La mala educación dei Cittadini parlamentari

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Globalist
21 03 2013

Aspettando che gli eletti del M5S facciano una proposta per il Paese, ci facciamo maltrattare alle conferenze stampa. 
 
Se la rivoluzione in Parlamento la devono fare degli eletti: che non salutano i colleghi e se ne vantano su facebook - vedi il caso della grillina Gessica Rostellato, che poi si è scoperto che, nonostante non si sia fermate alle scuole elementari, non sa cosa sia la Bce (ora comprendo meglio perché Grillo ci vuole già fuori dall'Europa, così i suoi possono non imparare le basi del diritto dell'Unione europea)- che ancora convocano conferenze stampa, dove elencano tutte le cose che Non faranno in Parlamento senza rispondere alle domande, allora l'Italia della terza Repubblica è messa molto male.

Prima riflessione: in giro ci sono troppi laureati che non conoscono i fondamentali su cui si regge il nostro Stato: non sanno dove si trovano le nostre due camere legislative, non conoscono il numero dei parlamentari che vogliono dimezzare, non sanno cosa è la Banca centrale europea la stessa che vorrebbero mettere a ferro e fuoco. Le cose sono due: o si laurea troppa gente che studia a memoria ma che sotto sotto non ha nessuna reale preparazione e si culla nella beata convinzione che essere ignoranti in educazione civica sia un vanto. Oppure esistono troppe scienze delle merendine che permettono di sfoggiare un titolo anche a chi poi in cultura effettivamente si è fermato/a alle medie. Vedi le interviste delle Iene a tutti i parlamentari di centro, sinistra e destra. TERRIFICANTI.

Seconda riflessione: le cose che dicono, cioè quello che non faranno. Anche qui di rivoluzionario c'è ben poco, i parlamentari che abbiamo avuto fino a ora hanno una colpa inscusabile "tutte le cose che NON hanno fatto". Bene, ora chi ha votato M5S lo ha fatto finalmente per cambiare il Paese "facendo" non omettendo.

Terza riflessione:Non rispondono alle domande dei giornalisti, io stessa ho cercato di interloquire, ma purtroppo la risposta spesso è "siamo in silenzio stampa". La solita paura che scappi qualcosa di proibito, che i vertici non approvino. La democrazia e l'uno vale uno, significano che tu parlamentare non devi rendere conto al tuo capo, che non è stato eletto, ma ai cittadini, e siccome il tramite con i cittadini sono i giornalisti che sono cittadini anche essi, a loro devi rispondere. Se non lo fai è perché Non sai le cose. Punto. Non c'è nulla di rivoluzionario nell'ignorare le risposte, non c'è nessuna riflessione filosofica o sociologica da fare sul caso grillini, le cose stanno così: che loro hanno firmato un contratto, Non con noi, ma con Grillo e devono dire e fare quello che vuole lui. Lo stesso Grillo che si è infuriato perché i suoi non hanno permesso l'elezione di Schifani.

Quarta riflessione:Corriamo dietro a gente che non vuole parlare con noi, diamo voce a coloro che offendono il nostro lavoro. L'unica cosa intelligente da fare per la nostra dignità e quella di una professione già ben umiliata dal precariato e dai tagli all'editoria, sarebbe ignorarli. Se Grillo ha avuto il successo che ha avuto è perché alcuni programmi televisivi hanno mandato in onda i suoi "sfoghi di rabbia" senza contraddittorio per anni. Credo che sia arrivato il momento, visto che sono al potere, di smettere di accontentarli e di andare a conferenze stampa, dove non hanno intenzione di rispondere ai quesiti seri e concreti sul sistema Paese, per lasciarli, come loro desiderano, in mano alla rete.

Vorrei proprio vedere se tutti gli organi di informazione li ignorassero, con il solo blog di Grillo, quanti voti prenderebbero alle prossime elezioni. Tanti si accorgerebbero che non si può dare fiducia a un movimento che per codice di comportamento fa scena muta ogni volta che li si cerca di interrogare su questione che hanno il DOVERE di divulgare ai cittadini, perché sono i cittadini che li hanno votati e a loro devono rendere conto. In più, da ora in poi prenderanno uno stipendio (che non è dimezzato, leggetevi tutti gli articoli che spiegano cosa effettivamente si sono tolti) pagato da NOI. La politica non è chiamarsi cittadini invece che onorevoli, non è fotografare gli scontrini, ma prendersi delle responsibilità. E bene, che lo facciano anche "coloro a cui non si può fare domande". Appoggino il governo che vogliono, votino una legge elettorale dignitosa e riandiamo alle urne. Se avranno Fatto qualcosa verranno rieletti, se no torneranno a casa.

Gli elettori del M5S si meritavano di più, molto di più.

Claudia Sarritzu

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