La Fabbrica recuperata VIO.ME di Salonicco sotto sgombero. Appello di solidarietà

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DinamoPress
17.03.2015

I lavoratori della VIOME a Salonicco in Grecia hanno tenuto duro contro la disoccupazione e la povertà, portando avanti una dura lotta per autogestire la loro fabbrica occupata in condizioni molto avverse. Da due anni stanno producendo e commercializzando prodotti di pulizia ecologici nella fabbrica occupata, garantendo così un modesto reddito alle loro famiglie. Hanno lavorato in condizioni di uguaglianza e decidendo collettivamente in assemblea. Nello stesso tempo hanno ricevuto una grande ondata di solidarietà dalla Grecia e dall’estero, facendo della loro battaglia un emblema della lotta per la dignità umana in una Grecia in piena crisi.

Gli ex proprietari della fabbrica, la famiglia Fillipou non ha mai smesso di tentare di bloccare il processo, presentando ostacoli legali ad ogni passo del cammino. Quattro anni fa hanno abbandonato la fabbrica, appropriandosi di tutti i benefici e rimanendo in debito con i lavoratori per centinaia di milioni di euro per salari non pagati, condannando le loro famiglie alla povertà e alla miseria. Oggi si presentano di nuovo, cospirando con gli amministratori provvisori corrotti e il sistema giudiziario con lo scopo di liquidare l’impresa.

Mentre gli ex proprietari furono condannati in prima istanza a 123 mesi di prigione per i milioni dovuti ai lavoratori, la corte d’appello ha ridotto a 43 mesi questa sentenza, assolvendoli in questo modo nei fatti, dal dovere di rimborsare i lavoratori. Allo stesso tempo, il 23 marzo ci sarà un nuovo processo per decidere della richiesta degli amministratori di liquidare i macchinari e gli impianti. Se la corte dovesse decidere a loro favore, grandi interessi finanziari e immobiliari potranno mettere piede nello stabilimento della VIOME.

Noi lavoratori della VIOME insieme al movimento di solidarietà nazionale e internazionale siamo decisi nel porre resistenza ad una possibile vendita con qualsiasi mezzo a nostra disposizione. Venerdì 20 marzo faremo una protesta nel centro della città di Salonicco, con un mercato di agricoltori e con la vendita diretta dei prodotti VIOME al pubblico. Lunedì 23 marzo ci raduneremo di fronte al Palazzo di giustizia per protestare contro l’intenzione degli amministratori e dei giudici di liquidare l’impresa e i suoi impianti, condannando così i lavoratori e le loro famiglie alla disoccupazione e alla miseria, per servire gli interessi dei potenti.

Inoltre dichiariamo che, indipendentemente dalla decisione del tribunale, siamo decisi a resistere e a difendere la fabbrica VIOME, un posto di lavoro che si mantiene vivo grazie alla determinazione dei lavoratori e alla solidarietà della comunità più ampia. Ci rifiutiamo di cederla ai poteri giudiziali che si sono negati più volte a rendere giustizia ai lavoratori e ai più sfavoriti.

Il nostro destino sta nelle nostre stesse mani, gestiamo il nostro lavoro e la nostra vita noi stessi. Non permetteremo che nessuno distrugga ciò che abbiamo costruito con tanto sforzo. Dichiariamo ai giudici, alla polizia, agli amministratori, agli ex proprietari e agli aspiranti compratori:

LA VIOME NON E’ IN VENDITA!

LA VIOME E’ DEI LAVORATORI!

traduzione a cura di Nadia De Mond

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