I 400 colpi. William Shakespeare, Sonetto n. 18

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Van Gogh, Mandorlo in fiore I 400 colpi. William Shakespeare, l'eternità della parola

Devo paragonarti a una giornata estiva?
Tu sei più incantevole e mite.

Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio,
e il corso dell'estate è fin troppo breve.

Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo
e spesso il suo aureo volto e' offuscato,

e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore,
sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura.

Ma la tua eterna estate non sfiorira',
nè perderai possesso della tua bellezza;

nè morte si vanterà di coprirti con la sua ombra,
poiche' tu cresci nel tempo in versi eterni.

Finche' uomini respirano e occhi vedono,
vivranno questi miei versi, e daranno vita a te.

§ § § § § § § § § § §

Shall I compare you to a summer's day?
You are more lovely and more delightful:

Rough winds shake the much loved buds of May
And summer is far too short:

At times the sun is too hot,
Or often goes behind the clouds;

And everything that is beautiful will lose its beauty
By chance or by nature's planned out course;

But your youth shall not fade,
Nor lose the beauty that you possess;

Nor will death claim you for his own,
Because in my eternal verse you will live forever:

So long as there are people on this earth,
So long will this poem live on, giving you immortality.

Ultima modifica il Lunedì, 09 Maggio 2016 13:22
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