Un anno fa la morte di Riccardo Magherini, a giugno il processo

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La 27ora
04 03 2015

Oggi è il primo anniversario della morte di Riccardo Magherini, deceduto nelle prime ore del 3 marzo 2014 a Firenze. I suoi familiari e gli amici lo ricorderanno a partire dalle 18 con una funzione religiosa e una fiaccolata a piazza Santo Spirito.

È l’1.20 della notte tra il 2 e il 3 marzo dello scorso anno. A seguito di ripetute segnalazioni circa un uomo che grida aiuto, i carabinieri arrivano a Borgo San Frediano.

Riccardo Magherini ha avuto un attacco di panico. Non è una cosa banale. Chi ne soffre sa di cosa si tratta.

Cosa lo abbia provocato resta oscuro. È a cena in un ristorante di San Frediano, poi si reca in un hotel di piazza Ognissanti. Chiama un taxi, ma qui si impaurisce e scende. Chiede un passaggio a un automobilista, dice che lo stanno inseguendo e vogliono sparargli. Qualcuno lo ha visto litigare con una persona su Ponte Vespucci. Il cellulare che si perde, un bossolo calibro nove di una pistola a salve che viene ritrovato qualche giorno dopo.

Un mese fa, il giudice dell’udienza preliminare del tribunale fiorentino ha accolto la richiesta del pubblico ministero responsabile delle indagini e ha disposto il rinvio a giudizio di sette persone, quattro carabinieri e tre operatori volontari della Croce rossa, con l’accusa di omicidio colposo.

Secondo il pm, Riccardo Magherini morì per arresto cardio-respiratorio e intossicazione acuta da cocaina “associata a un meccanismo asfittico”: i carabinieri intervenuti per eseguire il fermo avrebbero bloccato Magherini a terra premendo con forza eccessiva sulla regione scapolare e sulle gambe. Un’azione non necessaria, eseguita quando l’uomo era già immobilizzato e in manette. Uno dei quattro militari rinviati a giudizio è anche accusato di percosse, avendo in quel frangente preso a calci Riccardo Magherini.

Gli operatori sanitari giunsero 13 minuti dopo e, secondo l’accusa, non valutarono in modo corretto la situazione, non controllarono i parametri vitali e non aiutarono Riccardo Magherini a riprendere una normale respirazione.

Più volte, in quei momenti, Riccardo Magherini chiese aiuto e implorò ”Non ammazzatemi!“.

Il processo inizierà l’11 giugno.

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