Troie o Matrone?

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Micromega
27 03 2013

Tanto per parafrasare una delle sue celebri canzoni, non è proprio un "Sentimiento nuevo"* quello di Battiato che in una sede istituzionale, oltretutto europea, dà fiato a tutta la sua insofferenza nei confronti delle donne "troie" che siedono nel Parlamento italiano. La rettifica del politico-artista, forse ancora più goffa, ha cercato di riabilitare le "poverette" neoelette del Parlamento di oggi a scapito delle più peccaminose donne del Parlamento che sedeva fino all'altro giorno.

Ma dove era Battiato negli ultimi anni? Era in Italia? Guardava i Tg? Ma lo sa che dall'esito delle ultime elezioni quasi un italiano su 7 vorrebbe che Berlusconi formasse il nuovo governo?

Battiato dovrebbe sapere che Silvio Berlusconi che ha fatto dell'iperbole il suo stile di governo, ha dato centinaia di migliaia di euro non a una o dieci, ma a centinaia di donne per avere anche le più piccole attenzioni infantili nei suoi confronti. Per non parlare di tutti i suoi lacchè che siedono in Parlamento, quello di ieri e quello di oggi. Certo ci sono donne che dicono di no e basta, ma vogliamo anche prendere in considerazione che ci sono uomini che hanno una relazione diversa con il femminile, come tante donne d’altronde che non hanno bisogno di imbattersi nei "soliti uomini che ti rovinano la vita"? Potremmo andare avanti per ore con questi dritti e rovesci per concludere che semplicemente siamo tutti e tutte diverse.

Standcome donna dall'altra parte della barricata, la cosa che mi stupisce di più negli uomini che si affrettano a sanzionare pubblicamente le donne che accettano denaro o favori dagli uomini – che bramano di offrirglieli – con l'appellativo più usato e liberatorio del mondo in tutte le sue varianti linguistiche (anche per le donne), è la mancanza della messa a fuoco della questione in tutta la sua evidente anche se inconsapevole verità. La complicità che uomini e donne mettono in scena quando l’ingaggio pseudo-amoroso che fanno tra di loro si posiziona su un piano di interdipendenza e vulnerabilità, e il denaro diventa semplicemente "quel di più" indicibile che manca, quella meta-identità sessuata e personale che non ha avuto luogo di evolvere come avrebbe potuto.

Colpa delle figure originarie femminili o maschili della famiglia da cui si proviene? La madri sono onnipotenti e i padri assenti? (v. articolo di Sarantis Thanopoulos sul Manifesto) Colpa di eventi traumatici infantili? Colpa delle condizioni ambientali in cui si è vissuti? Colpa della fragilità o della meschinità della nostra personale e irripetibile identità?

O meglio ancora non parliamo proprio di colpe, ma di comprensione profonda dell’esistenza umana e della relazione con l’altro sesso, che più di ogni altra cosa al mondo, qualsiasi siano le nostra preferenze affettive e sessuali, ci apre la via di fuga per il nostro riscatto. Ma solo se siamo consapevoli.

Parliamo del nostro essere adulti e di una cultura di coppia che in questo Paese è stata polverizzata, della nostra responsabilità nei confronti delle generazioni che sono venute dopo di noi, alle quali dobbiamo un esempio diverso da quello che in molti casi abbiamo ricevuto.

Ecco, Battiato ha dato un pessimo esempio dall’alto del ruolo politico e di quello artistico che ha avuto nel panorama della cultura italiana degli ultimi 30 anni e più.

A me questo sembra il tema, questo dovrebbe essere il tema della nostra crescita umana, politica e sociale.

Ma quante volte dobbiamo dirlo? Le donne non fanno nulla senza gli uomini e viceversa. Prima lo rimettiamo a fuoco, meglio staremo. E speriamo che un "Sentimiento nuevo" davvero si possa affacciare alla finestra dell’immaginario di questo sessualmente disgraziato Paese e ci faccia perdere in un nuovo incantesimo.

Il sentimiento nuevo, di Franco Battiato 1981

"Le tue strane inibizioni
non fanno parte del sesso
i desideri mitici di prostitute libiche
il senso del possesso che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m'incatena
ed è bellissimo perdersi in quest’ incantesimo".

Monica Pepe


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