiutato di vederla: che si chiamino Manmohan Singh, il primo ministro prima osannato e oggi travolto dagli scandali e dalla corruzione. O Sonia Gandhi, da anni il personaggio più potente del suo Paese che però per le sue compatriote di concreto ha fatto davvero poco. E c'è poco da sperare se le nuove generazioni hanno il volto di Rahul, il figlio di Sonia e del marito Rajiv, che nei giorni della crisi ha tenuto un assordante silenzio.

All'India dei politici sordi e dei poliziotti pigri ed arroganti, nei giorni scorsi migliaia di persone hanno chiesto giustizia e ascolto: in nome di una studentessa ventitrenne. E del futuro di un Paese che vorrebbe essere grande.
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook