Il "coraggio" di rispettare una legge

Paolo Izzo/Corrado Augias, La Repubblica
20 novembre 2014

Caro Augias, contrariamente a quanto affermato dal Papa di fronte a 7mila medici italiani cattolici, nel nostro Paese l'obiezione di coscienza in tema di interruzione di gravidanza e di fecondazione assistita non può definirsi né controcorrente né coraggiosa.

Basta pensare alle altissime percentuali di medici che obiettano in Italia, superando anche il 90% in regioni come il Molise e attestandosi mediamente sul 70%. Non coraggiosa, in quanto prevista e tutelata dalle leggi nn. 194/78 e 40/2004, cioè da quelle stesse norme che garantiscono e che dovrebbero tutelare le donne nella loro scelta di interrompere una gravidanza o di iniziarne una con l`aiuto della scienza.

Per essere davvero coraggiosi e controcorrente i medici italiani che optano per l`obiezione di coscienza dovrebbero palesarsi, non solo in una affollata udienza papale, ma anche pubblicamente e in anticipo rispetto alla scelta delle donne di farne i «loro» medici e rispetto allo Stato, che è tenuto a riequilibrare la loro presenza nel servizio sanitario pubblico, in modo da garantire anche per le donne, se non dispiace a Dio, l`applicazione delle leggi nn. 194/78 e 40/04.
Paolo Izzo

Mi sono chiesto anche io come mai papa Bergoglio sia uscito con una frase così forte e che è molto lontana dalla prevalente - di gran lunga prevalente - situazione italiana. Invocare il coraggio e il saper andare "controcorrente" in un Paese dove ci sono ospedali° reparti con punte del cento per cento di obiettori di coscienza sia per l`aborto sia per la fecondazione assistita, è offensivo verso quei pochi medici dotati di sufficiente coraggio per andare davvero controcorrente e continuare a rispettare una legge dello Stato quando ci siano i requisiti previsti.

Mi ha scritto il signor Roberto Martina (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.): «Ho compassione per i poveri medici cattolici obiettori. Da una parte denunciati, processati e poi, giustamente, condannati in Cassazione; dall`altra istigati dal Papa a violare ripetutamente la Legge». Fiamma Abrami (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.): «Sono nata donna e italiana. Se solo il Papa sapesse che il 70% dei ginecologi è obiettore!». Ovviamente le parole della signora Abrami sono ironiche. Il Papa è certamente informato della situazione. Allora, perché ha usato parole così inappropriate?

Ho fatto due ipotesi che sono, sia chiaro, opinabili. La prima è che le abbia usate a fini di politica interna. Dovendo contrastare numerosi avversari della sua linea, ha creduto di dover rinforzare il messaggio per chiudere almeno uno dei possibili fronti di scontro. La seconda è che si sia trattato di un espediente retorico: dare un significato "coraggioso" a un gesto che di coraggio, in Italia, ne chiede assai poco. A parte la possibile elusione di una legge.
Corrado Augias

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