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Malala, Lilli, Franca e le sindache della Calabria: quello che le donne sanno dire

Corriere della Sera
14 07 2013

Il mondo femminile è capace di incarnare la parola feconda. E non perché le donne sono migliori degli uomini ma perché la parola è il loro unico strumento per combattere l’ingiustizia
 
di Roberta Trucco *
 
    «Un bambino, un insegnante, un libro, una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è la sola soluzione».
Il discorso di Malala all’ONU e il suo appello perché tutte le bambine del mondo abbiano diritto all’istruzione non è stato solo un richiamo ai leader mondiali affinché cambino le loro politiche. Malala si è rivolta alle donne.

    «Non chiedo agli uomini di lottare per loro, ma dico alle mie sorelle di essere coraggiose, di combattere per se stesse».
Parole per tutte noi. E che le lettrici hanno voluto sottolineare.  E noi condividiamo con questi due post.

La forza delle donne è la parola così titolava, Cristina Comencini, una lettera inviata alla Repubblica nella quale commentava la forza della donna che con la parola ha bloccato la furia omicida dell’uomo che pochi minuti prima aveva sgozzato con il macete un soldato inglese, proprio nel centro di Londra. Pochi giorni prima al funerale di don Gallo, l’intervento autorevole e fermo delle parole di Lilli ( la segretaria del Don per una vita ), pronunciate dall’altare, avevano bloccato sul nascere le contestazioni scaturite dalle parole dell’omelia del vescovo Bagnasco. In Texas la senatrice Davis ha parlato per 11 ore consecutive della donna e del diritto alla depenalizzazione dell’aborto. Obiettivo vanificare la votazione di una legge anti aborto. Franca Rame, nel suo celebre monologo, mise in parole il racconto della violenza subita riscattando così la sua storia e la storia di molte donne che subiscono violenza sessuale e neutralizzando così la paura. La lista è lunga e potrebbe proseguire con le belle parole della nostra ex ministra alle pari opportunità , Josefa Idem, in favore dei diritti di tutti, le parole autorevoli della nostra presidente della camera Laura Boldrini, le parole semplici e chiare delle Sindache della Calabria, Le Sindache con la scorta, che con parole non truccate, non retoriche, raccontano come riescono a far quadrare i conti: amministrando con coraggio, il coraggio di dire di no anche per un caffè al bar- dice la Sindaca di Decollatura-, istituendo la pratica delle gare di appalto, una pratica inconsueta per i loro paesi e spesso truccata in varie parti d’Italia. La splendida  ballata di Lea cantata in calabrese da Francesca Prestia cantastorie che piange la morte di Lea Garofalo ma ne canta il coraggio ballando al ritmo di una tarantella. Ieri all’ONU Malala ha ricordato che «le parole sono più potenti delle armi» .

Queste parole spaventano gli estremisti/E e i potenti perché li rendono impotenti. È un fatto: oggi è il mondo femminile, soprattutto quello oppresso e schiacciato, costretto ai margini dalla condizione di povertà e di sfruttamento , al quale viene spesso impedito di istruirsi e di crescere nella parità, il mondo capace di incarnare questa parola feconda.

    E non perché le donne sono migliori degli uomini ma perché la parola è il loro unico strumento per combattere l’ingiustizia e perché da sempre la praticano conoscendone il valore pacifico e creativo.
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