Roma città aperta, alla repressione

La luna al popoloMonica Pepe, MicroMega
25 settembre 2014

La lingua scappa di mano al Primo Ministro Renzi in visita negli Stati Uniti "Per primo ho la consapevolezza che alcune cose vanno cambiate in modo quasi violento" (Adn Kronos).

Doveva essere un segnale a banda larga perchè a Roma è arrivato forte e chiaro, tanto che la Procura predispone l'arresto cautelare di due esponenti della rete dei Movimenti romani, Nunzio D'Erme del Centro Sociale Corto Circuito e Marco Bucci, del Centro Sociale Spartaco, per resistenza a pubblico ufficiale.

In particolare D'Erme per la sua personalità carismatica, in grado di inquinare le prove e sobillare altri a reiterare condotte violente, ieri mattina viene portato in carcere al Regina Coeli (oggi Presidio alle ore 18.30 davanti al carcere, a seguire Assemblea cittadina al Cinema Palazzo).

Il pretesto risale a maggio, all'iniziativa istituzionale di contrasto all'omofobia "Caro Prof sono gay" nella sede del Municipio, a  cui aveva partecipato anche la Presidente del VII Municipio romano Susi Fantino, un assessore e la parlamentare di Sel Celeste Costantino. Una iniziativa culturale per favorire una cultura di genere nelle scuole,  a cui alcuni esponenti del movimento di stampo fascista Militia Christi intervengono per interrompere il convegno e aggredire i partecipanti. Ma a essere arrestati sono i ragazzi dei Centri sociali che hanno difeso chi era lì.

"Nunzio è stato eletto 2 volte Consigliere, perchè qualcuno lo ha votato, ciò vuole dire che lui ha rappresentato qualcosa nella storia della città. E se il messaggio che arriva è il suo arresto, il messaggio è preoccupante, perchè vuol dire state zitti non parlate" dice Susi Fantino che governa un pezzo di città di oltre 300mila cittadini "e noi dovremmo aver paura di fare iniziative come questa nelle  sedi istituzionali? Non è possibile che il problema della casa che come risposta abbia solo atti repressivvi, non è possibile che il problema del lavoro criminalizzi chi il lavoro non l'ha".

"Roma è una città ormai chiaramente allo sbando" dice bene Federico del Corto Circuito, perchè a Roma dall'immondizia al traffico, è chiaro ormai che la politica ha mollato "Nunzio è uno che sa ascoltare e sa parlare con la gente perchè sa interpretare quello che accade". E a Roma di roba ne accade tanta, ormai tutti i giorni in un clima sempre più surreale come il suo passato felliniano.

Solo nell'ultima settimana: Corcolle, Tor Pignattara, tre ragazze prese a pugni al Pigneto da un gruppo di uomini. Una famiglia con due minori viene sfrattata a Centocelle, durante il picchetto di solidarietà la Polizia carica senza avvertimento un gruppo di giovani che volevano difendere il diritto di quella famiglia a non finire per strada. Due rappresentanti sindacali dell'Usb vanno in televisione a denunciare le loro condizioni di sfruttamento, quando tornano a casa trovano la lettera di licenziamento. Prima dell'estate 8mila bambini a Roma rimangono senza asilo nido. I genitori? Quasi tutti precari.

Ha ragione l'antropologo Marco Aime, a scontrarsi non sono le culture, sono le persone. Ma qui sullo scontro qualcuno ha scommesso forte, perchè lo scontro è redditizio tanto da aver regalato il dono dell'invisibilità al Sindaco di Roma Marino, a meno che non stia a Palazzo dei Conservatori a fare compagnia all'originale del Marc'Aurelio.
 
A Roma pero' sta accadendo qualcosa che i romani cominciano a realizzare, perchè questo scontro tra persone, tra razze, tra disperazioni metropolitane si sta dimostrando il più grande laboratorio di repressione mai sperimentato prima.

