Indifferenza, cattiveria, ignoranza dell’arcivescovo Martinez Castilla

Renato Pierri
19 giugno 2013

Il 18 giugno monsignor Fabio Martinez Castilla, arcivescovo di Tuxtla, durante l'omelia ha affermato: "Da un punto di vista qualitativo è molto più grave l'aborto dell'abuso su un minore da parte di un sacerdote...Durante la violenza sessuale è il futuro del bambino a morire, nell'aborto si tratta invece di assassinio". ...

Non è la prima volta che gli uomini della Chiesa esprimono giudizi sull’aborto,  non pensando assolutamente al dolore che possono dare a tutte le donne che hanno abortito, magari per disperazione (si pensi al concepimento a seguito di stupro, oppure al caso in cui il concepito sia portatore di gravissime malformazioni). Giovanni Paolo II arrivò a mettere la donna che abortisce sullo stesso piano di Caino che uccise Abele.

Il santo Papa sembrava ignorare che all’origine del fratricidio biblico c’era l’odio, sentimento che una donna non può avere verso il concepito. Così, oggi questo prete, con un accostamento altrettanto infelice, sembra non sapere  (o finge di non sapere?) che il pedofilo fa del male al bambino al fine di procurare piacere a se stesso.Nessuna donna abortisce per procurarsi piacere. All’indifferenza verso il dolore altrui, a una certa dose di cattiveria, oltre forse al segreto desiderio di far parlare di sé, si aggiunge l’ignoranza.
 
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