Il Paradiso può attendere

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InsiemeSarantis Thanopulos, Il Manifesto
27 giugno 2015

I difen­sori della fami­glia hanno mosso guerra al "genere". La con­fu­sione men­tale è certa, tut­ta­via, il "genere", con­cetto poco chiaro, si pre­sta a fare da ber­sa­glio per chi si aggrappa alle cer­tezze con tena­cia pari al suo disorientamento.

Tra gli orga­niz­za­tori del Family Day e i teo­rici più estremi (e più coe­renti) del «genere», esi­ste un’inconsapevole con­ver­genza verso l’interpretazione dog­ma­tica della dif­fe­renza dei sessi. Gli uni stac­cano il corpo dall’esperienza psi­chica (e di con­se­guenza dal desi­de­rio e dal sogno) e ridu­cono la defi­ni­zione dei sessi all’anatomia. Gli altri disin­car­nano la psi­che e pre­ten­dono di defi­nire la donna e l’uomo a pre­scin­dere dalla dif­fe­renza dei loro corpi. In entrambi i casi, è igno­rato il tes­suto psi­co­cor­po­reo del desi­de­rio ero­tico e del godimento.

La diversa costi­tu­zione cor­po­rea della donna e dell’uomo è un ele­mento ine­lu­di­bile: la vagina invece che il pene, la pos­si­bi­lità e l’impossibilità di gra­vi­danza, sono dif­fe­renze fon­da­men­tali e non un inci­dente della natura tra­scu­ra­bile per motivi di coe­renza teo­rica (dogmatica).

Il sesso degli angeli con­va­lida la costru­zione teorico/religiosa del «terzo genere» (il genere neu­tro) e aiuta la sin­tassi di un rap­porto con il mondo avulso dalla forza desta­bi­liz­zante, tra­sfor­ma­tiva dell’eros.

Elude, tut­ta­via, radi­cal­mente le pas­sioni umane e il dramma vero della nostra epoca: il males­sere con cui uomini e donne vivono la ses­sua­lità a causa della cre­scente dif­fi­coltà di espri­merla e di goderne.

La ses­sua­lità è pro­fon­da­mente radi­cata nel corpo, ma ciò non fa dell’anatomia una pri­gione. Pone un limite che distin­gue la libertà e la crea­ti­vità dall’onnipotenza.

La man­canza di ali non ha impe­dito all’uomo di vedere il mondo «a volo d’uccello», ma ciò non ha fatto di lui un vola­tile. La costi­tu­zione cor­po­rea è alla base dell’identità ses­suale della donna e dell’uomo. Tut­ta­via, que­sta iden­tità non può com­piersi al di fuori della com­pe­ne­tra­zione dei sog­getti desi­de­ranti nella rela­zione ero­tica a cui non basta la com­ple­men­ta­rità anatomica.

La dif­fe­renza dei sessi ci limita in modo che ci lega per sem­pre alla rela­zione di desi­de­rio con l’altro, alla reci­pro­cità dei nostri destini.

Non­di­meno, la rela­zione non sarebbe vivi­bile (e la com­pe­ne­tra­zione pre­di­spo­sta ana­to­mi­ca­mente diven­te­rebbe un fatto mec­ca­nico, psi­chi­ca­mente vio­lento), se la dif­fe­renza dell’oggetto desi­de­rato non abi­tasse, con­tem­po­ra­nea­mente, il nostro corpo, se la diver­sità cor­po­rea dell’altro sesso fosse un fatto esterno, estra­neo a noi.

Le iden­ti­fi­ca­zioni cro­ciate tra i due sessi (nelle rela­zioni di desi­de­rio a par­tire da quelle fami­liari) e la mesco­lanza tra il maschile e il fem­mi­nile nello stesso corpo (che fa di un’entità bio-anatomica una mate­ria psi­co­cor­po­rea desi­de­rante) eman­ci­pano la ses­sua­lità e la sua espres­sione dalla stretta neces­sità della con­giun­zione tra due corpi di sesso opposto.

L’intreccio tra la ses­sua­lità fem­mi­nile e quella maschile, pre­sup­po­sto del godi­mento ero­tico, è egual­mente pos­si­bile nell’accoppiamento omo­ses­suale: cam­bia solo la moda­lità d’ingresso nell’area della dif­fe­renza.
L’incontro con la ses­sua­lità dell’altro sesso attra­verso il rap­porto ero­tico con un corpo dello stesso e vice­versa, espande il rap­porto con la dif­fe­renza ero­tica al di là della differenza/complementarità ana­to­mica e allarga il campo e la pro­fon­dità del legame con l’altro.

L’eterosessualità e l’omosessualità, decli­na­zioni di una bises­sua­lità psi­chica che impe­gna il corpo, nascono ognuna per rimo­zione par­ziale dell’altra e sono indis­so­cia­bili tra di loro. Sacra fami­glia e angeli non sono di que­sta terra.

Il para­diso può attendere.

Ultima modifica il Domenica, 28 Giugno 2015 07:22
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