Forza Nuova: «Kyenge torna in Congo» A Macerata insulti contro il ministro

Corriere della Sera
09 05 2013

«Kyenge torna in Congo». Questa la scritta apparsa davanti alla sede del Pd, in via Spalato a Macerata, firmata dai militanti di Forza Nuova. L'attacco razzista contro il ministro per l'Integrazione da parte del movimento di estrema destra arriva dopo la proposta del senatore Mario Morgoni di concedere la cittadinanza onoraria a Cecile Kyenge. Un modo per sostenere la proposta, avanzata di Kyenge, di introdurre in Italia una legge per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli di genitori stranieri che vivono e lavorano in Italia. Il cosiddetto «ius soli».
CONTRO IL MINISTRO - «Le recenti dichiarazioni del ministro della (dis)integrazione, che si è vantata di essere arrivata clandestinamente in Italia elogiando la poligamia - si legge nel comunicato di Fn di Macerata -, una pratica avulsa alla nostra tradizione e altamente lesiva della dignità della donna, ci portano a ribadire la più totale contrarietà di Forza Nuova allo ius soli». Le parole dei militanti di Fn fanno eco anche a quelle dell'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio che nei giorni scorsi aveva dichiarato: «Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo...».

IL PD:«SPREGEVOLE»- Immediata la risposta del Pd. «Forza Nuova va oggi ben oltre ogni forma di razzismo e di inciviltà. Lo striscione volgare di insulti al ministro Kyenge e il comunicato che lo accompagna rievocano il lato peggiore del fango dell'ideologia totalitaria - ha detto il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda - L'episodio di questa mattina è semplicemente spregevole e meschino».


La scritta di Forza Nuova davanti al Pd di Macerata (Ansa)
INSULTI RAZZISTI - Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli insulti razzisti contro Cecile Kyenge anche sul web. «Attacchi razzisti inaccettabili, ma purtroppo già sperimentati sulla propria pelle da molti stranieri in Italia , tra i quali tanti medici», aveva commentato Foad Aodi presidente dell'Amsi (Associazione medici stranieri in Italia). Contro gli insulti razzisti al ministro anche una nota del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che ha espresso, a nome della presidenza di Palazzo Madama, in particolare «ferma condanna» contro le «frasi razziste» pronunciate anche da Borghezio.

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