I 400 colpi. William Shakespeare, Sonetto n. 122

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LibroI 400 colpi. William Shakespeare, l'eternità della parola

Il diario, tuo regalo, è qui nella mia mente,
interamente impresso in memoria imperitura

e durerà più a lungo di quei bianchi fogli
al di là di ogni tempo sino all'eternità

o per lo meno, fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facoltà di vivere,

finché non cederanno al rovinoso oblìo
il tuo nome, il tuo ricordo non andrà mai perso.

Quel povero diario non poteva contenere tutto,
né mi servon note per ricordarmi del tuo amore,

questa è la ragione che mi spinse a separarmene
dando credito alla mente che meglio ti riceve:

tenere un promemoria che mi aiuti a ricordarti
sarebbe come ammettere dimenticanza in me.

§ § § § § § § § § § §

Thy gift, thy tables, are within my brain
Full character'd with lasting memory,

Which shall above that idle rank remain
Beyond all date, even to eternity;

Or at the least, so long as brain and heart
Have faculty by nature to subsist;

Till each to razed oblivion yield his part
Of thee, thy record never can be miss'd.

That poor retention could not so much hold,
Nor need I tallies thy dear love to score;

Therefore to give them from me was I bold,
To trust those tables that receive thee more:

To keep an adjunct to remember thee
Were to import forgetfulness in me.

Ultima modifica il Domenica, 29 Maggio 2016 07:15
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