La religione incompresa

Essere tolleranti tra eguali costa meno, rende l'autocontrollo meno difficile. E soprattutto, ci fa dimenticare la radicalità del fenomeno religioso. Fa dimenticare che la cultura dei diritti è un bene delicato; che l'abitudine che abbiamo acquisito in questi due secoli di dissentire con ragioni invece che con i pugni non ci ha al fondo cambiati, che la religione non è diventata una filosofia o una visione del mondo come le altre; che, infine, anche il pluralismo, quando riesce a stabilizzarsi, non è proprio lo stesso di quello che si trova nel libero mercato delle idee dove si sceglie tra varie opzioni.
Nadia Urbinati, La Repubblica ...
Altro in questa categoria: La prima vittoria dei freelance »
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook