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25 novembre, foto dal mondo della violenza

Monica Pepe
25 novembre 2013

Inconscio collettivo e politica della violenza, storie personali e contesti sociali: ecco i quattro cantoni del grande gioco della vita e chi sta in mezzo siamo noi.
La violenza sulle donne è sempre stata l'ombra lunga dell'inconscio collettivo, oggi però dalla violenza si è passati al femminicidio e dalla vergogna sociale delle donne alla spettacolarizzazione del fatto che vengano uccise.

Altri due tratti distintivi: l'immagine martellante di foto con occhi neri di donna truccati ad arte come abbottati di violenze dal compagno, l'autonarrazione di donne infelici con uomini violenti o traditori, il cui unico riscatto è la evacuazione a trasmissioni televisive dell'industria del dolore.
"E' così intelligente, ti capisce subito". Dice una pubblicità di una nota marca di creme antirughe per donna. Nella prossima verremo direttamente invitate ad andarci a letto. Pensa che meraviglia, un tocco di crema sul viso e poi travolte da un insolito orgasmo alla Harry ti presento Sally.

Attenzione che a breve il salto nel consumo pneumatico toccherà ai rapporti omosessuali, transessuali e a qualsiasi battito di ciglia umana. Ogni processo di legittimazione personale e politico passerà da un atto di compravendita. Ci ricorda qualcosa?

Il mercato attira e spinge come una fonte d'acqua sorgiva tra le rocce di una montagna, felice di potersi esprimere a cascata con una libertà ed un'assenza di vincoli senza precedenti. E da quando la violenza non crea più pudori è diventata la gallina dalle uova d'oro, sulle donne, bambini e bambine, sui disabili. Più deprecabile è e più vende.

Mai come quest'anno il 25 novembre le Istituzioni sono Padrone della violenza sulle donne in un fiorire di celebrazioni a uso e profitto della loro immagine laccata e paternalista. Sempre meno le iniziative di movimento, schiacciate come sono le persone di ogni età tra vuoto di lavoro e vuoto di relazioni umane e sociali.

Il governo di Larghe Imprese lo scorso ottobre firma una legge contro la violenza di genere "mettendo in sicurezza" donne e cantieri No Tav.
Sicure da morire o vittime a tutti i costi: le donne non possono revocare la denuncia in caso di violenze ad alto rischio, dice la legge, senza però mai prevedere neanche l'ombra di un lavoro per loro, servizi pubblici per i loro figli e servizi psicologici per loro. Le operatrici dei Centri antiviolenza sfiancate da un lavoro di ascolto continuo di storie che sembrano uscite da un altro secolo, cioè questo, lo dicono ovunque: chiediamo alle donne di denunciare sapendo che appena tornano a casa, soprattutto se il Commissariato o l'agente di turno notifica la denuncia al marito, vanno incontro a più gravi violenze o a morte certa.

Occorre ripetere che questa Legge non prevede il finanziamento di nessuna misura di educazione affettiva e sessuale nelle Scuole. Nessun servizio psicologico, nessun aiuto, niente.

Ma si sa, Alfano premeva per questa legge da sfilare al governo Letta, in perfetta cultura fascista, e chi è più sacrificabile delle donne? "Perforabili" come le montagne incontaminate della Val di Susa.
Repressione umana e repressione sociale.

Venerdì scorso due malati di Sla in presidio sotto al Ministero dell'Economia si sono staccati il respiratore per avere i fondi per l'assistenza domiciliare indiretta che la Legge di "stabilità" vieta, per consentirgli di stare a casa con la loro famiglia. Per radio in diretta la madre di uno di loro costretta a fare da portavoce al figlio senza più ossigeno. La perversione politica di questo quarto di secolo e di questi ultimi governi non hanno precedenti e anche noi siamo ammalati cronici se nulla più riesce a scuoterci.

Continuo a chiedermi dove sono gli uomini e le donne di oggi in carne ed ossa, oltre che nelle pareti della loro mente. Se la sostanza di una relazione tra sogno e bisogno d'amore in fondo non rimane la stessa ma il potere sempre più occulto ne rende più indistricabile l'enigma e la trama, il trauma e la soluzione.

Una delle iniziative di oggi 25 novembre ha per titolo "Sii dolce con me, sii gentile". E credo che questo invito dovrebbero rivolgerselo a vicenda ogni giorno uomini e donne di ogni età. Più spesso gli adulti che si dimenticano quanto l'essere gentili e presenti con i loro figli cambierà la loro vita.

Sono molto più vere e coraggiose le parole di Aung San Suu Ky un mese fa a Roma "la battaglia per i diritti delle donne è fondamentale, perché le donne hanno nel corpo e nella memoria la forza delle cose, ma anche gli uomini, anche degli uomini abbiamo a cuore i diritti, e vogliamo che sappiano che quando avremo conquistato i nostri saremo tenere con loro, non devono avere paura di noi".

Così come avrei trovato molto più onesta e progressista la recente campagna della Regione Lazio "NoiNo" se tutti quegli uomini famosi avesse detto di No alla violenza, magari con una frase tipo "Nel conflitto tra i sessi la violenza ci fa perdere a tutti".

L'istantanea dell'inconscio collettivo maschile è sempre stato e rimane il controllo del corpo della donna. L'istantanea dell'inconscio collettivo femminile rimane il materno che controlla l'uomo e l'umano.

Il futuro politico di ogni luogo e società umana passa dalla capacità di uomini e donne adulte di vivere passioni personali, sessuali e politiche aggiungendo a queste istantanee ancestrali (foto)grammi di libertà.
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