Luther Blissett: "Il nostro corridoio umanitario è possibile"

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Il Manifesto
02 10 2015

Intervista. La beffa di Ryan Air che apre le sue rotte ai profughi: «L'obiettivo di sospendere per un attimo la realtà è stato raggiunto. Ma oggi, rispetto a quando Luther Blissett iniziò, il mondo dell'informazione al tempo di internet è soprattutto ricerca del click, più che della verità»

«Oggi se si deve inter­ve­nire a livello di pro­du­zione di realtà e di imma­gi­na­rio biso­gna farlo con moda­lità più proat­tive e con­crete che met­tano in luce le con­trad­di­zioni pro­prie della poli­tica e dell’economia».


Ben­tor­nato Luther Blis­sett, e gra­zie per aver dato con­cre­tezza – anche se la cosa è durata solo poche ore – al sogno di inci­dere sulla tra­ge­dia dei pro­fu­ghi che rischiano la vita e troppo spesso la per­dono per rag­giun­gere clan­de­sti­na­mente l’Europa. «In que­sto uni­verso 3000 per­sone sono morte nel Medi­ter­ra­neo nel 2015. Per qual­che ora altre per­sone hanno potuto imma­gi­nare un uni­verso paral­lelo», si legge nella “riven­di­ca­zione” della falsa noti­zia dif­fusa mer­co­ledì dal col­let­tivo dal nome mul­ti­plo che dal 1994 – e nella fat­ti­spe­cie dopo un lungo silen­zio — firma azioni in cui il “falso” è inteso come gri­mal­dello dell’esistente e stru­mento di lotta poli­tica.

Il report era di quelli che rischia­rano gli spi­riti: Ryan Air apre le sue rotte verso il nord Europa ai pro­fu­ghi privi di visto e si accolla anche le san­zioni pre­vi­ste per le com­pa­gnie che disat­ten­dono la diret­tiva euro­pea vigente.
E i titoli si spre­cano. A par­tire da Ger­ma­nia e Ita­lia la noti­zia diventa virale e da lì al tweet con la smen­tita uffi­ciale (seguita da com­menti come «Nes­suno ha mai cre­duto che foste così umani»), la com­pa­gnia aerea gua­da­gna un punto in borsa.

«Non sono un ana­li­sta finan­zia­rio – aggiunge “il” Luther Blis­sett che abbiamo rag­giunto tele­fo­ni­ca­mente -, ma credo sia ricon­du­ci­bile alla visi­bi­lità posi­tiva che la noti­zia ha gene­rato. Cosa che ci rende sod­di­sfatti…». E che in effetti non sem­bra ren­dere ner­vosi, per ora, gli avvo­cati della com­pa­gnia. «L’operazione era iscritta in un modello di comu­ni­ca­zione che è quello tipico di Ryan Air, basato sulla pro­vo­ca­zione e sull’attualità — aggiunge -, quindi la noti­zia era masti­ca­bile. In più non c’erano aspetti nega­tivi riguar­danti Ryan Air».

Design fic­tion da manuale, quindi. «Dopo­di­ché — con­ti­nua lui — il mondo dell’informazione al tempo di inter­net è soprat­tutto ricerca del click, più che della verità. Le beffe orga­niz­zate vent’anni fa da Luther Blis­sett mira­vano a destrut­tu­rare i modelli di comu­ni­ca­zione, erano un ten­ta­tivo di pren­dere la parola dal basso con noti­zie non vere che comun­que apri­vano dei var­chi. Oggi lo sce­na­rio è total­mente diverso, molti media fanno un uso deli­be­rato di noti­zie false. Così è ogget­ti­va­mente più facile costruire dei “falsi”. Al tempo dei fax costrui­vamo anche delle realtà di veri­fica, ora è ten­den­zial­mente inu­tile: nel momento in cui for­ni­sci un pro­dotto che può facil­mente pro­durre dei click, che la sto­ria sia vera o falsa importa poco, se non col­pi­sce inte­ressi signi­fi­ca­tivi, passa con rela­tiva faci­lità, vedi le colon­nine di destra sui siti di Repub­blica e Cor­sera.

Ma qui il ten­ta­tivo era diverso, non era il falso per il falso… Non par­le­rei di design fic­tion per­ché si pro­spetta qual­cosa di ogget­ti­va­mente pos­si­bile. Il dato tecnico-giuridico è con­creto. Par­liamo della pos­si­bi­lità di far volare delle per­sone senza rive­dere com­ple­ta­mente la legi­sla­zione euro­pea sul diritto d’asilo. C’è un vul­nus legi­sla­tivo, per que­sto sono stati scelti tutti aero­porti come Lesbo e Pod­go­rica, che sono den­tro i con­fini dell’Unione».

Ad ogni modo i siti ita­liani hanno risolto la pra­tica modi­fi­cando i pezzi e declas­sando la noti­zia a “bufala”. «È curioso — com­menta Luther Blis­sett -, se tu una noti­zia dopo averla vagliata decidi di non darla, la bufala non esi­ste. Ma se ci caschi sei tu che l’hai creata». Pra­tica che da noi viene dige­rita in fretta dalla rete, ma in Ger­ma­nia resta facil­mente di tra­verso agli utenti. «Si è aperto un caso, la Deu­tsche Presse-Agentur (DPA), che è un po’ l’Ansa tede­sca ma con stan­dard qua­li­ta­tivi più ele­vati, ha dif­fuso la noti­zia e la Frank­fur­ter All­ge­meine l’ha ripresa con grande rilievo. Poi è stata costretta a rilan­ciarla per smen­tirla, addos­sando la respon­sa­bi­lità sull’agenzia».

Il rischio qui però è che l’enfasi sulle moda­lità potrebbe oscu­rare l’aspetto più poli­tico, la spinta a supe­rare una realtà spia­ce­vole tra­mite una vio­la­zione dell’ordine costi­tuito. «Ma l’obiettivo di que­sta azione, che in qual­che modo festeg­gia il nostro ven­ten­nale, è stato rag­giunto — con­clude Blissett-: sospen­diamo per un attimo la realtà e vediamo quale altro mondo è pos­si­bile. Ci sono molte asso­cia­zioni che qual­che rifles­sione hanno ini­ziato a farla. C’è già un pro­getto che punta a creare una sorta di vet­tore che affian­chi i rifu­giati negli aero­prti di par­tenza e di arrivo. Viste le lacune della diret­tiva ci sono mar­gini di pres­sione sui vet­tori auro­pei. Se qual­che ong si facesse carico dei rischi insieme a una com­pa­gnia, qual­che spa­zio si potrebbe aprire. È un uma­ni­ta­rio con­creto, uno sce­na­rio che si va aprendo. A livello di poli­tica isti­tu­zio­nale invece non ci aspet­ta­vano nulla e nulla è successo».

Gina Musso

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