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Milano, il capogruppo leghista su Fb: "Vendola gay e pedofilo". Ed è bufera

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La Repubblica
03 10 2013

Dice che la sua è stata solo «una leggerezza: ho condiviso qualcosa che non avevo letto bene». Ma sulla testa del capogruppo leghista al Comune di Milano, Alessandro Morelli, adesso, piovono richieste di dimissioni e annunci di querele.

Sulla sua pagina Facebook ha postato una fotografia che ritrae il presidente di Sel, Nichi Vendola, con il suo compagno Ed e una didascalia in stampatello maiuscolo, a caratteri grandi “Gay e pedofilo”, più una frase attribuita allo stesso Vendola (“Sono pronto a fare la mamma”) e una affermazione finale: “No alle adozioni per i gay”.

Morelli, assessore nella giunta di Letizia Moratti, sostiene di non aver visto la scritta più evidente, ma di aver condiviso la fotografia (postata da un suo contatto) per parlare di adozioni gay. Una presa di distanza che, però, è arrivata soltanto dopo che quel suo post è finito sul nostro sito.

A quel punto Morelli ha rimosso il post e la foto (che lui commentava così: «Vendola vuole fare la mamma: genitore 1 o genitore 2? Qui sono tutti scemi»), scrivendone un altro: «Devo le scuse a Vendola e lo faccio qui. Non ha affermato che i bimbi devono avere una loro sessualità anche con gli adulti. Ho sbagliato a pubblicare una cosa non mia che non condivido e me ne scuso, nei prossimi giorni lo inviterò ad un dibattito sul tema della adozioni».

Tutto a posto? No, visto che — nel giro di poche ore — Morelli cancella anche le scuse, lasciando comunque commenti di ogni sorta a riempire la pagina Facebook.

Resta, insomma, tutto sospeso. Anche perché i suoi compagni di partito prendono le sue parti. Il segretario lombardo del Carroccio, Matteo Salvini, scrive: «Si scatena una "bufera" su Morelli per una cazzata su Facebook, intanto la disoccupazione giovanile vola al 40 per cento, le aziende chiudono, i giovani partono, Milano fa schifo». Mentre il segretario provinciale Igor Iezzi tenta il ribaltone: «La sinistra milanese si occupi degli enormi errori commessi dall'amministrazione Pisapia invece di stare al computer».

Nichi Vendola affida a un comunicato stampa di Sel la risposta — «Morelli stia tranquillo: delle sue farneticanti e miserabili parole risponderà in tribunale» — e lascia che siano i consiglieri milanesi ad argomentare: «La definizione di pedofilo riferita a Nichi Vendola in quanto omosessuale esige una risposta chiara, tale affermazione è chiaramente incompatibile con qualsivoglia ruolo istituzionale e le dimissioni dal Consiglio sono per noi l’unica opzione possibile», è la linea netta di Luca Gibillini.

Sulla vicenda interviene anche Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, che commenta:" Il consigliere Morelli, nonostante le buone maniere, ha finalmente gettato la maschera. E' anche lui intriso di quel pregiudizio, disprezzo e odio verso gli omosessuali che caratterizza il movimento per cui milita. Inutile cancellare il post incriminato, chiedere scusa e invitare a parlare di diritti come ha fatto. Ha dimostrato chiaramente il suo pensiero un anno fa nel dibattito sul registro per le unioni civili. Se lì ha soffocato l'istinto, provando ad argomentare con ragionamenti sottili, ma sbagliati fin dalle fondamenta, oggi lo lascia libero nel modo più becero: prima insulta e confonde, forse preso dalla foga di essere brillante, poi cancella il post, poi cancella anche il post di scuse per sfuggire agli attacchi di cittadini indignati. Insomma, Morelli non si comporta diversamente dai bulli di periferia".

Oriana Liso

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