Il primo a essere "fortemente preoccupato" è Marco Lucentini, Avvocato dei due attivisti. "D'Erme risponde di procurata evasione perchè avrebbe favorito la fuga di un attivista arrestato dalla polizia intervenuta all'interno del Municipio. C'è da discutere sulla legittimità dell'arresto che avrebbe dato causa a tutta la vicenda perchè dall'ordinanza non si capisce quali sarebbero stati i fatti che hanno condotto ad arrestare questo ragazzo".

Secondo Lucentini poi, per le lesioni gravi ad uno dei poliziotti,  i referti medici indicano 47 giorni di prognosi, quasi un tentato omicidio. Peccato che all'inizio il referto era per una contusione lombo sacrale con prognosi di 3 giorni e a distanza di tempo questa persona si fa allungare la convalescenza accusando problemi non evidenziati subito dopo il fatto.
Di inconsistenza dal punto di vista giuridico dell'arresto di Nunzio D'Erme e Marco Bucci, parla Francesco Raparelli, come unico modo possibile per fermare chi la città in mano agli speculatori finanziari non la vuole consegnare. "In questi giorni si discute il Job Acts, a breve una legge di stabilità continuerà a privatizzare e a distruggere il welfare. Questi arresti sono un segnale a tutto il Movimento".

Di segnali ne arrivano a frotte da quanto a Roma mesi fa si è costituita la Rete degli Spazi sociali e soprattutto da quando è finita l'estate. I sigilli al Corto Circuito per impedire il funzionamento quotidiano, gli sgomberi degli spazi sociali a Milano e a Bologna, gli arresti sempre più silenziosi di ragazzi e ragazze che difendono ancora un mondo ideale per sè e per gli altri che il potere vuole cancellare. "Sono stillicidi" dice Irene di Metropoliz e dei Blocchi Precari Metropolitani, perchè i ragazzi arrestati in questi mesi cominciano a non contarsi più, "dobbiamo fare una campagna in grado di parlare alla città sulla libertà di movimento, sul perchè a Roma si stanno chiudendo gli spazi di democrazia e di libertà".

Il Sindaco Marino invece consegna la città alla Magistratura e alla Questura, non solo per fargli riscrivere i rapporti sociali nella città ma perchè gli Ultimi vengano cancellati, e con loro i Centri sociali che le battaglie per gli ultimi le hanno sempre fatte, a Roma e in Italia.

L'applicazione moderna del modello-mercato Todo modo di cui Renzi e i poteri finanziati sono ossequiosi credenti, non prevede intralci come la città che gli Spazi sociali disegnano ormai da 30 anni a Roma, pensando forse a Zenobia tra le più belle delle Città invisibili di Calvino. "Non è in queste due specie che ha senso dividere la città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati".

E così le istituzioni temono i corsi di lingua per stranieri e italiani, le trattorie popolari, lo sport popolare, agricoltura biologica con i circuiti Terraterra e Genuino Clandestino, musica, cinema, teatro, relazioni. Tutto a un prezzo popolare, per ricordarsi che essere vivi non è un lusso. Temono chi lotta per dare la casa a chi non ce l'ha. Questo sono i Centri sociali da 10, 20, 30 anni come sa bene il Forte Prenestino che fu il primo, questo sono i laboratori sociali, le fabbriche occupate come Officine Zero e i teatri occupati come il Valle Occupato. Luoghi di produzione di cultura giovanile, luoghi in cui la gente trova ancora l'umano piacere di stare insieme, intrecciare storie e vissuti, convinzioni, passioni e politica, senza essere espropriato della propria umanità, che di tutti rimane il danno maggiore.

"Con Roma città aperta l'Italia ha riconquistato il diritto di guardarsi di nuovo in faccia" disse Jean-Luc Godard all'uscita del film.
Oggi è il venuto il momento di riconquistare il diritto alla città.


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