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Pubblicità offensiva: quali regole? È ancora necessario parlarne

Corriere della Sera
19 10 2014

di Francesca Zajczyk*

Ancora troppo spesso pubblicità e media tendono ad abusare dell’immagine delle donne, svilendone il ruolo ed offendendone la dignità. Talvolta, la diffusione di immagini umilianti o degradanti rischia di essere drammaticamente legata al tema della violenza di genere. Insieme alla sensibilità dell’opinione pubblica infastidita e offesa davanti a queste immagini, cresce l’esigenza di porre vere e proprie regole normative per limitare il fenomeno.

Per riflettere su quali possano essere le azioni normative da adottare ho chiamato a raccolta rappresentati del Parlamento europeo e italiano e delle associazioni dei Comuni per un convegno. Corpi in pubblicità: quali regole? Ci vedremo venerdì 24 ottobre a Palazzo Marino, dalle 9.30 alle 16 in una giornata aperta al pubblico e che per essere concreta abbiamo suddiviso in tre panel.

L’incontro è la naturale continuazione del convegno dello scorso anno Quando comunicazione fa rima con discriminazione? Che fa parte di un percorso che avviammo come Comune di Milano approvando la delibera Indirizzi fondamentali in materia di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità della donna (28 giugno 2013).

Rispetto all’anno passato, l’ambito di riflessione si amplierà, non solo alle iniziative intraprese dalle Amministrazioni locali, ma anche al quadro europeo e nazionale.

L’esigenza di introdurre regole specifiche volte a promuovere un utilizzo rispettoso dell’immagine femminile è stata messa in luce, in primo luogo, dalle Istituzioni dell’Unione europea (Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 Sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini e Risoluzione del 12 marzo 2013 Sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione europea).

Nel primo panel, Tra legge e autodisciplina: voci dal Parlamento europeo, il dibattito è animato dalle parlamentari europee: Ines Ayala Sender(Partido Socialista Obrero Español – S&D), Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere
, Barbara Matera (FI – PPE), vice presidente Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, Alessia Mosca (PD – S&D), Commissione Commercio Internazionale, Patrizia Toia (Capodelegazione PD), vice presidente Commissione Industria, Ricerca Energia. Si concentra su alcuni interrogativi di fondo.
Qual è la strada indicata dall’Unione per risolvere il problema della pubblicità sessista? Quali sono gli strumenti più efficaci per limitare tale fenomeno?

Per rispondere a tale quesito ragioneremo sui risultati di un recente studio del Parlamento europeo che, fornendo una panoramica degli atti normativi esistenti nei 27 Stati membri (codici di autodisciplina – leggi specifiche – norme in leggi che regolano il settore delle pubblicità – norme in leggi per le pari opportunità), mette in luce vantaggi e debolezze delle diverse scelte adottate.

Nel nostro Paese, non esistendo ancora una legge specifica in materia, ha assunto un ruolo fondamentale nel contrasto alla pubblicità sessista l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria . Tenendo conto di queste premesse, il secondo panel gravita su una domanda: Tra legge e autodisciplina: quali regole per l’Italia? La voce passa a rappresentanti del Parlamento italiano: Fabrizia Giuliani – Deputata (PD) Commissione Giustizia, 
Barbara Pollastrini – Deputata (PD) Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, 
Lia Quartapelle – Deputata (PD) Segretario Commissione Affari Esteri e Comunitari
, Walter Verini – Deputato (PD) Commissione Giustizia – Capogruppo PD, 
Elisabetta Mina – Vicepresidente Comitato di Controllo IAP, 
Marilisa D’Amico e Benedetta Liberali – Giuriste (Università Statale di Milano).
Si cercherà di individuare quale sia la via più adeguata (o forse più realistica) per risolvere il problema della pubblicità offensiva anche a livello nazionale. È necessario o opportuno intervenire per via legislativa oppure è sufficiente rafforzare i poteri degli organi di controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria?

L’ultima parte del convegno, I Comuni e la pubblicità sessista: a che punto siamo?, si concentrerà sulle iniziative intraprese dalle Amministrazioni, anche con l’obiettivo di individuare gli strumenti che, una volta adottati a livello nazionale, possano determinare effetti concreti nei territori cittadini e metropolitani. Al panel intervengono: Alessia De Paulis – Delegata Pari Opportunità ANCI, 
Angela Fioroni – Segreteria Lega delle Autonomie Locali Lombardia
, Silvia Giannini – Vicesindaca del Comune di Bologna
 Rappresentante del Comune di Catania, 
Tiziana Scalco – Segreteria Camera del Lavoro di Milano, 
Daniela Brancati – Presidente Premio Immagini Amiche – UDI
. E 
 Giovanna Martelli, Deputata (PD) Consigliere del Presidente del Consiglio in materia di Pari Opportunità

Sempre più forte è la convinzione che le iniziative a livello locale, debbano essere accompagnate da un’adeguata disciplina a livello nazionale ed europeo. Grazie alle idee e alle riflessioni che raccoglieremo il 24 di Ottobre, ci auguriamo di riaprire il dibattito anche a livello nazionale e di trovare una soluzione normativa al problema della pubblicità sessista. E’ una richiesta che proviene direttamente dall’Unione europea e non può rimanere ancora a lungo inascoltata.

 

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