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Studenti, una lezione di storia

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Il Manifesto
02 10 2015

Milano. I ragazzi e le ragazze del Coordinamento dei collettivi studenteschi alla loro prima uscita stagionale hanno scelto di stare a fianco dei profughi africani che si aggirano spaesati in Porta Venezia

La giacca gli sta da dio, forse un po’ lunga. Si mette in posa. E’ un pro­fugo eri­treo. Foto ricordo con stu­den­tessa mila­nese. Sor­ri­dono. Lungo i bastioni di Porta Vene­zia cen­ti­naia di maglioni, giac­che, magliette e cami­cie, è un mer­cato libero per aiu­tare le per­sone che stanno cer­cando for­tuna in Europa. Milano vende moda non c’entra, que­sta è solo la prima volta che gli stu­denti mila­nesi quest’anno met­tono il naso e la testa fuori da scuola. Buona la prima, anzi buo­nis­sima. Può una mani­fe­sta­zione di pochi ragazzi del Coor­di­na­mento dei Col­let­tivi diven­tare uno dei più grandi (e sen­sati) debutti di sta­gione degli ultimi anni?

Sì, se l’idea è fare un po’ di tea­tro davanti alla sede della Ue con un muro di car­tone, filo spi­nato e con alcune idee in testa (“Respin­giamo le igno­ranze e il raz­zi­smo, apriamo le menti e le fron­tiere”), e l’obiettivo è chiu­dere in bel­lezza con un gesto di ami­ci­zia verso i pro­fu­ghi afri­cani che si aggi­rano spae­sati in Porta Vene­zia. C’erano più sac­chi di vestiti che stu­denti, è vero. Poco importa. La strada per ripar­tire è quella giu­sta, per­ché porta dap­per­tutto. A Ven­ti­mi­glia, nel Medi­ter­ra­neo, in Europa, den­tro la scuola. Una lezione di sto­ria, di poli­tica e di geo­gra­fia. Anche di vita.

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