Via Salviati, i nomadi non se ne vanno "Il Comune ci ha abbandonato"

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Paesesera
18 09 2013

Nonostante la demolizione dell'insediamento abusivo dello scorso 12 settembre, i rom continuano ad abitare in via Salviati. Fra loro quasi 50 bambini costretti a vivere nel fango. "Non ce ne andiamo fino a quando il comune non trova una soluzione". Ma il Campidoglio sta a guardare.


Sgomberati senza essere stati sgomberati. Allontanati e lasciati nello stesso posto di prima. Sono i nomadi del campo abusivo di via Salviati, che continuano a vivere davanti alla baraccopoli demolita lo scorso 12 settembre dai vigili urbani. Aspettando che qualcuno si ricordi di loro, si sono accampati sul lato opposto della strada, pronti a dare battaglia all'amministrazione capitolina. “Da qui non ce ne andiamo”.

A Castel Romano, il campo attrezzato da cui erano scappati lo scorso giugno, non vogliono più tornare. “Lì eravamo solo 200 serbi fra quasi 2000 bosniaci. Siamo andati via perché erano prepotenti e violenti con noi e i nostri figli”. Così, nonostante l'intervento dei vigili, un centinaio di loro è rimasto a vivere dentro le auto o in tenda. I più fortunati in roulotte. Sopra il prato, i materassi sono ammassati a gruppi. Non ci sono i servizi igienici, ma non mancano cani e gatti. E piccioni, che da qualche giorno stazionano nell'area raggranellando i resti di cibo caduti in terra. “Ti sembra il posto dove far vivere un bambino?”, domanda una madre mentre allatta uno dei suoi figli.

SENZA SERVIZI IGIENICI - Non lo è di sicuro. Eppure sono quasi 50 i minori costretti ad "abitare" qui, perchè i genitori hanno rifiutato le alternative proposte dal comune. “L'altra notte abbiamo dormito sotto il temporale in mezzo al fango. Nessuno si sta interessando a noi – affermano compatti mentre seduti in circolo discutono sul da farsi - solo don Paolo, il parroco di Colle Aniene, ci ha portato le coperte”. L'obiettivo è ora ottenere un nuovo spazio, magari sempre a Tor Sapienza. Anche perchè quasi tutti, prima di andare a Castel Romano vivevano in via della Martora, poco distante da qui. “Non possiamo stare in queste condizioni – afferma uno dei portavoce, Zoran Iovanovic – non si può vivere in mezzo alla strada. Il Comune non può permetterlo. Noi facciamo appello al sindaco Marino affinchè ci venga dato un pezzo di terra dove stare coi nostri figli, perché a Castel Romano non ci torniamo”.

IL COMUNE STA A GUARDARE - Il Campidoglio per ora sembra assistere impassibile; anche perché, nello scontro, il primo che cede, perde. Col risultato, però, che saranno pure state demolite le baracche, ma i rom continuano a vivere nell'area. Come se nulla fosse accaduto. Dall'assessorato capitolino ai Servizi sociali, guidato da Rita Cutini, assicurano che le soluzioni proposte ai rom, anche lo scorso 15 settembre, non prevedevano “assolutamente” lo smembramento dei nuclei familiari, come invece affermato dai diretti interessati. Poco importa. Loro continuano a stare lì. E se di sicuro il Piano Nomadi varato da Alemanno non ha prodotto risultati positivi, quello di Marino fa già acqua da tutte le parti. Che in via Salviati con le prime pioggie è già diventata fango.

di Marco Carta

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