L’appello delle donne saudite: “Basta con il dominio maschile”

La Stampa
05 03 2014

“Abbiamo diritto ad essere considerate cittadini come tutti gli altri”: è la tesi che ha spinto un gruppo di attiviste saudite ad inviare una petizione al Consiglio della Shura in Arabia Saudita chiedendo “la fine del dominio maschile e l’estensione dei diritti delle donne”.

Le 25 firmatarie del documento includono alcune docenti universitarie del regno wahabita che hanno deciso di compiere tale passo in coincidenza con l’8 marzo ovvero la Festa della Donna. Azizah al-Yousif, che ha aderito al documento, afferma a “Saudi Gazette” che l’”intenzione del nostro gruppo è di essere ascoltati” affinchè i “diritti delle donne vengano messi in cima alle priorità del Consiglio della Shura”, all’interno del quale vi sarebbero almeno due componenti favorevoli a discutere gli argomenti sollevati.

Il Consiglio della Shura è un organismo consultivo, composto da 150 membri, il cui mandato è proporre nuove leggi e correggere quelle esistenti, sebbene rimanga il sovrano l’unica autorità cui spetta emanarle e ordinarne l’applicazione. In particolare, la petizione delle femministe saudite suggerisce alcuni emendamenti “da adottare il prima possibile” che riguardano la fine dell’obbligo per le donne di avere un’”autorizzazione del guardiano maschio” per completare la propria istruzione, per lavorare o viaggiare. Le donne vogliono anche vedersi riconosciuto il diritto di essere parte civile nei processi, di ricevere trattamenti medici, chiede l’emissione di carte di identità e passaporti senza dover dimostrare di avere il consenso degli uomini. Il riferimento alle cure mediche ha a che fare con le vittime degli abusi domestici - donne e bambini - che chiedono di avere il diritto di farsi ricoverare in ospedale senza essere obbligati ad avere l’autorizzazione di mariti e padri che a volte sono gli stessi autori di tali violenze. Un’altra delle firmatarie, Haya al-Manee, in un articolo sul giornale “Al-Riyadh”, afferma che “il problema alla radice di tali carenze di diritti sta nel considerare le donne come dei minori che hanno bisogno di un’autorizzazione per ogni azione di rilevanza sociale” mentre “le donne saudite meritano di essere trattate da cittadini come tutti gli altri”.

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