Aids, l’epidemia corre in Asia e Europa dell’Est

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Le persone e la dignità
02 12 2014

Il primo dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. Una malattia che grazie alla prevenzione e ai farmaci è tenuta sotto controllo. (sopra una manifestazione contro l’Aids in Indonesia) ma che non va presa sottogamba. Secondo recenti dati resi noti da UNAIDS, programma delle Nazioni Unite sull’AIDS, hanno perso la vita a causa del virus 1.5 milioni di persone nel 2013 ed oltre due milioni di individui sono stati contagiati.

“Nel mondo l’epidemia peggiore di Aids al momento è quella che si sta registrando nell’Europa dell’Est e in Asia centrale. Anche se in Africa c’è il maggior numero di casi si è visto che dove è stato migliorato l’accesso ai farmaci, è calato il numero di infezioni. In Russia e in altri Paesi dell’Est Europa invece c’è un minor accesso al trattamento rispetto a quanto avviene in Africa, e questo ha portato ad aumento esponenziale dei casi negli ultimi anni, che in alcune realtà sono addirittura triplicata” spiega Alessandra Cerioli, presidente della Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids).
In Italia, invece, aumentano i casi tra i giovani omosessuali mentre tra gli stranieri la prima via di trasmissione è eterosessuale. Sono i dati dell’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità. Non varia il numero delle nuove diagnosi di Hiv che nel 2013 sono state 3806, stabile ancora il numero dei casi di AIDS, che nel 2013 sono stati 1.016. In Italia vivono circa 100 mila persone con l’Hiv o l’Aids. La cifra non include la quota degli inconsapevoli dell’infezione, cioè Hiv-positivi ma privi di diagnosi e all’oscuro del proprio stato di sieropositività. Si stima che la percentuale delle persone che non sanno di essere Hiv infette può variare dal 13% al 40% e, considerando queste stime quindi, il numero dei viventi con Hiv o Aids in Italia potrebbe variare da 108 mila a 156 mila. La modalità di trasmissione più frequente è quella eterosessuale (37%) mentre i consumatori di sostanze per via iniettiva sono il 28% e i maschi che fanno sesso con maschi rappresentano il 27%. Secondo la Lila in Italia si sconta ancora il fatto che si stigmatizzano ancora molto i sieropositivi.

“Sulla stampa nazionale – ha spiegato Alessandra Cerioli, presidente della Lila - continuano a leggersi rappresentazioni negative dei malati e della malattia, mentre non si parla dei veri comportamenti a rischio. Il risultato è che c’è ancora molta confusione e disinformazione”.

Proprio per favorire la diffusione delle informazioni la regione Toscana ha sviluppato un’app rivolta ai giovanissimi dal titolo “I love – safe sex”. Sottotitolo: “Tutto quello che devi sapere sul sesso, e che non osi chiedere”. Sulla app, scaricabile gratuitamente dai principali store per smartphone e tablet, sia per iOS che per Android, si potranno trovare: un dizionario ragionato con le più comuni patologie sessualmente trasmissibili; un servizio di geolocalizzazione per trovare e contattare velocemente, a Prato, il centro della Asl più vicino per fissare un appuntamento; 10 domande a cui trovare subito una risposta, dall’uso corretto del preservativo ai dubbi sull’affettività e il rapporto con gli altri, al test dell’Hiv.

La buona notizia è che l’Aids potrebbe essere debellato entro il 2030. Lo afferma Christoph Benn, direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria: “Da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all’AIDS. Attualmente, il Fondo Globale sostiene 6,3 milioni di persone in trattamento antiretrovirale. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto. HIV e AIDS sono ancora la prima causa di mortalità nell’Africa subsahariana tra gli adulti”.

Ultima modifica il Martedì, 02 Dicembre 2014 12:41
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