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Lega, Castelli: "Kyenge è una nullità". E da Maroni ancora nessuna risposta

La Repubblica
01 08 2013

Se il leader della Lega Nord Roberto Maroni ancora non risponde al ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, e partecipando alla cerimonia di inaugurazione di un tratto della variante di Morbegno in Valtellina, si limita a un "sono qui solo per parlare dell'opera", ci pensano altri leghisti a replicare.

Roberto Castelli, ad esempio, ex ministro leghista alle Infrastrutture, non esita: "Gli insulti sono sempre un errore" premette, parlando a margine della cerimonia, ma quelli contro il ministro Kyenge "sono un errore politico". Perché la Lega, dice Castelli "sta dando troppa importanza a questa persona che dal punto di vista politico è una totale nullità e sta diventando un personaggio di primaria grandezza solo per i continui attacchi un po' scomposti". Insomma, i leghisti dovrebbero smettere di insultarla non perché siano gravi gli insulti finora rivolti, ma perché grazie a questi "siamo riusciti a trasformare una che ha fatto un vero e proprio atto razzista in vittima".

Castelli sostiene infatti che "la prima razzista" è il ministro Kyenge "perchè si rifiutò di stringere la mano a un nostro consigliere di Milano". Detto questo ribadisce che si tratta di "un errore politico. Io giudico -prosegue- il ministro Kyenge impreparato e con delle idee sbagliate. Ed è su questo piano che va combattuta", convinto "che Maroni interverrà nella maniera giusta. Anzi, è già intervenuto combattendola sul piano delle idee".

Quanto alle parole del deputato leghista Gianluca Bonanno che ieri ha paragonato Sel a una 'lobby di sodomiti', costringendo il leader Nichi Vendola a intervenire, Castelli le derubrica a "scaramucce parlamentari".

Da parte sua il ministro Kyenge aspetta ancora la risposta di Maroni: "Sto aspettando la risposta di Maroni. Ho fatto una richiesta, aspetto delle risposte" ha detto, dopo che ieri aveva chiesto al segretario della Lega di far cessare gli attacchi e gli insulti contro la sua persona, altrimenti sarebbe stata costretta a non accettare l'invito a partecipare alla festa della Lega Nord di Cervia.

"Ci sono trattative in corso, ma aspetto una risposta su quanto ho chiesto - continua il ministro - la Padania può commentare come vuole, stiamo in un cambiamento culturale e si devono adeguare io sono fiera di essere italiana, ci sono degli episodi di razzismo ma c'è un cambiamento culturale che dobbiamo accompagnare, l'Italia non è razzista".

La Padania proprio oggi commentando la richiesta del ministro ha parlato di un "alibi" per evitare di partecipare alla Festa della Lega Nord di Milano marittima.



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