Il sindaco Raggi non lasci andare Paolo Berdini

Roma e cementoMonica Pepe, Micromega
10 febbraio 2017

Paolo Berdini non deve lasciare la Giunta capitolina perché resta una grande speranza sia dal punto di vista politico che simbolico di restituire la dignità a Roma, quella che abbiamo ormai dimenticato essere considerata come la città più bella del mondo.
Berdini è un uomo di profonda moralità, serietà, competenza, conoscenza della città.

Il grande merito di Virginia Raggi è stato quello di aver scelto come assessore all'Urbanistica un intellettuale e un tecnico che il governo più a sinistra che si potesse immaginare non avrebbe mai avuto il coraggio di scegliere perché troppo onesto e incorruttibile.

Questo merito resta unicamente di Virginia Raggi ed è indiscutibile. La grande occasione che il Sindaco Raggi ha ora è quella di mostrare di avere la dote della superiorità, quella che ha uno o una vera leader, il bene superiore della collettività da difendere a qualsiasi costo anche riuscendo a venire fuori da affermazioni poco discutibili e digeribili purtroppo dettate dalla frustrazione come quelle di Berdini, mostrando di essere lei più forte di quel combinato disposto di vicende interne e attacchi esterni che ne stanno come è umanamente comprensibile debilitando la forza e il progetto.

Virginia Raggi e la sua giunta non hanno alcuna responsabilità sullo stato di grave dissesto economico, urbanistico e logistico della capitale.

E per quanto si possa discutere sulla efficacia prima ancora che sulla opportunità delle azioni invocate nei confronti della stampa, il Movimento 5 Stelle ha ragione da vendere sul fatto che se questa acuta concentrazione mediatica fosse stata riservata ai precedenti governi della città, ed erano tanto di destra quanto di sinistra, non avremmo una città al collasso, devastata dalla pratica quotidiana della illegalità, dal logoramento progressivo della macchina amministrativa, dallo spreco spudorato delle risorse dei cittadini romani.

A sole poche settimane dall'insediamento la Giunta Raggi è stata sempre più insistentemente oggetto di attacchi accaniti, morbosi e arbitrari sulla mancanza di capacità di risoluzione di vicende a cui nessun leader politico di nessuno schieramento avrebbe mai potuto sanare. Certamente gli errori e i paradossi come anche le più recenti vicende relative alla giunta andavano denunciati ed esposti all'opinione pubblica, ma è legittimo chiedersi chi c'è in regia e in parte sapere che allora come oggi i poteri forti e miliardari della città non intendono mollare l'osso per quanto spolpato sia.

Questo sarebbe l'unico buco della serratura che varrebbe la pena illuminare, invece si aizzano giornalisti a rubare interviste per cogliere in fallo chi armato solo della sua competenza e onestà cerca di tutelare la città. Questo dimostra quanto il sistema dell'informazione abbia smarrito nel suo complesso e con le dovute eccezioni il senso della sua missione, nello specifico aiutare i cittadini a comprendere cosa sta accadendo veramente nella vicenda dello Stadio della Roma, quali sono i rischi e le vere emergenze della città, a formarsi delle opinioni libere e ricostruire i nessi delle responsabilità pesanti e purtroppo rimosse di chi ha fatto della capitale d'Italia una città perduta.

Il sistema dell'informazione sembra aver smarrito il senso della sua funzione pedagogica all'interno della società, marcando un terreno di autonomia culturale prima ancora che politica dal potere.

Tutti i politici, tutti i partiti e tutto il sistema dell'informazione dovrebbero fermarsi e dichiarare una tregua rispetto a una perdita collettiva del senso della realtà e di consapevolezza della gravità delle emergenze sociali, economiche e ambientali che stanno spingendo noi tutti in un baratro peggiore di quello in cui già siamo.

Va ricostruito il valore della dignità personale, il terreno dell’agibilità politica, il senso di solidarietà e di collaborazione tra le persone per il bene collettivo.

Virginia Raggi ha una freccia importante al suo arco, dare una svolta al suo governo, scegliere ancora oggi Paolo Berdini come assessore all'Urbanistica, spiegare con onestà qual è la partita in campo e quali sono i rapporti di forza portando dalla sua parte i cittadini romani, riaffermare la sua leadership come capo della città e garante del bene pubblico.
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