Verso l’ok al divorzio breve, 6 mesi per dirsi addio

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La Stampa
22 04 2015

Sei mesi per dirsi addio. Al massimo un anno, se si decide di ricorrere al giudice. Oggi il divorzio breve potrebbe diventare legge e mettere in atto, così, una vera e propria svolta per l’Italia visto che si va a modificare una norma di oltre 40 anni fa.
Non saranno, dunque, più necessari tre anni per mettere fine al proprio matrimonio. Non solo, il testo che è stato approvato in prima lettura alla Camera, che è stato modificato al Senato - con lo stralcio della norma che prevedeva il divorzio immediato ma non solo - e che domani sarà votato definitivamente alla Camera, prevede novità anche sulla comunione dei beni. «È una norma di civiltà - ha detto oggi in aula quasi del tutto vuota la relatrice Alessia Morani - Sono decenni che il Paese aspetta norme più moderne che accorcino i tempi del divorzio riducendo peraltro quelle conflittualità di cui sono vittime in primo luogo i figli delle coppie che scelgono di separarsi». Così «non si distrugge la famiglia», ha messo in chiaro Fabrizia Giuliani del Pd. Anzi, «investire sulla libertà e sulla responsabilità rafforza i legami».

E se sul ddl si è mostrato soddisfatto anche il M5S che ha assicurato il «contributo propositivo sia alla Camera che al Senato» e ha definito la futura legge una vittoria anche dei grillini («è la dimostrazione che non diciamo sempre no»), Alessandro Pagano, di Ap, ha invece mostrato tutta la sua contrarietà ad una legge che rischia di «causare disastri inenarrabili» visto che rende la società «sempre meno responsabile». Da lì il suo voto contro «a titolo personale» pur riconoscendo che grazie ad Ap-Ncd la norma è stata migliorata («ci prendiamo il merito di non aver fatto passare il divorzio sprint al Senato»).

Ed ecco cosa prevede il divorzio breve: non saranno più necessari gli attuali tre anni di attesa, innanzitutto, indipendentemente dalla presenza o meno di figli; restano i due gradi di giudizio. Il termine decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale. Novità temporale anche per la divisione dei beni: la comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale. L’ordinanza con la quale sempre i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale di stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione.

C’è poi l’applicazione immediata: il `divorzio breve´ sarà operativo anche per i procedimenti in corso. Dal provvedimento, durante la discussione al Senato, è stata stralciata la norma che prevedeva il divorzio immediato, cioè senza separazione. Una norma che avrebbe «rallentato» il percorso visto che sul tema si sono registrate posizioni politiche contrastanti che avrebbero spaccato la maggioranza. Da qui la scelta di affrontare la discussione con un percorso autonomo e di garantire tempi brevi all’approvazione definitiva che domani potrebbe diventare realtà.

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